24
Marzo
2017
L’impossibilità di uno stato palestinese

Gli abitanti di Gaza e del West Bank hanno un PIL lordo pro capite di 2867 dollari annui e un’aspettativa media di vita di 74 anni: condizioni molto simili a quelle dei cittadini della Giordania e dell’Egitto, molto superiori a quelle dei cittadini dell’India, per non parlare di molti paesi africani. I 95 milioni di cittadini eritrei, ad esempio, hanno un PIL annuo pro capite di soli 500 dollari. Tutto bene? No, perché il reddito medio è garantito non dal funzionamento dell’economia, ma dai sussidi internazionali. Gli abitanti del West Bank sono anche più ricchi di quelli di Gaza perché circa 150000 fra loro lavorano in Israele, con remunerazioni pari a quelle degli Israeliani. Che c’è di male nel dipendere dagli aiuti internazionali? La mancanza di indipendenza. Molti aiuti sono mirati ad alimentare conflitti. Le armi di cui abbonda Hamas a Gaza sono fornite o pagate dall’Iran, ma debbono essere usate per uccidere e farsi uccidere. 

23
Marzo
2017
L’Algeria di fronte al cambiamento

Dall’inizio delle ‘primavere arabe’ nel 2011 l’Algeria ha mantenuto pace e stabilità, a differenza degli stati vicini. Il governo, autoritario e nazionalista, è presieduto da Abdelaziz Bouteflika fin dal 1999. Ma Bouteflika è anziano e malato, le elezioni si avvicinano. L’economia ha bisogno di profonde riforme che riducano il clientelismo, aumentino le tasse, riducano le sovvenzioni (ora 45 miliardi di dollari l’anno!) e aboliscano i prezzi politici di alcuni beni di prima necessità. L’economia dell’Algeria è legata all’esportazione in Europa del gas e del petrolio. L’abbassamento dei prezzi dell’energia ha prodotto voragini nel bilancio dello stato. L’Algeria produce poco, al di là dell’energia, e importa gran parte dei beni necessari alla vita dei suoi cittadini. Inoltre c’è ancora grande disparità fra il livello di vita delle élite cittadine e quello del resto della popolazione. 

22
Marzo
2017
L’Unione Europea ripristina i visti per cittadini USA

Il 3 marzo 2017 il Parlamento Europeo ha votato a favore del ripristino dei visti per i cittadini USA che vogliono visitare l’Europa. La decisione diventerà effettiva dopo 60 giorni. È possibile che gli USA ripristinino a loro volta i visti d’ingresso per i cittadini di tutti i paesi dell’Unione. Nonostante gli accordi di base fra USA e Unione Europea per abolire gli ostacoli alla mobilità dei rispettivi cittadini, gli USA non hanno mai abolito il visto per i cittadini di Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania, mantenendo un sistema di valutazione paese per paese. 

21
Marzo
2017
Libia: a che punto siamo?

Dopo la caduta di Gheddafi la Libia è sprofondata nella guerra civile e si è frantumata, così come le altre repubbliche arabe di recente costituzione: il Libano, la Siria, l’Iraq, il Kuwait. Non si sono frantumati gli stati arabi che, come la Giordania e l’Arabia Saudita, hanno mantenuto una struttura semitribale in cui la monarchia ha funzione mediatrice ed equilibratrice. Né si sono frantumati gli stati di lunghissima tradizione unitaria, come l’Egitto e il Marocco. Reggono per ora, pur con difficoltà, anche Tunisia e Algeria, dove i Francesi hanno lasciato stati fortemente centralizzati e ben organizzati, che hanno permesso il superamento del tribalismo.

15
Marzo
2017
Fra Isis e al Qaeda, chi scegliere?

La sconfitta dell’ISIS ha richiesto il rafforzamento di al Qaeda, tacitamente accettato da tutti i belligeranti. Ma che fare con al Qaeda ora che la vittoria si avvicina? L’ISIS nasce da una costola di al Qaeda. Però Abu Bakr al-Baghdadi, il ‘califfo’ dell’ISIS, tratta al Zawahiri, succeduto a Bin Laden quale capo di al Qaeda, come eretico infedele e figlio di Satana. Quali sono le differenze principali fra i due gruppi jihadisti? Entrambi sono sunniti, entrambi sono feroci, ma sul piano ideologico al Qaeda proibisce gli attacchi contro le comunità musulmane che appartengono a sette diverse e contro i loro luoghi di raduno e di preghiera, mentre l’ISIS considera doverosa e santa la guerra dei sunniti contro gli sciiti e contro altre denominazioni islamiche minori. Al Qaeda proibisce anche lo sterminio fisico delle comunità non islamiche che vivono in territori a maggioranza islamica, purché si assoggettino e accettino condizioni di inferiorità. 

15
Marzo
2017
La Cina e le Filippine

Quando la Cina guarda dalle sue coste verso il Pacifico, vede le Filippine come un possibile ostacolo prominente. Così come verso gli altri stati ai suoi confini (il Myanmar o la Corea) la Cina ha due opzioni verso le Filippine: rendersele alleate o mantenerle deboli destabilizzandone la politica interna e l’economia. Cina e Filippine hanno un contenzioso sull’estensione della loro sovranità sulle acque del Mar Cinese Meridionale. Ma forse nell’ottica delle Filippine di Duterte la Cina, pur essendo un gigante, è un elemento laterale, che non ostacola la libertà di movimento della sue navi verso l’Oceano. L’Indonesia potrebbe costituire un ostacolo fisico, mentre la Cina è alle spalle, se da Manila si guarda verso l’Oceano.