14
Maggio
2020
Microchip, la produzione è strategica

Intel e la TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.) producono complessivamente quasi il 90% dei microchip di ultima generazione, ma li producono quasi tutti in Cina. Benché usi brevetti americani, la fabbricazione dei microchip per il globo è fatta sostanzialmente in Cina, il che pone in una posizione di dipendenza dalla Cina anche la produzione di tutte le macchine digitali, dai cellulari ai supercomputer. Le aziende venditrici non sono cinesi, i Cinesi stessi comprano i chip dalle aziende proprietarie dei brevetti, però sarebbero in grado di fermarne la produzione, o continuarla in proprio senza pagare royalties sui brevetti. Sembra una follia strategica, ma è così. Ora Intel e TSMC (sta per aggiungersi la Apple) sono in trattativa con il Pentagono e con il governo degli USA per costruire fabbriche di microchip negli stati Uniti. Il governo americano sta sondando anche la disponibilità della coreana Samsung a investire in fabbriche di chip negli USA. 

09
Maggio
2020
Gli USA si preparano allo sfruttamento minerario della Luna

Un gruppo di esperti sta preparando gli Accordi Artemide che dovrebbero determinare i diritti per l’estrazione di minerali dalla Luna, le misure di sicurezza obbligatorie per i privati, i limiti alle iniziative private. La bozza di accordo dovrebbe essere poi discussa dagli USA con i paesi alleati, ma per ora nell’elenco dei paesi che verranno interpellati non compare la Russia, benché negli ultimi anni Russia e USA abbiano strettamente e costantemente collaborato nella Stazione Spaziale. 

28
Aprile
2020
Il lungo inverno russo

Prima che i prezzi dell’energia cominciassero il loro lento declino, ci sono stati periodi in cui petrolio e gas naturale rappresentavano circa il 60% delle esportazioni della Russia e il 30% del suo PIL. Secondo il pensiero dello stesso Lenin, la Russia era da considerarsi un paese del Terzo mondo, dato che così definiva i paesi che sopravvivevano vendendo materie prime alle economie più avanzate. Il problema era che la sopravvivenza di questi paesi dipendeva da prezzi che non avevano il potere di controllare e la rivoluzione bolscevica doveva servire proprio a emancipare la Russia dalla dipendenza dalla vendita di materie prime. Stalin perseguì il sogno di Lenin attraverso la spietata confisca per acquisire capitali con cui procedere all’industrializzazione del paese. Ma entrambi fallirono nel tentativo di costruire una Russia moderna, indipendente dalle esportazioni di materie prime. 

27
Aprile
2020
Il coronavirus espone le fratture della società turca

Nonostante un secolo di fiera educazione nazionalistica, la società turca è profondamente divisa in schiere nemiche l’una all’altra. I Turchi amano ripetere che l’unico amico di un Turco è un altro Turco, esigono che anche il traffico si blocchi se risuona l’inno nazionale, si commuovono profondamente davanti alla bandiera. Ma secondo un sondaggio del 2016 del German Marshall Fund più dell’83% dei Turchi non accetterebbe il matrimonio di un membro della famiglia con un sostenitore del partito politico opposto al proprio, più del 78% non farebbe affari con lui, il 76% non lo vorrebbe come vicino di casa, il 74% non lascerebbe giocare i propri figli con i figli di un oppositore politico. 

23
Aprile
2020
Recessione e depressione

Una recessione è parte integrante ed essenziale di un ciclo economico. Insieme ad altri fattori contribuisce a ‘ripulire’ l’economia, a ridistribuire capitali e forza lavoro. Comporta dolore, non c’è dubbio, ma è un male necessario, una delle fasi di un’economia in buona salute. Una depressione, invece, non è un evento economico, ma il risultato di forze esogene come guerre o epidemie che esercitano la loro forza distruttiva in ambiti che vanno al di là di quello economico. Domandarsi se ora siamo o meno in una fase di depressione o di recessione non è dunque una questione astratta, da accademici, ma la più importante tra le domande che dobbiamo porci. Ci riprendiamo dalle recessioni. E ci riprenderemo anche dalla depressione, ma servirà molto più tempo e il processo sarà molto più doloroso. 

18
Aprile
2020
Epidemia ed economia. Che cosa cambierà?

È troppo presto per prevedere come cambierà l’atteggiamento degli Italiani verso i politici e gli amministratori nostrani e verso gli altri paesi. La sgomenta e disciplinata obbedienza delle prime settimane sta diventando insofferenza e aspra critica verso chi prende le decisioni o verso chi ci amministra, sia perché non sa offrire certezze per il domani sia perché non ha saputo far meglio. Lo si avverte nei messaggi e nelle conversazioni online: l’irritazione cresce di giorno in giorno. Ovviamente nessuno avrebbe saputo far molto meglio, perché un sistema di prevenzione e gestione delle epidemie o di altri rischi sistemici non si improvvisa, deve essere concepito e costruito su decenni di esperienza.