11
Settembre
2020
I Palestinesi che il Libano rifiuta e opprime

I Palestinesi emigrarono in Libano fin dal 1945. Erano spesso ricchi commercianti che in Libano svilupparono banche, aziende di costruzione, aziende agricole e infrastrutture portuali. Ma con la guerra fra Arabi e Israeliani nel 1948 arrivarono in Libano molti palestinesi poveri in fuga. La Lega Araba, che non riconosceva la legittimità dell’esistenza dello stato di Israele, incitò i paesi membri a rifiutare l’integrazione del rifugiati palestinesi e chiederne il ritorno in Israele, per non dar né tregua né legittimità al nuovo stato degli Ebrei (sulla ‘guerra del ritorno’ è stato scritto un ottimo libro da Adi Schwartz and Einat Wilf). Iniziò così un processo di discriminazione sistematica che sviluppò animosità reciproca fra Libanesi e Palestinesi. 

11
Settembre
2020
Turchia e Israele, rapporti in altalena

La Turchia riconobbe lo stato d’Israele già nel 1949. Da allora i rapporti diplomatici hanno subito un’alternanza di fasi positive e negative, ma mantenendo sufficiente amicizia perché nel 2004 l’American Jewish Congress potesse attribuire a Erdogan il premio annuale Profile of Courage per la sua attività in favore del mondo ebraico. Dieci anni più tardi però l’American Jewsih Congress chiese la restituzione del premio a seguito degli attacchi contro Israele di Erdogan, il quale si disse felice di restituirlo. Da allora i rapporti sono stati tesi. Nel 1957 Turchia e Israele strinsero un primo accordo di collaborazione in funzione anti-sovietica, mentre l’Unione Sovietica sosteneva militarmente la Siria e l’Egitto. Nel 1958 i capi di governo di Turchia e Israele firmarono un accordo militare e di intelligence, il ‘Patto periferico’, per contenere il comunismo nella regione, il cui contenuto venne secretato.

28
Agosto
2020
Il Sudan, fornitore di mercenari al mondo arabo

Il Sudan ha risorse naturali e terreno agricolo sufficiente a farne un paese prospero, ma le lunghe e feroci guerre tribali, la corruzione e il cattivo governo ne fanno uno dei paesi più poveri del mondo, con un PIL medio pro capite di soli 700 dollari l’anno. La popolazione affamata e disperata fornisce giovani pronti a combattere a pagamento. In Yemen il Sudan combatte dal 2015 contro gli Houthi in cambio di aiuti economici dall’Arabia Saudita. I Sauditi pagano stipendi molto allettanti ai militari sudanesi in Yemen: 5500 dollari al mese per i soldati semplici, 8200 per gli ufficiali! I giovani sudanesi hanno fatto a gara per ottenere l’ingaggio, ma sono stati impegnati nelle missioni più rischiose e hanno perso circa il 30% degli effettivi, fra morti e feriti gravi. 

27
Agosto
2020
Mozambico: le milizie islamiste cercano il controllo dell’export del gas

Il 5 agosto 2020 milizie armate dell’ISCAP (Stato Islamico nella Provincia Centro-Africana) hanno attaccato la città e il porto di Mocimboa da Praia, a sud di Cabo Delgado, dove un consorzio internazionale di cui fanno parte Exxon Mobil, ENI e Total ha sviluppato un impianto di liquefazione ed esportazione del gas naturale, su concessione del governo. Il 10 agosto l’esercito regolare ha abbandonato le postazioni in città. Anche le strade che portano alla città sono sotto controllo delle milizie islamiche ribelli. Il governo sta organizzando la controffensiva, ma lo Stato Islamico ha dimostrato una imprevista capacità di attacco e di combattimento sul terreno. 

23
Agosto
2020
Nuove tensioni in Bielorussia e in Cina potrebbero cambiare gli equilibri internazionali

La Bielorussia è un’area di primaria importanza strategica per la Russia, così come l’Ucraina. La Russia non può permettersi di avere governi ed eserciti indipendenti e potenzialmente ostili in questi due territori, da cui è facile invadere il territorio russo fino a Mosca. Napoleone lo fece, provarono a farlo Hitler e Mussolini. In entrambi i casi soltanto il gelo e decine di milioni di morti in combattimento salvarono l’indipendenza del popolo russo. Le recenti dimostrazioni contro Lukashenko in Bielorussia, sostenute dalla Lituania e dalla Polonia, hanno spinto Putin a dichiarare che la Russia è pronta a intervenire a sostegno di Lukashenko. La cancelliera tedesca Angela Merkel, in una sua rara dichiarazione pubblica su eventi internazionali, ha ringraziato la Lituania per l’aiuto offerto agli oppositori di Lukashenko. 

14
Agosto
2020
Le riflessioni di G. Friedman su potere e libertà

Ironicamente l’esule Machiavelli, che nel 1513 aveva ormai perso ogni potere, pare voler insegnare al principe in carica come gestire il potere. Ma, dice Friedman, ne Il Principe Machiavelli non intendeva tanto dare insegnamenti al principe quanto spiegare che il potere politico è prigioniero della realtà e ogni governante deve accettare l’ineluttabile realtà se vuole avere successo. Machiavelli raccomanda al principe di non distrarre mai l’attenzione dalla guerra, e questo secondo Friedman è il concetto chiave del suo insegnamento. Il potere ha le mani legate di fronte ai pericoli rappresentati dai nemici: non può scegliere atti di generosità contro i nemici, perché sarebbe presto sconfitto. Deve accettare la guerra, non può ricusarla. È meglio essere temuti che amati. Il potere esige la rinuncia all’amore, il più forte sentimento umano.