Atlas de la Shoah. La mise à mort des Juifs d’Europe, 1939-1945
di Georges Bensoussan e Mélanie Marie

16/09/2014

In Atlas de la Shoah (edizioni Autrement, Parigi 2014), lo storico Georges Bensoussan − responsabile editoriale del Mémorial de la Shoah di Parigi – riesce a mettere in relazione la storia della Shoah con la sua geografia, un aspetto a torto  trascurato nello studio dello sterminio del popolo ebraico.

Perfettamente complementare alla precedente Storia della Shoah, l’atlante presenta in ognuno dei quattro capitoli testi brevi ma esaustivi e, soprattutto, grafici e cartine tematiche realizzate da Mélanie Marie, vero cuore dell’opera. Fondamentali non solo per conoscere dati propriamente geografici – come la dislocazione dei ghetti o dei campi di concentramento – ma anche per illustrare concetti più complessi: ne sono un esempio le carte che illustrano la storia dei pogrom contro gli Ebrei, la progressiva diffusione del Mein Kampf, la complementarietà dei massacri in vare parti d’Europa nel luglio del 1942, che  cosa si sapeva dei progetti nazisti nello stesso anno, ecc.

L’apporto dell’elemento cartografico è poi fondamentale nel mostrare quali furono le conseguenze demografiche delle persecuzioni e quale spaventosa estensione territoriale raggiunse il progetto genocida, analizzato anche in aree come il Vicino Oriente e il Maghreb, che di solito non sono contemplate negli studi, perlomeno a livello scolastico, della Shoah.

La chiarezza nella concezione dell’opera e nella sua realizzazione ne fanno dunque uno strumento didattico e di studio estremamente utile  e  accessibile, reso ancor più utile dalla  biografia e dalla cronologia che chiudono il volume.

 

Recensione di Valentina Viglione

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