30
Novembre
2021
L’industria dei semiconduttori: altissima specializzazione in singoli distretti

Cina, Unione Europea, Giappone e USA vogliono sviluppare in casa la produzione di semi-processori, cuore tecnologico dello sviluppo globale. Si prevede che l’attuale carenza di microchip, che sta penalizzando le aziende globali che producono auto, computer e cellulari, durerà ancora fino all’inizio del 2023. Ma sviluppare la produzione di microchip avanzati in altre aree del mondo sarà tutt’altro che facile, per almeno due motivi.

26
Novembre
2021
Russia e Ucraina

La tensione nelle aree di frontiera fra Russia e Ucraina è altissima in questo novembre. La Russia ha raccolto truppe alla frontiera, gli analisti parlano di preparazioni per un’ulteriore invasione dell’Ucraina, che quasi certamente non ci sarà: le invasioni si fanno di sorpresa, non facendo sfoggio preventivo di forze alle frontiera. Ma la Russia continuerà a premere sull’Ucraina dalle regioni secessioniste, che nel 2014 si sono proclamate indipendenti con l’aiuto dei Russi, ma non sono riconosciute tali dalla comunità internazionale.

17
Novembre
2021
Le teorie economiche e lo sviluppo reale

L’economia non è una scienza, così come non è una scienza il vivere. Quelle che chiamiamo teorie economiche sono teorie sull’efficacia dei diversi strumenti che si utilizzano in economia, un po’ come la biologia e la psicologia provvedono teorie sulla struttura e sulle funzioni del cervello di un essere vivente, ma non forniscono una guida di vita o di pensiero. Senza nessuna pretesa di completezza o di precisione accademica, ecco le principali teorie sviluppate in epoca moderna per capire meglio l’economia e utilizzarne meglio gli strumenti o i componenti.

10
Novembre
2021
La presenza russa in Africa

Oggi mercenari russi sono presenti in più paesi africani, dalla Libia alla Repubblica Centroafricana. Sono in corso trattative per una maggiore cooperazione militare con il Mozambico e per aprire una base militare russa in Sudan. Accordi di cooperazione militare con la Nigeria e l’Etiopia sono stati firmati da poche settimane. Tuttavia la presenza russa in Africa è ancora largamente inferiore a quella degli USA, dei paesi europei e della Cina. L’interesse della Russia per l’Africa inizia dopo la Seconda guerra mondiale, durante la Guerra Fredda, quando l’Unione Sovietica si pose come sostenitrice dei movimenti anticolonialisti, riconobbe tutti i governi postcoloniali e investì nelle loro economie. 

10
Novembre
2021
I migranti come strumento di geopolitica. Il caso della Russia

È ormai chiaro che le migrazioni sono diventate un fenomeno di massa irrefrenabile, che dobbiamo saper gestire in base ai nostri interessi e alle nostre priorità, anziché subire passivamente l’iniziativa altrui. Dobbiamo cioè darci una politica per l’immigrazione, che per essere efficace e flessibile non può che essere definita a livello europeo, altrimenti si moltiplicheranno tensioni che rischiano di spaccare l’Unione, come avviene in questi giorni davanti alla pressione dei migranti organizzata dalla Bielorussia alla frontiera polacco-lituana. È interessante vedere come gestisce la politica dei migranti la Russia, favorita in questo dall’essere un paese molto esteso ma con poca popolazione e poca mano d’opera, nonché dall’eredità politica e culturale dell’Unione Sovietica, che tendeva a russificare i paesi satelliti sia attraverso la migrazione massiccia dei Russi in altre terre, sia attraverso l’immigrazione in Russia da altre terre. 

29
Ottobre
2021
Sisci mette in guardia la classe dirigente cinese

Per molti anni questa newsletter vi ha portato informazioni e analisi basate soprattutto su pubblicazioni di istituzioni fondate da George Friedman negli USA. Oggi Friedman, ignorato per decenni, è diventato il guru di molti nostri ottimi analisti, da Rampini a Diego Fabbri. Ne siamo felici: nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a far conoscere in Italia una metodologia di analisi geostorica e geopolitica assai meritoria. Ora vi segnaliamo un altro grande analista e storico, questa volta assolutamente nostrano: Francesco Sisci. Stupisce che non sia molto più conosciuto e molto più utilizzato dalle nostre università e dal nostro governo.