Non perdiamo d'occhio il Bahrein

09/03/2011

 

Il Bahrein è la chiave di volta degli avvenimenti in corso nel mondo arabo: gli scontri in Libia sono tragici, ma il loro risultato non determinerà grandi cambiamenti negli equilibri geopolitici del mondo, e neppure nella regione.

 

Gli Stati Uniti stanno per lasciare l’Iraq, ma l’Iraq non ha ancora né un governo stabile, né un apparato di sicurezza capace di garantire l’ordine e la sicurezza. Viene a crearsi un vuoto di potere in Iraq, che l’Iran intende ovviamente sfruttare per cambiare profondamente la situazione della regione, attorno ai propri confini.  

 

L’Iran vuole il controllo del Golfo Persico. Dopo la caduta dell’impero ottomano questo è stato impedito prima dall’Inghilterra poi dagli Stati Uniti, che hanno sostenuto dinastie e governi Arabi per mantenere la regione frammentata. Con il ritiro americano dall’Iraq, l’Iran rimane la maggiore potenza regionale, sia in termini militari sia in termini demografici. Il suo intento sarà scacciare la presenza americana anche dalla sponda occidentale del Golfo: dal Kuwait e dall’Arabia Saudita.  Può farlo semplicemente facendo sì che  le popolazioni di questi paesi si ribellino agli attuali governi filo-americani. 

 

Il Bahrein è probabilmente una prova di insurrezione alimentata dall’Iran – che utilizza in questo caso la propria influenza sulla popolazione sciita.  Il Bahrein è collegato da un ponte all’Arabia Saudita, e fa quindi geograficamente parte dell’Arabia Saudita. Se le dimostrazioni diventassero vera e propria ribellione, i Sauditi sarebbero costretti a intervenire in aiuto all’Emiro del Bahrein, il che darebbe occasione di intervenire anche all’Iran. Che farebbero gli Stati Uniti, che in Bahrein hanno ambasciata, militari, consulenti, ma non hanno certamente una forza sufficiente per affrontare l’Iran? Se ne andrebbero e lascerebbero i Sauditi a vedersela da soli con l’Iran?  

 

Senza contare che anche negli altri paesi della penisola araba ci sono  dimostrazioni e ribellioni, ed i governi sono a rischio.  

 

Se l’Iran riesce a mettere gli Arabi e gli Stati Uniti di fronte ad una realtà in cui appare lampante che gli Stati Uniti non possono garantire la difesa dei  governi arabi loro alleati, l’egemonia iraniana sulla regione è assicurata: anche i governanti arabi sunniti dovranno venire a patti con l’Iran. Le risorse petrolifere mondiali del Golfo Persico sarebbero sotto controllo iraniano, direttamente o indirettamente.  

E questo cambierebbe davvero gli equilibri globali.
  A cura di Laura Camis de Fonseca

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