25
Agosto
2016
Turchia: Erdogan l’equilibrista passa all’azione

Erdogan passa all’azione in Siria. Ora che la guerra contro l’ISIS entra nella fase finale, non può lasciar la vittoria nelle mani dei Curdi e non pretendere un posto al tavolo dei vincitori, quando si deciderà la nuova sistemazione della regione. Così nell’ultimo mese ha cercato un accordo sia con la Russia sia con l’Iran poi, forte della quantità enorme di armamenti di cui dispone, ha mandato bombardieri e carri armati oltre confine contro l’ISIS in sostegno al Free Syrian Army, per evitare che a conquistare il territorio di frontiera siano i Curdi del YPG. Ora l’esercito turco deve avanzare con determinazione e con cautela allo stesso tempo: determinazione a non lasciar spazio ai Curdi e far invece avanzare contro l’ISIS il Free Syrian Army, ma facendo ben attenzione a evitare scontri diretti con le forze di Assad, sostenute e armate da Iraniani e Russi, e a evitare anche scontri diretti con i Curdi, sostenuti e armati dagli USA. 

25
Agosto
2016
L’accordo tra UE e Libia contro gli scafisti

Il 23 agosto la Guardia costiera libica ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la Forza Navale Mediterranea dell’Unione Europea (EUNAVFORMED), che porta avanti l‘operazione Sophia’. L’accordo riguarda l’addestramento della Guardia costiera e della Marina libiche per organizzare e condurre operazioni contro di il traffico di persone fra Africa ed Europa via mare. L’UE spera di migliorare così l’efficacia della Libia nel mantenere in sicurezza le sue acque territoriali e bloccare il flusso di migranti che partono dalla Libia per cercare di raggiungere l’Europa tramite l’Italia (già più di 100000 nel 2016, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni).

22
Agosto
2016
È l’ora della verità fra i Curdi e Assad

In Siria le milizie curde che da anni si battono accanitamente contro l’ISIS sono alleate di fatto dell’esercito di Assad, là dove i loro interessi collimano. Le unità curde di difesa (YPG) ad esempio tengono la città di Afrin nella provincia di Aleppo e controllano la strada per Aleppo, bloccandone l’uso ai ribelli anti-Assad e all’ISIS. Ma nella provincia di al-Hasaka lo YPG e l’esercito siriano iniziano a scontrarsi. Qui l’esercito di Assad incontra grandi difficoltà nell’avanzare da sud-ovest contro l’ISIS e non è ancora riuscito a prendere Raqqa, invece lo YPG è avanzato con successo da nord-est. La città di al Hasaka, capitale di una ampia provincia abitata da molti Curdi, è stata liberata dall’ISIS per opera soprattutto dello YPG. Anche i soldati di Assad sono entrati in città e ne hanno preso il comando per conto del governo, ma lo YPG ha circondato la città, assediandola. Ci sono già stati alcuni scontri a fuoco.

22
Agosto
2016
Cambiano gli equilibri nel Caucaso

L’equilibrio nel Caucaso sta cambiando: c’è distensione e collaborazione fra Russia e Azerbaigian, dopo decenni di gelo e di allineamento fra Russia e Armenia, rivale dell’Azerbaigian, anche sulla questione del Nagorno-Kharabak. Dopo la fine delle sanzioni, l’Iran sta riprendendo un ruolo più attivo negli scambi internazionali, prima di tutto con i paesi confinanti. L’Azerbaigian ha recentemente ospitato un summit cui hanno partecipato Russia e Iran, per discutere i problemi regionali: il terrorismo, il conflitto del Nagorno-Kharabak, le dispute territoriali sul Caspio. Ma oltre ai problemi si è discussa una grande opportunità: lo sviluppo del Corridoio Nord-Sud con la costruzione di una ferrovia.

19
Agosto
2016
Greci e Israeliani partner per l’energia

La greca Energean sta per firmare il contratto di acquisizione dei diritti di sfruttamento dei giacimenti di gas Karish e Tanin, nelle acque di Israele. L’Energean è una piccola azienda energetica che opera soltanto in Grecia, nei Balcani e in Egitto. Il contratto prevede che il gas estratto sarà venduto in Israele, in concorrenza con la Tamar partnership, che attualmente ha in Israele una posizione quasi monopolistica. 

18
Agosto
2016
Perché gli USA non possono lasciare l'Afghanistan

A quindici anni dall’inizio della guerra in Afghanistan gli Stati Uniti non possono abbandonare il paese, perché la guerra civile continua e i Talebani e l’ISIS occupano oltre un terzo del territorio. L’ISIS ha fatto proseliti anche fra Talebani e infesta la provincia di Nangarhar, al confine con il Pakistan. I Talebani dallo scorso settembre controllano anche la regione attorno a Kunduz, nel nord. Gli Americani hanno ancora 9800 soldati in Afghanistan che assistono le truppe regolari afghane. A fine anno dovevano essere ridotti a 5500, ma il presidente Obama ha deciso non soltanto di rimandare il ritiro, ma anche di autorizzare di nuovo missioni di combattimento, non solo di appoggio ai combattimenti delle truppe afghane.