Il legame strategico fra Colombia e USA

03/09/2020

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Tratto da un articolo di Cole Altom per Geopolitical Futures

 

La Colombia è situata nella parte nordorientale del Sud America e in quella meridionale del bacino dei Caraibi. Le Ande corrono da nord a sud lungo il paese, coprendone quasi metà della superficie, l’altra metà è costituita dagli alti bacini del Rio delle Amazzoni (che prosegue il suo corso in Brasile) e dell’Orinoco (che prosegue il suo corso in Venezuela). La presenza delle montagne rende difficili e costosi i trasporti lungo la traiettoria est-ovest, mentre la foresta amazzonica a sud scoraggia la creazione di grandi centri e lo sviluppo economico dell’area.

Circa tre quarti della popolazione vive nel ristretto bacino del Rio Magdalena i cui affluenti vengono usati per i trasporti di merci ai porti di Barranquilla e Cartagena, sul mar dei Caraibi. Le coste della Colombia guardano sia all’Atlantico che al Pacifico e la costruzione del canale di Panama ha ulteriormente agevolato i collegamenti internazionali a entrambe le coste.

Nel 1820 la Grande Colombia − formata dalla Colombia odierna, Panama, Venezuela ed Ecuador − dominava tutta la costa meridionale del bacino dei Caraibi e aveva il controllo dell’istmo di Panama e delle rotte sull’Atlantico, fondamentali per i commerci con l’Europa. Il Messico controllava la costa occidentale del bacino, gli USA stavano consolidando il controllo di quella settentrionale attraverso l’acquisizione della Louisiana nel 1803 e della Florida nel 1819.

Nel 1830 il Venezuela e l’Ecuador divennero indipendenti, così la Grande Colombia perse il controllo di larga parte del bacino dei Caraibi. Nel 1903 anche Panama dichiarò la propria indipendenza. Per di più, in quel periodo il Paese dovette far fronte a frequenti disordini che obbligarono il governo a concentrarsi sugli affari interni più che sulla politica estera. La Colombia non era più in condizione di dominare la parte meridionale del bacino dei Caraibi e aveva bisogno di un alleato forte, che potesse aiutarla sia dal punto di vista economico che difensivo. La geografia fece sì che il nord fosse l’unica direzione cui guardare. Agli inizi del XX secolo il governo colombiano iniziò dunque a orientare la sua politica estera verso gli Stati Uniti; solo più tardi si rivolse agli altri paesi del Sud America, che però potevano offrire pochi vantaggi.

Già prima della disgregazione della Grande Colombia molti fattori spingevano a guardare agli USA. Nella prima metà del XIX secolo gli USA e la Colombia volevano entrambi ridurre l’influenza inglese e spagnola nell’emisfero occidentale. Da questa esigenza comune derivò il primo trattato degli USA con un paese americano (il trattato Anderson-Gual del 1824). Alcuni decenni più tardi sorse un’altra opportunità di cooperazione. Essendo anch’essi affacciati su due oceani, gli USA volevano costruire un canale transoceanico e individuarono in Panama − a quel tempo parte della Colombia − il posto più idoneo per realizzarlo. In un primo momento la Colombia decise di non ratificare l’accordo e ciò indusse gli USA a sostenere il movimento indipendentista a Panama. Ma la rottura non durò molto. La Colombia aveva bisogno di un accesso sicuro al Canale e gli USA non volevano crearsi un nemico che potesse inficiare la sicurezza del canale e delle rotte marittime. Il trattato di Thomson-Urrutia del 1921 ristabilì i legami bilaterali, stipulando che la Colombia poteva trasportare equipaggiamento militare e truppe, prodotti agricoli e beni industriali attraverso il canale senza pagare dazi, ma in cambio riconosceva i confini e l’indipendenza di Panama. Gli USA pagarono alla Colombia un indennizzo di 25 milioni di dollari, che vennero usati per l’industrializzazione del paese e l’ammodernamento delle infrastrutture.

Da allora le relazioni tra Colombia e USA sono rimaste intatte: durante la Seconda guerra mondiale l’alleanza con la Colombia contribuì alla sicurezza del Canale e della regione e durante la Guerra fredda Bogotà si schierò apertamente con gli Stati Uniti, rifiutando qualsiasi lusinga da parte dell’URSS. In cambio Washington intensificò la cooperazione in ambito di sicurezza e intelligence e diede vita a programmi di sviluppo come “Alleanza per il Progresso”, sotto la presidenza Kennedy. Ciò aiutò la Colombia a riprendersi da una guerra civile durata un decennio (1948-58) e ricordata con il nome di “La Violencia”. I legami si allentarono negli anni Settanta, ma l’emergere dei cartelli della droga spinse Bogotà a cercare nuovamente l’aiuto di Washington.

Negli ultimi anni la situazione interna si è stabilizzata e la Colombia gioca un ruolo rilevante nella sicurezza regionale. Il Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense ha recentemente annunciato un piano di investimenti di 5 miliardi di dollari in tre anni per lo sviluppo rurale della Colombia, con l’obiettivo di contenere la produzione di coca e ridurre la presenza e l’influenza di bande criminali nelle campagne. Questi gruppi, puntello del governo di Nicolas Maduro in Venezuela, sostengono il traffico di droga nella regione e rappresentano un rischio serio anche per gli Stati Uniti.

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