Tensione in aumento
fra Kirghizistan e Uzbekistan

26/07/2012

Il 17 luglio 2012 in una sparatoria a Bulak-Bashi, nella provincia di Jalal-Abad in Kirghizistan, sono morte due guardie di confine, una kirghisa e una uzbeka, e altre due persone sono rimaste ferite. Non è la prima volta che si verifica un episodio simile: anche nel 2011 ben tre le guardie kirghise furono colpite da fuoco uzbeko perché accusate di aver oltrepassato il confine.

Dietro le attuali scaramucce si cela un conflitto più complesso, legato alla composizione etnica dell’Asia centrale – e soprattutto della valle di Fergana, cuore agricolo della regione, divisa fra Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan (vedi mappa). I confini non riflettono le divisioni etniche: fu infatti Stalin negli anni ’30 a ridisegnare i confini per rendere le repubbliche sovietiche dell’Asia centrale instabili e incapaci di rendersi autonome da Mosca.

A giugno di quest’anno la tensione etnica nelle regioni di Osh e Jalal Abad, dove si mescolano Uzbeki e Kirghisi, è cresciuta tanto da spingere la Russia a inviare un contingente sotto l’ombrello del CSTO per evitare che Tashkent intervenisse militarmente.

L’Uzbekistan, uscito da poco dal CSTO, non vede di buon occhio l’aumento della presenza militare russa in Kirghizistan e Tagikistan, e a quanto pare sarebbe pronto a stringere accordi di cooperazione con gli USA e con la Cina per poter mantenere una certa autonomia da Mosca

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