La memoria dei pesci
un rivoluzionario metodo di allevamento ittico economico e ecocompatibile

19/01/2009

La ricerca portata avanti dalla Facoltà di Ingegneria ambientale e civile di Technion dimostra che i pesci hanno una memoria della durata di 4/5 mesi, sulla base di questa scoperta i ricercatori stanno sviluppando una sofisticata nuova tecnologia che permette di allevare i pesci lungo le zone costiere addomesticandoli a rispondere a dei segnali acustici.

In tutto il mondo il metodo di allevamento in mare più diffuso è quello della gabbie che richiedono forti investimenti nell’acquisto dei materiali e nel monitoraggio, nutrimento e raccolta dei pesci. Questo metodo viene spesso criticato e vietato in alcune zone a causa dell’inquinamento ambientale prodotto dal rilascio di azoto prodotto dai pesci.   Lo scopo di questa ricerca è trovare una nuova tecnologia che possa facilitare l’allevamento dei pesci in mare aperto senza nuocere all’ambiente. Questo metodo è basato sull’addestramento dei pesci in cattività a rispondere ai segnali acustici dirigendosi nella direzione dello speaker per ricevere cibo. Attraverso un collegamento tra il segnale acustico e il cibo i pesci sviluppano una forma memonica basta sulla risposta condizionata. Dopo un mese di addestramento i pesci vengono rilasciati in mare aperto. Viene mantenuto un continuo collegamento con i pesci lanciando periodicamente i segnali acustici di richiamo. Quando sono pronti per essere venduti, vengono chiamati un ultima volta e catturati.

Questo metodo ha numerosi vantaggi: i pesci crescono nel loro ambiente e non inquinano, la dieta è più economica e salutare e l’impegno economico delle aziende è meno rilevante.

 

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