19
Febbraio
2017
Il Pakistan devastato dal terrorismo

Noi non ne parliamo perché ci paiono eventi lontani, ma il Pakistan sta vivendo una stagione di terribili attacchi terroristici. In soli tre giorni a partire dal 13 febbraio 2017 oltre 100 persone sono morte in attentati. L’ISIS ha rivendicato l’attacco più grave, che ha ucciso 83 fedeli in un tempio sufi nella provincia del Sindh. In un altro attentato sono stati uccisi 13 farmacisti durante una manifestazione sindacale davanti al parlamento locale del Punjab. Questo attacco è stato rivendicato da Jamaat-ul-Ahrar, gruppo legato ai Talebani. 

18
Febbraio
2017
L’anno decisivo per il futuro dell’Eurozona

Le finanze dei paesi dell’Eurozona variano grandemente da un paese all’altro e avrebbero bisogno di politiche monetarie e fiscali molto diverse. L’Italia e la Germania sono i due esempi estremi, dopo il disastro greco. La Germania ha un continuo surplus di esportazioni, ha il PIL in crescita, bassa disoccupazione e pochissimi debiti. L’Italia ha una percentuale di debito pubblico molto alto, che è finanziato in modo preponderante dalle banche italiane, finché la Banca Centrale Europea permette loro di farlo. Se lo stato avesse difficoltà a ripagare il debito, se il valore dei titoli di stato italiani crollasse, le banche italiane correrebbero il rischio di fallire. Ci troveremmo nella stessa condizione di sfascio sociale ed economico della Grecia. Il PIL italiano è fermo da anni, la disoccupazione è altissima – ma lo stato non può spendere in investimenti e stimoli perché ha troppi debiti, né può ridurre le tasse che opprimono le aziende italiane (insieme all’eccessiva burocrazia) e le rendono poco concorrenziali sul mercato globale. 

13
Febbraio
2017
Le eccessive esportazioni tedesche

L’economia tedesca è composta per quasi il 55% di esportazioni. Troppo: una contrazione dell’export provocherebbe una recessione con possibili ripercussioni politiche. Fino al 2014 il primo partner commerciale della Germania fu la Francia, nel 2015 gli Stati Uniti con quasi 80 miliardi di euro. Nel 2016 gli USA hanno comperato meno, ma è cresciuto molto il mercato cinese, così ogni anno la Germania è riuscita a compensare il calo su un mercato con l’aumento su altri. Ma il mercato più sicuro e più costante per i prodotti tedeschi è sempre stata l’Europa nel suo complesso. In Europa 21 paesi su 32 continuano a incrementare le importazioni dalla Germania da molti anni, nonostante la crisi. Anche l’Inghilterra è un partner commerciale importante, che assorbe il 7,5% dell’export tedesco.

11
Febbraio
2017
Piccola guerra commerciale della Cina contro la Corea

Gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con il governo di Seul per posizionare una batteria THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), cioè un intercettatore di missili intercontinentali, nella Corea del Sud. I Cinesi temono che sia l’inizio di una collaborazione difensiva e militare più intensa fra i due paesi e prendono misure ricattatorie in campo economico, nella speranza di far desistere la Corea dall’accordo. L’azienda presa di mira da Pechino è la Lotte, cui è stato ritirato il permesso di costruzione di un parco di divertimenti con annesso centro commerciale a Shenyang e che ha anche dovuto chiudere tre grandi magazzini nell’area di Pechino. 

09
Febbraio
2017
L’Iran e i benefici del patto sul nucleare

L’accordo con l’Iran sul nucleare è multilaterale, dunque non può essere annullato dall’uscita di un solo stato. Al di là della retorica, il nuovo governo americano non intende riaprire le ostilità con l’Iran, ma vuole utilizzare meglio i suoi punti di forza per indurre l’Iran a una migliore collaborazione. Al di là della retorica, neppure il governo dell’Iran intende davvero riaccendere il conflitto, perché sarebbe contrario ai suoi interessi. A maggio si terranno le elezioni in Iran e i conservatori cercano di minare la base politica di Rouhani, sostenendo che l’accordo sul nucleare è stato negativo dal punto di vista politico e non ha portato alcun beneficio economico. 

07
Febbraio
2017
Trump, immigrazione, razzismo e legalità

Da giorni si sentono parole piene d’ira contro i provvedimenti di Trump sull’immigrazione, accusati di essere razzisti, illegali e contro le tradizioni americane, oltre a recar danno all’economia. Ma è proprio così? Gli Americani che hanno votato Trump non sono necessariamente razzisti, né ostili agli immigrati. Se lo fossero, esprimerebbero ostilità anche per altri gruppi: per gli Ebrei, o per i 3,7 milioni di immigrati di prima e seconda generazione giunti dall’India, che oggi costituiscono la comunità americana più ricca e più competitiva in tutti i campi, o per i circa 4 milioni di immigrati di origine cinese, o per gli oltre 30 milioni di immigrati messicani regolari, non clandestini. Se fossero razzisti suprematisti, probabilmente esprimerebbero ostilità anche per gli omosessuali, di cui Trump sostiene i diritti.