L’economia egiziana
allo stremo

16/04/2013

La situazione finanziaria dell’Egitto è estremamente precaria. Preoccupati per le possibili conseguenze interne e internazionali, i paesi vicini sono costretti a portare aiuto. È il caso della Libia, che ha appena promesso un prestito senza interesse di 2 miliardi di dollari, ripagabile entro 8 anni. È il caso del Qatar, che il 10 aprile ha concesso un altro prestito di 3 miliardi di dollari, che si aggiungono ai 5 già erogati. L’Algeria e la Libia inoltre forniscono all’Egitto butano e petrolio a credito e a prezzo agevolato.

Il Fondo Monetario Internazionale sta discutendo da mesi le condizioni per un possibile prestito di 4,8 miliardi di dollari, per ora senza esito, perché il governo egiziano non può ridurre sostanzialmente i sussidi al costo dei combustibili e del grano per i propri cittadini, senza rischiare una rivolta. Il governo sta considerando di introdurre il razionamento del pane e del combustibile a prezzo calmierato nei prossimi mesi, e di togliere i sussidi alle quantità che eccedono il razionamento. Questo si sa che porterà squilibri, perché i beni a prezzo calmierato saranno sempre insufficienti, quelli sul mercato libero saranno sempre più cari del giusto. 

Il Qatar aiuta finanziariamente l’Egitto perché vuole un ruolo di maggior peso e solide alleanze nella regione. Le dimensioni demografiche e territoriali insignificanti del Qatar non gli permetterebbero nessun ruolo regionale, ma le ingenti ricchezze derivate dal petrolio e il soft power derivato dai sistemi di comunicazione globali (Al Jazeera) lo stanno rendendo protagonista.

I rapporti fra Egitto e Libia sono più complessi. Gheddafi fu un grande ammiratore e imitatore di Nasser, ma un acerrimo critico dei suoi successori, soprattutto per il trattato di pace con Israele. I rapporti fra i due paesi negli ultimi decenni erano particolarmente tesi su questioni di immigrazione e trattamento di lavoratori egiziani in Libia. Gheddafi temeva l’Egitto per il gran numero di persone e per il suo forte esercito. Fra i due paesi ci fu persino una breve guerra di frontiera nel 1977. Lo scorso anno l’Egitto rimase sostanzialmente estraneo alla rivoluzione in Libia, e non fornì aiuto ai ribelli libici lungo i confini, benché la rivolta in Libia fosse stata accesa dallo spirito della ‘primavera araba’ che aveva già sconvolto l’Egitto. Ora ci sono frequenti attriti per episodi di contrabbando di armi e di persone attraverso il confine, e la Libia stessa è ancora in condizioni di instabilità interna e di scarsità di risorse economiche. In tale quadro il prestito fatto all’Egitto è dettato da un forte timore che possibili disordini e ribellioni al Cairo possano estendersi nuovamente alla Libia.

Ma senza l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, e senza profonde riforme ai sussidi ai prezzi dei prodotti di prima necessità, l’Egitto non troverà l’equilibrio economico e finanziario minimo per evitare disordini interni. 

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