L'Iran
intensifica le attività esterne

10/09/2009

8 settembre 2009   All’indomani della rivolta seguita alle elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno scorso molti in Occidente hanno creduto che la Repubblica Islamica, così indebolita al suo interno da una lotta intestina lacerante, avrebbe abbandonato le sue ambizioni regionali per sanare la crisi interna. Purtroppo vi sono buone ragioni per credere esattamente l’opposto e una serie di eventi sembrano confermare che l’establishment al potere cerca legittimità e consenso espandendo le proprie attività all’estero a tutto campo. Qui di seguito alcuni recenti avvenimenti:   ·         a metà agosto a Bassora i soldati statunitensi hanno smantellato alcuni lanciarazzi armati di razzi Grad iraniani puntati verso una base americana nei dintorni. Questo indica che gli Iraniani sono pronti a colpire gli Americani in Iraq in caso di crisi diplomatica; ·         negli scorsi mesi i comandanti di Hezbollah, probabilmente aizzati dai mullah, hanno alzato il livello della retorica ribadendo di essere pronti ad una guerra contro Israele ed effettuando manovre militari sul confine meridionale del Libano. Il 14 agosto scorso il leader Hassan Nasrallah ha dichiarato alla stampa che Hezbollah “è molto più forte del 2006” aggiungendo poi che le unità della Nazioni Unite non devono permettersi di avvicinarsi alle loro postazioni per confiscare le armi; ·         il 14 luglio scorso una misteriosa esplosione – probabilmente provocata dai militari francesi – ha distrutto un edificio a Khirbet Silim (Libano) e ha rivelato la presenza di un deposito di armi di Hezbollah. Alcuni giorni dopo, quando le truppe dell’UNIFIL si sono decise a perquisire le case del paese, gli abitanti del villaggio li hanno circondati ed hanno iniziato a lanciare pietre costringendoli al ritiro immediato; ·         a metà luglio un aereo iraniano diretto in Armenia è precipitato – nell’incidente sono morte 168 persone. L’inchiesta ha rivelato che in verità il velivolo era pieno di sofisticati equipaggiamenti militari destinati a Hezbollah – si presume che il carico avrebbe dovuto atterrare in Armenia, attraversare la Turchia, la Siria e giungere quindi in Libano; ·         l’Iran, all’indomani delle operazioni militari israeliane nel Mar Rosso, ha intensificato l’attività miliare nel Golfo di Aden e nello stretto di Hormuz - dove intende costruire una base militare. Il comandante della flotta ha dichiarato che “la Repubblica Islamica, per volontà di Khamenei, aumenterà la presenza delle navi da guerra sulle coste meridionali”.    A questo si aggiunge la delicata questione nucleare. I mullah continuano a tergiversare, ma sembra ormai chiaro che non abbiano alcuna intenzione di sedersi al tavolo dei negoziati. Recentemente il presidente Ahmadinejad ha invitato i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Cina e Francia) e la Germania, che dovrebbero riunirsi a breve per discutere delle eventuali sanzioni da imporre all’Iran, a recarsi in Iran – proposta quantomeno bizzarra. Di fatto Teheran intende mettere l’uno contro l’altro i membri del Consiglio di Sicurezza – giocando sul fatto che Cina e Russia non sono favorevoli alle sanzioni – per prendere tempo.    Tutte le prove raccolte negli ultimi mesi lasciano quindi intendere che l’Iran non è disposto a trattare con gli Occidentali, né tantomeno a rinunciare alla proprie ambizioni regionali. Ora tocca alla comunità internazionale prendere una decisione.   A cura di Davide Meinero

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