26
Maggio
2017
L’ISIS in Giordania

La città di Ma’an, nel sud della Giordania, è stata oggetto di reportage dell’Economist e di Al Jazeera perché è considerata il centro dell’ISIS in Giordania. Fondata attorno al 300 a.C., è la capitale del governatorato di Ma’an, dove si trovano i grandi siti archeologici dei Nabatei, inclusa Petra. È una cittadina di circa 50000 abitanti sulle soglie del deserto, collegata da una vecchia ferrovia con la città siriana di Damasco a nord e con Medina, in Araba Saudita, a sud. Sotto l’Impero ottomano era una tappa per i pellegrini che si recavano a La Mecca dalla Turchia e dalla Siria, nonché una tappa lungo la via carovaniera che conduceva da Gaza a Medina. Il porto più vicino per Ma’an allora era Gaza, ora invece la città è collegata da una ferrovia al porto di Aqaba. La maggior parte dei cittadini intervistati nega che Ma’an sia la città dell’ISIS, ma riconosce che la disoccupazione e la povertà spingono alcuni uomini a militare in gruppi da cui possono ricevere aiuti economici, incluso l’ISIS.

25
Maggio
2017
La Russia e il pericolo jihadista in Cecenia

La Russia ha fatto di tutto per mantenere il potere in Cecenia, stato a maggioranza musulmana del Caucaso settentrionale, semi-autonomo e sempre insofferente al controllo russo. Per molto tempo Mosca ha sostenuto la famiglia Kadyrov perché la considerava in grado di imporre e mantenere una parvenza di ordine, ma ora il Cremlino è in difficoltà anche sul fronte interno e ha preoccupazioni maggiori, non può più dedicare tempo e risorse per assicurare la stabilità della Cecenia. Dopo il crollo dell’URSS la Cecenia − parte della Repubblica Autonoma Socialista Sovietica Ceceno-Inguscia − dichiarò l’indipendenza dalla Russia e si separò da quella che divenne l’Inguscezia. Nel 1994 scoppiò la Prima guerra cecena, che durò fino al 1996 e vide il tentativo della Russia di riaffermare la propria sovranità su questa regione, cosa che riuscì solo con la Seconda guerra cecena, iniziata nel 1999 e protrattasi per gran parte del decennio successivo. 

22
Maggio
2017
La necessaria regolamentazione di internet e dell’industria del digitale

George Friedman sostiene da anni che l’attuale sistema internet è primitivo e inadatto per funzioni importanti. L’attacco recente tramite ransomware (richieste di riscatto a distanza) a milioni di computer sia di privati sia di grandi aziende, agenzie statali, ospedali, in 150 paesi del mondo, dimostra che ha ragione. Dobbiamo ripensare l’uso di Internet, perché non garantisce neppure un minimo di sicurezza. Miliardi di dollari e di euro si stanno investendo in progetti di future infrastrutture che comunicano fra di loro e si attivano via internet… ma distruggere dati e programmi via internet è un gioco da ragazzi. L’industria dei computer non ha ancora raggiunto la fase della responsabilità, dice Friedman. I computer sono disegnati per depositare cookies a ogni contatto con un sito, cioè collegamenti pronti ad attivarsi in pochi istanti. Il computer non è disegnato per sapere quali cookies sono sicuri e quali sono criminali o illegittimi. 

20
Maggio
2017
La Russia si avvicina alla Corea del Nord

Il 18 maggio 2017 il traghetto Mangyongbong è partito dal porto di Rajin nella zona economica speciale di Rason, nella Corea del Nord, per toccare Vladivostock sulla costa russa. I passeggeri erano turisti cinesi, ma il traghetto portava anche merci coreane. È il primo servizio di traghetto verso altri paesi che la Corea del Nord ha effettuato a partire dal 2006. Che l’abbia fatto con la Russia significa che la Russia tende la mano al dittatore coreano, proprio mentre il resto della comunità internazionale ne condanna gli esprimenti missilistici e ne teme l’aggressività. Così i Russi si pongono in posizione favorevole per essere chiamati a far parte di qualunque futuro negoziato regionale che riguardi al Corea. 

15
Maggio
2017
Gli USA e la Somalia

Gli USA hanno recentemente inviato un gruppo di istruttori aeronautici ad addestrare ed equipaggiare le truppe somale alla lotta contro al-Shabab. La notizia della morte di un Navy Seal ha svelato la presenza in Somalia anche di altri corpi di élite americani. L’11 maggio si è tenuta a Londra una conferenza sulla Somalia, con la presenza del segretario alla difesa James Mattis, che ha deciso di aumentare di 900 milioni di dollari gli aiuti economici ONU a sostegno della popolazione colpita da carestia. Sono tutti segni di un attivo interesse degli USA nel Corno d’Africa. Dal 1991 in poi gli USA hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nelle missioni ONU di peacekeeping in Somalia, paese costantemente preda della guerra civile. Nei primi anni 2000 la maggior parte del territorio cadde sotto il controllo degli islamisti delle Corti Islamiche, da cui nacque il gruppo armato estremista di al-Shabab, che ha legami sia con al Qaeda sia con l’ISIS e compie atti di terrorismo anche nei paesi confinanti. 

12
Maggio
2017
Il futuro del lavoro... è già oggi

Occorrono circa 100 persone per preparare e lanciare una missione di volo di un cacciabombardiere F-16. Ne occorrono 168 per lanciare e mantenere in aria per 24 ore un drone armato. Ne occorrono addirittura 300 per tenere in aria un drone Global Hawk di grandi dimensioni con funzioni di raccolta dati per l’intelligence. Questi dati forniti dalla NASA e riportati da John Mauldin nel libroThe Age of Transformation sono l’esempio di come le nuove tecnologie non richiedano necessariamente meno lavoro umano – ma ne cambino la natura. La NASA ha molte difficoltà a trovare le persone con le competenze che servono per utilizzare i droni senza pilota e ha difficoltà anche a trovare persone che tengano i continui corsi di aggiornamento per il personale.