13
Marzo
2019
La Russia cambia alleanze per terminare la guerra in Siria?

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Russia per il ritiro delle forze straniere dalla Siria. Le forze straniere di cui Israele vuole il ritiro sono quelle dell’Iran, paese che da 40 anni dichiara pubblicamente la sua volontà di distruggere Israele. La Russia non ha dato esplicita conferma dell’accordo, che però appare probabile perché la Russia vuole mantenere Assad al potere in Siria, ma non in condizione di sostanziale vassallaggio all’Iran. Negli ultimi anni gli Iraniani hanno combattuto duramente in Siria per salvare il potere di Assad, in pieno accordo con i Russi e gli Iracheni, ma ora nessuno vuole che gli Iraniani abbiano di fatto il controllo militare dell’intera Mesopotamia oltre che del Libano, dove la loro presenza militare è radicata da decenni attraverso gli Hezbollah. 

09
Marzo
2019
Se Trump e Kim si accordano, i più preoccupati sono i Giapponesi

Dopo la brusca interruzione dell’incontro negoziale fra il presidente della Corea del Nord e Trump né i Coreani né gli Americani sono più preoccupati di prima, ma i Giapponesi sì. Nei preparativi per l’incontro è stato detto chiaramente che gli USA non chiedono alla Corea del Nord di distruggere le armi nucleari di cui si è dotata, ma le chiedono di non dotarsi di missili intercontinentali che possano trasportare quelle armi a lungo raggio, raggiungendo anche gli USA. Questo mina alla radice la strategia difensiva che il Giappone ha adottato, o che gli è stata imposta, dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Quella strategia prevedeva che la sicurezza del Giappone sarebbe stata garantita dagli USA, che in cambio potevano usare il territorio giapponese come base per tener sotto controllo e sotto tiro le basi strategiche dei potenziali nemici regionali, dal porto russo di Vladivostock ai porti e aeroporti coreani e cinesi. 

06
Marzo
2019
Altri giacimenti di gas trovati in acque cipriote

Exxon Mobil ha annunciato a fine febbraio 2019 di aver trovato un giacimento di gas a sudovest di Cipro, nell’area di esplorazione Glaucus, che potrebbe contenere da 142 a 227 miliardi di metri cubi di gas. Nel 2011 la Noble Energy ha scoperto l’adiacente giacimento di Aphrodite, nel 2018 l’ENI quello di Calypso, per un totale di almeno 500 miliardi di metri cubi di gas. La Turchia, che sostiene il minuscolo stato separatista nel nord di Cipro abitato in prevalenza da Turchi, e la Grecia, che sostiene la Repubblica Cipriota abitata in larga maggioranza da Greci, sono rivali per lo sfruttamento dei giacimenti, su cui entrambe le repubbliche cipriote avanzano rivendicazioni. Questo frena la possibilità di sviluppo e di costruzione di infrastrutture per estrarre, vendere e trasportare il gas. La Turchia sta conducendo esplorazione dei fondali fra la propria costa e l’isola di Cipro e ha dichiarato che la Turkish Petroleum inizierà presto trivellazioni nelle acque prospicienti la parte turca di Cipro. 

05
Marzo
2019
Russia, Iran e Turchia: quale accordo sul futuro della Siria?

Dopo otto anni di guerra, la Siria è tornata quasi interamente sotto il controllo di Bashar al Assad. La Russia, che nel 2015 ha aderito alla guerra ed è uno dei due sostenitori di Assad, deve ora riconsiderare il suo futuro coinvolgimento in Siria e i rapporti con l’Iran, che è l’altro grande sostenitore di Assad. Mosca e Teheran hanno finora collaborato, ma la visione russa del futuro della Siria probabilmente non prevede una forte presenza iraniana. Come gestisce la Russia i rapporti con gli altri protagonisti della guerra in Siria, ora che la guerra volge alla fine? La Russia e l’Iran hanno collaborato in Siria per un obiettivo comune: mantenere Assad al potere, ma per motivazioni molto diverse. La Russia voleva distrarre l’attenzione interna ed esterna dagli eventi in Ucraina e dalla difficile situazione economica interna. Inoltre voleva dimostrare di essere ancora una grande potenza internazionale. 

22
Febbraio
2019
Internet, totalitarismo e conformismo

A marzo 2019 la Russia staccherà la sua rete internet da quella globale per utilizzarla soltanto con risorse interne, situate in territorio russo. Si tratterà di una esercitazione di prova, non di un distacco definitivo. Secondo il governo russo rendersi autonomi dalla rete internazionale è un’esigenza per proteggersi dall’aggressività degli USA e dei suoi alleati, che controllano la rete e la manipolano per contrastare gli interessi della Russia. Lo scorso dicembre il governo russo ha presentato un progetto di legge alla Duma (il parlamento russo) per la creazione di un sistema economico digitale autonomo. L’esperimento del prossimo marzo è volto a osservare dal vero le possibilità tecniche e le conseguenze operative di tale scelta, prima dell’approvazione finale della legge.

21
Febbraio
2019
Vertice NATO: l’Europa divisa

All’annuale vertice sulla sicurezza dell’Europa, che si è tenuto a Monaco il 17 febbraio, sono apparse evidenti due cose: la Germania intende ridefinire il ruolo della NATO in Europa, in particolar modo per quanto riguarda i rapporti con la Russia; le intenzioni della Germania divergono da quelle di alcuni paesi europei e da quelle degli USA. La Germania ha esplicitamente affermato che la rivalità con la Russia va vista in chiave politica, non strategica. L’obiettivo della politica europea, secondo la Germania, è spingere la Russia a integrarsi nel sistema europeo. La Germania non vede la Russia come irrimediabilmente ostile per motivi geopolitici di fondo, ma come un paese europeo integrabile nel Continente attraverso la politica.