24
Aprile
2018
L’impatto dei raid contro le armi chimiche di Assad

A metà aprile 105 missili sono stati lanciati da USA, Francia e Inghilterra contro i luoghi di produzione di armi chimiche in Siria. Con quale risultato? Molti luoghi di produzione e stoccaggio sono stati messi fuori uso, ma altri sono rimasti intatti. Nessuna base aerea è stata colpita. Gli USA hanno voluto ribadire l’impegno a punire Assad per l’uso di armi chimiche, ma senza interferire con la sua repressione della ribellione usando armi convenzionali. Gli USA non vogliono farsi trascinare di nuovo in guerre in Medio Oriente, questo è stato detto e ridetto dai rappresentanti americani, anche durante i raid aerei. 

23
Aprile
2018
Sanzioni alla Russia, alluminio ed equilibri globali

Le nuove sanzioni americane decise a inizio aprile 2018 nei confronti della Russia sono direttamente mirate a singole persone e a singole aziende. Non colpiscono in generale l’economia russa, ma alcuni settori, soprattutto quello dell’alluminio. Le sanzioni colpiscono personalmente 7 oligarchi, 12 aziende di oligarchi, 17 alti burocrati di stato. L’azienda più colpita è la Rusal, che produce il 5,7% di tutto l’alluminio globale, di proprietà dell’oligarca Oleg Deripaska, che è forse l’uomo più ricco della Russia. Il valore della azioni della Rusal è crollato, perché la Rusal vendeva 1,4 miliardi di dollari di alluminio negli Stati Uniti all’anno, che ora non potrà più vendere. Dovrà trovare mercati alternativi in Asia, ma non sarà facile, anche perché le sanzioni colpiscono anche le aziende che forniranno servizi e materie prime a Rusal. 

16
Aprile
2018
Siria: che prospettive?

Dopo giorni di tensione e di incertezza il 13 aprile (2018) gli USA, la Francia e l’UK hanno bombardato alcuni centri in cui il governo siriano di Assad probabilmente produce e/o immagazzina le armi chimiche che spesso usa (non è la prima volta) contro la sua stessa popolazione: sia contro i ribelli sia contro i civili intrappolati nelle zone in mano ai ribelli. È stato un gesto di ‘punizione’ per l’uso di armi chimiche che tutti i pasi dell’ONU hanno concordemente deciso di bandire – che invece negli anni ’80 furono usate in Iraq e nel Kurdistan dal dittatore Saddam Hussein, e che dal 2014 sono usate da Assad contro le sacche di resistenza al suo regime. Questo gesto dimostrativo non cambia la situazione sul terreno, ma chiarisce che cosa è possibile e che cosa non è possibile prevedere per l’assetto futuro della Siria. 

05
Aprile
2018
I beduini del Sinai egiziano

Durante i quindici anni in cui i beduini del Sinai furono sotto il controllo israeliano, dalla guerra de 1967 fino al 1982, quando la penisola fu restituita all’Egitto a seguito della firma del trattato di pace, non ci furono preoccupazioni per il diffondersi della criminalità. I beduini non infrangevano abitualmente e apertamente le leggi. Oggi nel Sinai egiziano lo fanno in massa, perché i beduini vivono fondamentalmente di contrabbando, non avendo alternative economiche migliori. Nel Sinai si è infiltrato ora anche Daesh, l’ISIS, che conduce attacchi sanguinosi contro moschee e villaggi. L’Egitto ha una lunga storia di tensioni con i beduini. I Mamelucchi li espulsero e li deportarono nel Sudan per la continua resistenza agli ordini. Secoli più tardi, sotto l’Impero ottomano, i beduini acquisirono la reputazione di gente senza legge e senza scrupoli. 

04
Aprile
2018
Se Bitcoin è della banca centrale Le conseguenze possibili

Le cripto-valute digitali, di cui Bitcoin è la più nota, potrebbero davvero cambiare il mondo della finanza, se a gestirle fossero le banche centrali, che già da tempo stanno studiandone le possibilità. Le banche centrali regolano e controllano l’emissione di moneta, avendo per legge il dovere e il potere esclusivo di farlo. È un potere ormai molto lasco, perché chiunque faccia credito a terzi, che si tratti di una banca commerciale o di una società finanziaria, è come se emettesse temporaneamente moneta aggiuntiva. Oggi poi le forme di pagamento digitali online permettono transazioni immediate, che possono essere contabilizzate soltanto a posteriori, quando i parametri imposti dalla Banca centrale alle banche sottoposte potrebbero già essere stati sforati. 

23
Marzo
2018
La riforma fiscale negli USA cambierà il mondo

La riforma fiscale del presidente Trump avrà ricadute importanti sul resto del mondo. Nella competizione fra le economie globali la riforma modifica significativamente il tavolo da gioco per quasi tutti. La riforma riporta gli utili delle grandi aziende tecnologiche sotto al fisco americano, perché da un lato le obbliga a portare in patria i profitti maturati all’estero, dall’altro agevola questo rimpatrio con una tassa una tantum sugli utili passati, mentre riduce la tassazione futura al 21%, cioè a un livello per cui non è conveniente creare società di comodo all’estero, né tentare di occultare profitti per evadere il fisco. Uno studio recente ha valutato che il 63% degli utili di tutte le multinazionali americane sono accumulati in società domiciliate in Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Singapore, Svizzera e Bermuda, cioè nei ‘paradisi fiscali’ del globo. 

Il fucile di mio padre di Hiner Saleem
12/02/2018
L’autore è Hiner Saleem (o Salim), regista curdo che ora vive a Parigi e si è affermato in festival internazionali con pellicole come “Lunga vita alla sposa... e alla liberazione del Kurdistan” e “Vodka Lemon”. Nato nel 1964 ad Aqrah, nel Kurdistan iracheno, Saleem è figlio di un peshmerga che era il telegrafista personale del generale Barzani (capo carismatico della lotta curda e padre dell’attuale leader del partito democratico del Kurdistan, Masoud Barzani). Ne “Il fucile di mio padre” narra in prima persona la storia della sua famiglia − simile a quella di migliaia di altre famiglie curde irachene − dagli anni ’70 agli anni ’90, quando fuggì all’estero all’età di 17...
La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre di Michel Kichka
05/08/2017
Storia autobiografica a fumetti che indaga ed esprime le emozioni, i condizionamenti, le paure e la forza dei figli della Shoah, i figli dei sopravvissuti. A cavallo fra vita e morte, fra Europa e Israele, fra ossessione e speranza, fra la sfida della memoria e la sfida di un futuro normale, fra fede e scetticismo, la seconda generazione ha caratteristiche psicologiche ormai largamente indagate dalla psicologia, che si osservano particolarmente in Israele, terra di figli e nipoti della Shoah. Il carattere nazionale israeliano è ancora oggi largamente segnato dalla mentalità e dalle emozioni della ‘seconda generazione’. Kichka le racconta in modo chiaro, con poche parole asciutte e con un disegno ricco di sfumature e di dettagli che commuovono – e anche qu...