21
Aprile
2019
Spazio e detriti: una questione da affrontare

Lo spazio attorno alla terra sta diventando pericoloso: i detriti spaziali sono ormai così tanti da mettere a rischio i satelliti dal cui buon funzionamento in orbita dipendiamo e sempre più dipenderemo: basti pensare ai sistemi di geolocalizzazione. E la gara allo spazio è appena gli inizi: fra qualche decennio le orbite spaziali saranno più affollate di un’autostrada nell’ora di punta, e molto più pericolose, perché i detriti vagano per lungo tempo e in modo imprevedibile dopo un lancio fallito o dopo l’abbandono di un satellite obsoleto. 

21
Aprile
2019
Apple, Qualcomm e l’antitrust

Qualcomm e Apple hanno posto fine alla loro lunga contesa legale, che ha coinvolto per anni decine di aziende in varie parti del mondo. L’accordo raggiunto include un contratto di fornitura di chip e di modem 5G della Qualcomm alla Apple per un periodo di sei anni, che permetterà alla Apple di sviluppare la telefonia in 5G. La Apple non aveva molte alternative, dato che oggi soltanto quattro aziende al mondo sanno produrre modem 5G: la Huawei in Cina, la Samsung in Corea e Intel e Qualcomm negli USA. Ma Intel è in ritardo rispetto ai concorrenti, i suoi modem 5G per cellulari non sono ancora in produzione e dopo l’accordo fra la Qualcomm e la Apple ha annunciato che non intende affatto produrli. 

13
Aprile
2019
Tripoli non è ancora alla resa

L’offensiva del generale Khalifa Haftar su Tripoli è in stallo. Haftar guida la Libyan National Army (LNA), che occupa la massima parte del territorio libico e la quasi totalità degli impianti petroliferi, ma non ha il pieno controllo dell’azienda statale che gestisce l’esportazione del petrolio, la National Oil Corporation (NOC) e soprattutto non ha il controllo della Banca Centrale Libica (CBL), alla quale arrivano tutti i ricavi. La sede del NOC e la CBL sono a Tripoli, sotto il controllo del Governo provvisorio di Unità Nazionale (GNA) guidato dal presidente Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale. Il GNA può contare su di un fragile e modesto esercito, ma soprattutto sulle milizie di Misurata, forze irregolari che però ebbero un ruolo di primo piano nel rovesciamento di Gheddafi e, più recentemente, nella sconfitta dello Stato Islamico in Libia. 

08
Aprile
2019
Brexit: la rivincita di de Gaulle

Secondo il presidente francese de Gaulle, la storia dei rapporti fra la Francia e la Gran Bretagna avrebbe reso impossibile l’integrazione dell’Inghilterra in Europa. Per questo de Gaulle si oppose fino all’ultimo all’ingresso dell’Inghilterra in Europa. La Gran Bretagna non fu uno degli stati fondatori del Mercato Comune Europeo nel 1957 (trattato di Roma), ma nel 1960 chiese di entrare nella Comunità Economica Europea. La Francia si oppose e continuò a opposi nel 1963 e nel 1967. De Gaulle sosteneva che il sistema economico inglese era incompatibile con le economie del Continente e che l’Inghilterra non aveva affatto a cuore la potenza d’Europa, ma la considerava un pericolo. 

13
Marzo
2019
La Russia cambia alleanze per terminare la guerra in Siria?

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Russia per il ritiro delle forze straniere dalla Siria. Le forze straniere di cui Israele vuole il ritiro sono quelle dell’Iran, paese che da 40 anni dichiara pubblicamente la sua volontà di distruggere Israele. La Russia non ha dato esplicita conferma dell’accordo, che però appare probabile perché la Russia vuole mantenere Assad al potere in Siria, ma non in condizione di sostanziale vassallaggio all’Iran. Negli ultimi anni gli Iraniani hanno combattuto duramente in Siria per salvare il potere di Assad, in pieno accordo con i Russi e gli Iracheni, ma ora nessuno vuole che gli Iraniani abbiano di fatto il controllo militare dell’intera Mesopotamia oltre che del Libano, dove la loro presenza militare è radicata da decenni attraverso gli Hezbollah. 

09
Marzo
2019
Se Trump e Kim si accordano, i più preoccupati sono i Giapponesi

Dopo la brusca interruzione dell’incontro negoziale fra il presidente della Corea del Nord e Trump né i Coreani né gli Americani sono più preoccupati di prima, ma i Giapponesi sì. Nei preparativi per l’incontro è stato detto chiaramente che gli USA non chiedono alla Corea del Nord di distruggere le armi nucleari di cui si è dotata, ma le chiedono di non dotarsi di missili intercontinentali che possano trasportare quelle armi a lungo raggio, raggiungendo anche gli USA. Questo mina alla radice la strategia difensiva che il Giappone ha adottato, o che gli è stata imposta, dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Quella strategia prevedeva che la sicurezza del Giappone sarebbe stata garantita dagli USA, che in cambio potevano usare il territorio giapponese come base per tener sotto controllo e sotto tiro le basi strategiche dei potenziali nemici regionali, dal porto russo di Vladivostock ai porti e aeroporti coreani e cinesi.