10
Agosto
2018
Soldati cinesi a Idlib? Ci mancavano!

L’ambasciatore cinese in Siria ha dichiarato che la Cina è disponibile a combattere insieme all’esercito siriano contro i ‘terroristi’ a Idlib e in altre parti della Siria. È la prima volta che la Cina dà segno di voler entrare nei giochi politici in Medio Oriente. Nessuno sentiva la mancanza di un altro intervento straniero nella regione, che già vede la presenza di truppe russe, turche, iraniane, americane. Ma un motivo c’è: a Idlib operano milizie armate del Turkistan Islamic Party (TIP) di etnia uigura, provenienti dalla regione cinese dello Xinjiang. La Cina vorrebbe essere certa che venissero uccisi tutti, per non vederli tornare nello Xinjiang. Il TIP ha il sostegno della Turchia, opera a fianco delle truppe turche che hanno occupato la provincia di Idlib.

 

 

08
Agosto
2018
I Curdi siriani trattano con Damasco

Nei tre anni in cui ha controllato l’area pianeggiante nel nordest della Siria, l’ISIS ha ucciso migliaia di persone tra civili e soldati del governo siriano, senza permettere ai famigliari di seppellirne i corpi. Ora la regione è disseminata di fosse comuni, così come il territorio sotto controllo curdo. Recentemente il Consiglio Democratico dei Curdi Siriani (Kurdish Syrian Democratic Council) ha compiuto un gesto inusuale, restituendo all’esercito governativo i resti di 44 soldati uccisi dall’ISIS nel villaggio di Ain Issa nel 2014. Dieci giorni prima erano state scoperte quattro fosse comuni vicino a quello che era stato il quartier generale della 93esima brigata, e i Curdi hanno sfruttato l’occasione per ricucire i rapporti con il presidente Bashar al Assad. Anche questi sono segnali che il processo di reintegro nel resto della Siria della regione controllata dai Curdi è ormai in atto.

 

24
Luglio
2018
Crisi idrica e politica in Iraq

Le elezioni dello scorso maggio in Iraq hanno dato la vittoria a una coalizione guidata dal leader sciita Muqtada al-Sadr, ma i negoziati fra i membri della coalizione non hanno ancora portato alla formazione di un nuovo governo. L’Iraq è una federazione di regioni, ognuna delle quali ha un tipo di territorio e di economia diversa ed è abitata da gruppi etnico-religiosi diversi. La maggior parte della popolazione irachena non ha il senso di appartenenza a un’unica nazione, ha identità e interessi locali e tribali prevalenti, così come tutta la zona mesopotamica (Iraq, Siria, Libano, parte della Giordania), per motivi geopolitici e geostorici che è interessante cercare di capire. Le trattative per qualunque decisione economica e politica sono complesse e interminabili. Feroci repressioni interne ora contro l’una ora contro l’altra etnia sono frequenti. Le guerre civili anche: l’ultima è stata quella contro l’ISIS.

23
Luglio
2018
Israele - stato nazionale degli Ebrei

Il parlamento israeliano ha approvato una legge che definisce Israele lo stato del popolo ebraico, in cui venga riconosciuto il diritto all’autodeterminazione degli Ebrei, pur nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini (il 20% circa dei cittadini di Israele non sono Ebrei). La cosa ha destato scalpore in Europa oltre che, ovviamente, fra i Palestinesi. Ma che Israele sia lo stato nazionale del popolo ebraico è affermato nella Dichiarazione di Indipendenza di Israele, fu l’intenzione esplicita dalla Società delle Nazioni che ne promosse la creazione nel 1920, fu riaffermato nel riconoscimento dell’ONU. Dunque non è cambiato nulla, la legge riafferma le condizioni pre-esistenti. 

13
Luglio
2018
Il summit NATO al di là della retorica

Il summit NATO di luglio 2018 è stato circondato di non pochi melodrammi, accuse, ritrattazioni… Che tristezza vedere tanto scadimento di stile. Ma alla fine quali decisioni sono state prese? Due sono le decisioni, per lo più trascurate dai media che hanno dato più importanza alla retorica sfoggiata in alcuni discorsi.

06
Luglio
2018
Germania e Cina in un sistema globale che cambia

I dazi imposti da Trump su acciaio e alluminio e sui loro manufatti pongono un dilemma importante all’Europa, ma soprattutto alla Germania: con chi stare? Scegliere di aderire a un sistema economico globale che vede il ritorno al protezionismo e soprattutto al potere decisionale da parte dei singoli stati, o cercar di mantenere vivo il sistema formalmente in vigore dall’inizio di questo secolo, in cui tutti gli stati accettano il libero scambio di merci e servizi e l’applicazione delle regole viene sorvegliata da organismi tecnici sovranazionali come il WTO? Il protezionismo in realtà non è mai finito. Paesi come la Cina hanno beneficiato della disponibilità dell’Occidente a chiudere un occhio per entrare nel mercato cinese a gamba tesa, anche se l’economia cinese non si conformava alle regole di base delle economie di mercato.

Il fucile di mio padre di Hiner Saleem
12/02/2018
L’autore è Hiner Saleem (o Salim), regista curdo che ora vive a Parigi e si è affermato in festival internazionali con pellicole come “Lunga vita alla sposa... e alla liberazione del Kurdistan” e “Vodka Lemon”. Nato nel 1964 ad Aqrah, nel Kurdistan iracheno, Saleem è figlio di un peshmerga che era il telegrafista personale del generale Barzani (capo carismatico della lotta curda e padre dell’attuale leader del partito democratico del Kurdistan, Masoud Barzani). Ne “Il fucile di mio padre” narra in prima persona la storia della sua famiglia − simile a quella di migliaia di altre famiglie curde irachene − dagli anni ’70 agli anni ’90, quando fuggì all’estero all’età di 17...
La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre di Michel Kichka
05/08/2017
Storia autobiografica a fumetti che indaga ed esprime le emozioni, i condizionamenti, le paure e la forza dei figli della Shoah, i figli dei sopravvissuti. A cavallo fra vita e morte, fra Europa e Israele, fra ossessione e speranza, fra la sfida della memoria e la sfida di un futuro normale, fra fede e scetticismo, la seconda generazione ha caratteristiche psicologiche ormai largamente indagate dalla psicologia, che si osservano particolarmente in Israele, terra di figli e nipoti della Shoah. Il carattere nazionale israeliano è ancora oggi largamente segnato dalla mentalità e dalle emozioni della ‘seconda generazione’. Kichka le racconta in modo chiaro, con poche parole asciutte e con un disegno ricco di sfumature e di dettagli che commuovono – e anche qu...