Bangladesh: ammutinamento
e implicazioni per la sicurezza regionale

04/03/2009

3 marzo 2009

 

Il ministro degli affari esteri indiano, Pranab Mukherjee, in seguito al recente ammutinamento avvenuto in Bangladesh ha scritto al primo ministro – lo sceicco Hasina – esprimendogli la sua solidarietà e garantendogli tutto l’aiuto necessario in caso di necessità.

Il 27 febbraio scorso più di 9.000 membri dei Fucilieri del Bangladesh, un’unità paramilitare responsabile della sicurezza di confine, si sono ribellati contro gli ufficiali dell’esercito chiedendo paghe più alte e condizioni lavorative migliori. Per porre termine alla rivolta Hasina ha minacciato di usare la forza e ha offerto amnistia ai ribelli, che hanno deposto le armi il 2 marzo. Nell’ammutinamento hanno perso la vita più di 80 ufficiali.

Alcuni analisti ritengono che dietro alla rivolta vi sia in verità la mano di qualcuno di più forte che intende destabilizzare il neoeletto governo di Dacca. La rivolta è avvenuta pochi mesi dopo la sconfitta del Partito Nazionalista del Bangladesh alle scorse elezioni. Dopo due anni di governo militare si sono infatti svolte a dicembre libere consultazioni elettorali dove si sfidavano la Lega Awami, partito di sinistra filo-indiano guidato dallo sceicco Hasina, e il Partito Nazionalista del Bangladesh (PNB), islamico e filo-pachistano, guidato da Begum Khaleda Zia.

La Lega Awami ha avuto in passato una storia turbolenta con l’establishment militare. Il padre dell’attuale primo ministro, lo sceicco Mijbur Rahman, guidò il paese verso l’indipendenza nel 1971 e governò il paese fino a quando, nel 1975, venne assassinato insieme alla moglie e ai suoi tre figli durante un colpo di stato. Nel 1978 il generala Ziahur-Rehman fondò il Partito Nazionale del Bangladesh che, ad eccezione di alcuni brevi periodi, intrattenne sempre ottime relazioni con l’apparato militare.

Il Partito Nazionalista del Bangladesh ha tutti gli interessi a mettere in difficoltà il nuovo governo scatenando uno scontro fra il governo e i militari. L’attuale situazione preoccupa molto l’India, che punta sulla Lega Awami per migliorare i rapporti con il Bangladesh e contenere le minacce estremiste nella regione. Nuova Delhi finora ha cercato di arginare l’insurrezione islamista, alimentata dalle politiche del PNB – che in passato forniva aiuto a gruppi come Jamaat-e-Islami e Jammat-ul-Mujaheddin Bangladesh.

L’India deve già affrontare la minaccia dell’ISI (servizi segreti pachistani) che ha sempre offerto aiuto agli estremisti in Bangladesh e nell’India nordorientale per destabilizzare il governo di Nuova Delhi. La graduale crescita della militanza islamista in quest’area ha reso ancora più instabile il confine con il Bangladesh, che viene attraversato abitualmente dai terroristi al servizio dell’ISI. Secondo le recenti indagini i terroristi di Mumbai provenivano dal Bangladesh, il che aumenta ulteriormente i timori indiani.. 

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