28
Giugno
2019
Gli USA e la difesa europea

Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno chiesto a più riprese agli alleati europei di accrescere il loro budget per la difesa, sottolineando la necessità di creare un’alleanza militare occidentale più forte. L’Unione Europea ha fatto qualche passo avanti, lanciando la PESCO (Permanent Structured Cooperation) e l’EDF (European Defense Fund, un fondo per la difesa da svariati miliardi), che però non hanno affatto risposto alle aspettative americane. La PESCO crea uno spazio nel quale i partner europei possono lavorare congiuntamente nell’ambito della sicurezza, mentre l’EDF garantisce un budget di circa 13 miliardi di dollari per ricerca, sviluppo e produzione di sistemi di difesa. 

15
Giugno
2019
Cina: problemi per giovani e per vecchi

Secondo il China Institute for Employment Research della Università Popolare Cinese di Pechino, nel primo trimestre del 2019 le assunzioni di giovani laureati si sono contratte del 7,8 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la richiesta di impiego da parte dei giovani è aumentata del 31%. Soltanto poco più della metà dei giovani laureati alla ricerca di lavoro riesce a trovarlo. Questo è molto allarmante per il governo cinese, che anche per questo sta incitando i giovani laureati ad andare all’interno del paese, per servire il popolo – come diceva un vecchio motto maoista appena rispolverato dalla propaganda − nelle zone che hanno bisogno di sviluppo. La Lega comunista giovanile cinese intende mandare 10 milioni di ‘volontari’ nelle zone rurali entro il 2020, per fare esperienza e nel contempo portare alle campagne scienza, tecnologia e sviluppo culturale. 

14
Giugno
2019
Un esercito di bruchi mette in ginocchio la Cina?

All’epidemia di peste suina africana che ha colpito recentemente la Cina si aggiunge un altro flagello: milioni di bruchi africani capaci di divorare totalmente in poche ore grandi distese di mais e di altre 80 specie vegetali sono arrivati a inizio anno nello Yunnan meridionale, tramite l’India, e si sono già espansi in altre 18 province. La Cina è il secondo maggiore produttore mondiale di mais, ma non ne esporta molto: la maggior parte serve per il consumo domestico. Il maggior esportatore globale di mais sono gli Stati Uniti. Ma in previsione di una possibile contrazione di mercato a seguito della guerra dei dazi con Messico e Cina, nonché a seguito di un periodo di anomale inondazioni, gli agricoltori americani quest’anno hanno ridotto la semina di mais.

05
Giugno
2019
La ‘guerra’ dei dazi si amplia

Il 31 maggio 2019 il governo americano ha annunciato la revoca dei benefici concessi all’India nell’ambito del Sistema di Preferenze Generalizzate (GSP), di applicazione internazionale, in vigore dal 1975. Il sistema era stato allora voluto dagli USA come strumento del programma di sviluppo dei legami commerciali fra l’Occidente e i paesi che allora si chiamavano ‘del Terzo Mondo’, cioè i paesi che non si schieravano apertamente né con il blocco comunista guidato dall’Unione Sovietica, né con l’Occidente a guida americana. Si trattava di paesi per lo più poveri, con sistemi economici arretrati che necessitavano di investimenti e aiuti per lo sviluppo. 

30
Maggio
2019
Il terrorismo islamico in Africa

Sconfitti sul terreno in Medio Oriente, i terroristi islamici — quelli di al Qaeda o dello Stato Islamico — da un paio di anni hanno iniziato a infiltrarsi nelle aree instabili dell’Africa subsahariana, alla ricerca di una nuova base territoriale. Il Sahel, l’area che si estende dalla costa atlantica della Mauritania a ovest fino all’Eritrea a est, è particolarmente vulnerabile all’infiltrazione dei terroristi, trovandosi in costanti condizioni di disordine politico e di miseria. I paesi del Sahel sono sempre travagliati da governi fragili, corruzione diffusa, contrabbandi e mafie, scoppi di violenza fra milizie irregolari. Dal 2014 la Francia e altri paesi occidentali cercano di mantenere sotto controllo le tensioni nella regione sia con operazioni militari sia con varie forme di aiuti, ma i problemi sono incancreniti e tendono a peggiorare, favorendo così lo scontento e la radicalizzazione delle popolazioni, che cercano soluzioni nell’emigrazione verso l’Europa o nell’adesione a gruppi armati. 

20
Maggio
2019
Il Venezuela nei ricordi di George Friedman

Ho passato molto tempo in Venezuela negli anni ’90. La ragione per cui ero lì non mi era chiara allora e non mi è chiara neppure oggi (Friedman lavorava allora per il Dipartimento di Stato degli USA, Ndt) ma mi ha dato una certa prospettiva su quello che oggi accade nel paese. Era notte quando arrivai la prima volta all’aeroporto di Maiquetia. In fase di atterraggio riuscii a scorgere dall’aereo una montagna fittamente illuminata da quelle che pensai essere le luci delle strade della capitale, Caracas. Ma scendendo dall’aereo mi resi conto che non era affatto Caracas quella che avevo visto. Risultò che ero piuttosto lontano dalla capitale e che la meravigliosa città che pensavo di aver visto era in realtà una baraccopoli – un barrio.