ISIS e al Qaeda in Bangladesh: quanto sono pericolosi?

07/07/2016

Il governo del Bangladesh smentisce che lo Stato islamico (Daesh o ISIS) abbia preso piede nel paese e abbia organizzato il barbaro massacro del 1° luglio scorso alla Holey Artisan Bakery di Dacca, perché non vuole correre il rischio di perdere i grandissimi investimenti stranieri nell’industria tessile del paese, i cui prodotti rappresentano l’80% delle esportazioni del paese, per un valore di circa 26 miliardi di dollari l’anno. Ma gli esperti che analizzano costantemente i siti, i blog e le pubblicazioni dei gruppi terroristi islamici sostengono che il gruppo locale affiliato all’ISIS sta attraendo molti giovani di buona cultura e di buon livello socio-economico: medici, architetti, tecnici, insegnanti. Lo guida il canadese-bengalese Tamim Chowdhury, noto col nome di battaglia di Sheikh Abu Ibrahim al-Hanif. Recentemente sono tornati in patria 25 Bengalesi reduci dai combattimenti in Siria e in Iraq, portando esperienza, ferocia e determinazione aggiuntiva.

Il gruppo affiliato all’ISIS è in rivalità con il gruppo locale affiliato ad al Qaeda, Ansar-al-Islam, che ha circa 200 membri ed è guidato da un colonnello dell’esercito in pensione. È in rivalità anche con il gruppo islamista locale Jamaat al Mujahideen, che il governo incolpa dell’attentato del 1° luglio, ma che secondo gli esperti è in difficoltà perché i suoi affiliati giovani, organizzati nel gruppo terroristico Islami Chhatra Shibir, stanno disertando per accorrere sotto la bandiera di Daesh (o ISIS che dir si voglia), attirati dalla propaganda più forte e più abile e anche dalle allettanti retribuzioni, in denaro e in potere, che Daesh promette.

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