17
Febbraio
2020
Turchia e Ucraina, interessi strategici comuni

A febbraio 2020 si sono incontrati a Kiev i presidenti di Turchia e Ucraina. Al termine dell’incontro Erdogan ha dichiarato che la Turchia difende in pieno i diritti dei Tatari di Crimea. Ed è proprio la Crimea il punto di incontro degli interessi strategici di Turchia e Ucraina, in funzione anti-russa. Per entrambi i paesi la Russia è la potenza che minaccia ai confini, sia sul mare sia via terra. L’Ucraina è in conflitto con la Russia per il Donbass dopo l’annessione russa della Crimea, mentre la Turchia è indirettamente in conflitto con la Russia nella regione siriana di Idlib, dove i Russi sostengono militarmente l’esercito di Assad, la Turchia sostiene militarmente i ribelli. I due paesi sostengono anche fazioni opposte in Libia, cui entrambi hanno inviato soldati e aiuti militari.

17
Febbraio
2020
Il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia

Conoscete il MUSLI, il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia che ha sede a Torino a Palazzo Barolo?

Se ancora non lo conoscete, vederlo la prima volta sarà una gioia: è un luogo di ristoro e di spaesamento per la mente e per l’anima, un luogo di intensa nostalgica bellezza, che però stuzzica a ogni passo l’intelligenza.

10
Febbraio
2020
Capitalismo selvaggio in Venezuela?

Il governo socialista del Venezuela sta abbandonando i controlli sull’economia, cosa del tutto inaspettata. I media locali parlano di capitalismo caotico e selvaggio. Per sei anni l’economia si è contratta, riducendosi a un terzo di quello che era nel 2013, anche per effetto delle sanzioni americane. Quasi 5 milioni di persone hanno lasciato il paese in questi sei anni in cerca di lavoro e fortuna all’estero. I negozi si sono svuotati. Ma il governo ha permesso che si sviluppasse il mercato nero, alimentato dalle rimesse dei migranti. Il controllo sul mercato nero dei cambi è stato sospeso (non ufficialmente ma di fatto), poi è stata introdotta una tassa sul cambio del 25%, che è alta ma permette di adeguare il cambio ufficiale del dollaro a quello di mercato. Le transazioni in dollari all’interno del paese sono ora permesse. 

31
Gennaio
2020
Israele Palestina, che cosa cambia?

Il cosiddetto piano di pace di Trump per la Palestina è la semplice constatazione della realtà. Dalla metà degli anni ’90 la situazione non è più sostanzialmente cambiata e non ha, per il momento, probabilità di cambiare. Trump propone di riconoscerla e cercare di migliorarla un po’, offrendo possibilità di sviluppo economico e sociale ai Palestinesi. La sorte dei Palestinesi è stata (e ancora è) ostaggio di tutte le ambizioni egemoniche dei paesi vicini e dello stesso Occidente. L’Occidente nel 1949 volle la costituzione dell’UNWRA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East), che in realtà ha incancrenito la piaga. Riconoscendo il proprio errore, l’ONU creò poi un altro ente (UNHCR, United Nations High Commissioner for Refugees), che agisce con criteri radicalmente differenti per gestire gli aiuti a tutti gli altri profughi in fuga da guerre, persecuzioni o espulsioni. 

27
Gennaio
2020
Braccio di ferro per il petrolio fra Russia e Bielorussia

La Bielorussia dipende dalla Russia per tutte le forniture di petrolio e di gas. I due paesi non hanno ancora trovato l’accordo per rinnovare il contratto, scaduto a fine dicembre 2019. È iniziato un braccio di ferro fra le autorità dei due paesi, che ricorda l’analoga situazione fra Russia e Ucraina nel 2014. I rapporti storici fra la Bielorussia e la Russia non sono contraddittori e tragici come quelli fra la Russia e l’Ucraina, che Stalin sottomise con ferocia agli inizi degli anni ’30, portando un quinto della popolazione ucraina alla morte per fame. Questo ha lasciato nella memoria di molti cittadini ucraini strascichi di rancore e paura nei confronti dei Russi, che in Bielorussia non ci sono. 

25
Gennaio
2020
Putin reinterpreta la storia per intimorire l’Europa dell’est

Da inizio 2020 in poi Putin non ha perso occasione per rilasciare dichiarazioni pubbliche sulla Seconda guerra mondiale e sul ruolo dei Russi nella liberazione dell’Europa dal nazismo. Ha affermato che il patto (segreto) Stalin-Ribbentrop del 1939 per la spartizione della Polonia fra Germania nazista e Unione Sovietica divenne necessario dopo che la Francia e l’Inghilterra erano già venute a patto con Hitler per l’annessione del Sudeti (1938). Ha inoltre fatto una serie di dichiarazioni che attribuiscono la ‘colpa’ dell’inizio della Seconda guerra mondiale alla malaccorta politica della Polonia, oltre che dell’Inghilterra. Non vale la pena entrar nel merito di tali affermazioni, che manipolano grossolanamente la storia. Ma occorre chiedersi perché Putin rinvanga questo passato, proprio ora. Putin non è uomo politico che parli o agisca a vanvera.