La prossima rivoluzione in campo economico
l'agricoltura di precisione

11/05/2015

Il concetto è semplice: grazie alle nuove tecnologie per la raccolta e l’elaborazione dei dati, e grazie ai droni e ai robots, sarà possibile sfruttare al meglio ogni singolo metro quadrato di terreno utilizzando il minimo di risorse, in modo automatizzato e adattato alle esatte esigenze di ogni singola pianta in quel preciso momento e in quel luogo preciso - senza l’intervento fisico in loco del contadino.

Si chiama agricoltura di precisione ed è uno dei settori più promettenti per l’innovazione tecnologica, perché incrementerà la produttività agricola in modo tale da poter nutrire agevolmente i 10 miliardi di persone che popoleranno il mondo fra una cinquantina di anni. Ne parla diffusamente Jess Lowenberg in un articolo su Foreign Affairs di maggio 2015.

Già oggi è relativamente comune utilizzare programmi per l’irrigazione e la concimazione automatica, adattati alle esigenze dei singoli appezzamenti di terreno e delle singole colture. Ma oggi i programmi sono creati in base ai dati raccolti con test del terreno che richiedono tempo e lavoro dell’uomo, perciò vengono fatti a distanza di decine o centinaia di metri l’uno dall’altro, non su ogni metro quadrato di terreno, e vengono rifatti molto raramente. Inoltre tutte le operazioni necessarie al terreno e alle piante vengono ancora fatte utilizzando macchine e attrezzature guidate o controllate dall’uomo. Ora però si stanno mettendo a punto dei sensori elettronici per effettuare test del terreno ogni pochi centimetri rapidamente e senza fatica e, grazie alla tecnologia GPS, i dati raccolti vanno a formare mappe dettagliate delle caratteristiche del terreno, da cui si possono ricavare programmi precisi di innaffiatura e concimazione per ogni minuscola particella di terreno.

Si stanno anche sviluppando sensori che, applicati alle macchine usate per il raccolto o la mietitura, calcoleranno la produzione esatta di ogni particella di terreno, e anche con questi dati si formano mappe dettagliate della resa di ogni singolo metro quadrato di terreno, per ogni tipo di coltura. Sensori specifici verranno montati su droni che, guidati via GPS, raccoglieranno giornalmente dati da ogni singola pianta per verificare se presenta segni di siccità, o di mancanza di nitrati, o di malattie parassitarie. Un programma specifico di intervento pianta per pianta può essere elaborato sulla scorta di questi dati, per poi mandare dei robot, guidati via GPS, a somministrare a ogni singola pianta esattamente l’acqua o il nutrimento o l’antiparassitario di cui ha bisogno. Anche le macchine per aratura, semina e raccolto potranno essere robotizzate e guidate da specifici programmi adattati ad ogni dettaglio di ogni specifico terreno.

Non è fantascienza: negli USA già oggi il 40% delle concimazioni e delle disinfestazioni sono fatte con sistemi automatici, che però vengono programmati in base ad un ipotetico bisogno medio di grandi estensioni di terreno, anziché solco per solco o pianta per pianta.

Essere agricoltore in futuro sarà un po’ come essere direttore di un centro di ricerca scientifica oggi, ma non dovrà richiedere la conoscenza di uno scienziato. La rivoluzione agricola sarà possibile soltanto se gli strumenti di cui l’agricoltore dovrà servirsi saranno a conoscenza incorporata, cioè potranno essere usati da tutti anche senza capirne il funzionamento, così come oggi usiamo i telefoni cellulari e i computer. 

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