22
Maggio
2018
Turchia e UK si stringono la mano – per ora

Il 15 maggio il Presidente turco Erdogan ha concluso la visita ufficiale in Inghilterra. Erdogan ha esplicitamente dichiarato ai giornalisti che “il patto strategico tra la Turchia e il Regno Unito è una necessità più che una semplice scelta”. Raramente i politici sono così schietti. I due paesi sono uniti non dal passato, ma da prospettive condivise nei rapporti con l’Europa. Il Regno Unito in procinto di lasciare l’Unione Europea e riprendere le redini della sua politica estera cerca nuovi partner e la Turchia è un candidato di spicco ora che, svanita la speranza di entrare nell’Unione, cerca modi per proteggere i propri interessi in Europa. Dopo mezzo secolo di tranquillità il Regno Unito deve riprendere a manovrare per tenere l’Europa abbastanza debole e prevenire qualsiasi pericolo possa provenire in futuro dal continente. La Germania unita è oggi la centrale economica dell’Europa, ma non ha ancora tradotto il suo potere economico in potere militare. Il Regno Unito vuole mantenere così le cose.

21
Maggio
2018
Un Ramadan di terrore?

Il Ramadan 2018, iniziato a metà maggio, si teme sia più denso di atti di terrorismo degli anni precedenti. Per un mese i musulmani osservanti digiunano dall’alba al tramonto. La maggior parte dei musulmani praticanti usa il tempo per andare alla moschea e stare con la famiglia, ma il fervore religioso del mese incita alcuni a esercitare atti di violenza nel nome dell’islam. I jihadisti vedono nel Ramadan un momento particolarmente adatto ad attentati, perché pensano che chi muore in questo periodo ‘per la fede’ (compiendo atti terroristici) ha maggiori ricompense nell’aldilà.

20
Maggio
2018
La questione palestinese, Gaza e i cambiamenti in atto in Medio Oriente

Un altro giro di proteste a Gaza – innescato dall’apertura dell’Ambasciata USA a Gerusalemme il 14 maggio, giorno del 70° anniversario della Nakba o “catastrofe”, termine palestinese per l’allontanamento dalle loro case durante la guerra Arabo-Israeliana del 1948 – mette in risalto che cosa è cambiato e che cosa non lo è. La questione palestinese è da lungo tempo uno strumento usato dai governanti regionali per vincere le elezioni o sostenere la propria legittimità e reclamare la leadership del mondo musulmano. Nelle parole di Limes (15 maggio 2018): “sul piano regionale, la questione palestinese e quella ancor più spinosa di Gaza possono sempre tornare utili. Lì c’è sempre gente pronta a mordere e ad abbaiare contro il nemico sionista. Che sia la Turchia ieri o l’Iran oggi, quando bisogna impegnare lo Stato ebraico su più fronti o esercitare pressioni a destra perché si muova qualcosa a sinistra, Gaza è sempre un bottone facile da premere”.

17
Maggio
2018
Convegno sull’antisemitismo e la Chiesa a Udine

Sarà un convegno di grande interesse perché i relatori sono i maggiori saggisti e pensatori viventi sulla questione del ruolo della Chiesa nell’antisemitismo moderno (in calce trovate la locandina con il programma dettagliato). Chi può essere a Udine il 29 maggio non perda questa opportunità straordinaria. Per capire la nascita dell’antisemitismo nella sua forma moderna, che divenne impetuoso e feroce proprio quando l’antigiudaismo tradizionale pareva esaurito e quasi spento, occorre partire dal fatidico 1870, quando nella Parigi sconfitta e umiliata dai Tedeschi presero il potere i Comunardi, instaurando un regime di terrore che in pochi mesi assassinò migliaia di parroci e prelati, in nome del potere popolare e dell’uguaglianza sociale. Fu un trauma che spinse le élite sia politiche sia religiose a sviluppare politiche di avvicinamento alla ‘classe operaia’, opere di sostegno ai poveri e ai bisognosi.

08
Maggio
2018
Il Marocco rompe i rapporti con l’Iran

Il Marocco ha annunciato la chiusura dell’ambasciata iraniana a Rabat, accusando il governo iraniano di fornire missili terra-aria e altre armi al fronte Polisario nel Sahara Occidentale, regione che il Marocco considera appartenente al proprio territorio, ma che alcune tribù locali vogliono indipendente. La consegna delle armi avverrebbe tramite Hezbollah, da tempo molto attiva nel contrabbando internazionale di armi, droga e clandestini che attraversa l’Africa subsahariana. 

05
Maggio
2018
Il nuovo budget di Bruxelles rinnova le controversie fra stati membri

La Commissione Europea ha pubblicato la proposta di budget 2021-2027, legando l’accesso ai fondi di coesione al rispetto di alcuni parametri da parte dei paesi membri, fra i quali appaiono l’accettazione delle quote di rifugiati e il rispetto della rule of law. Ora si apriranno accanite discussioni. Il budget deve essere approvato all’unanimità prima di essere adottato. La Polonia, l’Ungheria e la Repubblica Ceca, che sono stati membri dell’Unione, non accettano le quote rifugiati; la Polonia viene anche accusata di non rispettare la rule of law perché leggi recenti permettono al governo di interferire nella nomina e nella rimozione dei magistrati; l’Ungheria è accusata di violazione alla libertà di espressione per la campagna contro le ONG sovranazionali e in particolare contro la Central European University fondata da Soros a Budapest. 

Il fucile di mio padre di Hiner Saleem
12/02/2018
L’autore è Hiner Saleem (o Salim), regista curdo che ora vive a Parigi e si è affermato in festival internazionali con pellicole come “Lunga vita alla sposa... e alla liberazione del Kurdistan” e “Vodka Lemon”. Nato nel 1964 ad Aqrah, nel Kurdistan iracheno, Saleem è figlio di un peshmerga che era il telegrafista personale del generale Barzani (capo carismatico della lotta curda e padre dell’attuale leader del partito democratico del Kurdistan, Masoud Barzani). Ne “Il fucile di mio padre” narra in prima persona la storia della sua famiglia − simile a quella di migliaia di altre famiglie curde irachene − dagli anni ’70 agli anni ’90, quando fuggì all’estero all’età di 17...
La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre di Michel Kichka
05/08/2017
Storia autobiografica a fumetti che indaga ed esprime le emozioni, i condizionamenti, le paure e la forza dei figli della Shoah, i figli dei sopravvissuti. A cavallo fra vita e morte, fra Europa e Israele, fra ossessione e speranza, fra la sfida della memoria e la sfida di un futuro normale, fra fede e scetticismo, la seconda generazione ha caratteristiche psicologiche ormai largamente indagate dalla psicologia, che si osservano particolarmente in Israele, terra di figli e nipoti della Shoah. Il carattere nazionale israeliano è ancora oggi largamente segnato dalla mentalità e dalle emozioni della ‘seconda generazione’. Kichka le racconta in modo chiaro, con poche parole asciutte e con un disegno ricco di sfumature e di dettagli che commuovono – e anche qu...