22
Aprile
2017
L’Ucraina non dipende più dalla Russia

Fino a pochi anni fa l’economia ucraina era dipendente dalla Russia sia per l’importazione di energia, sia per l’esportazione della propria produzione industrial e agricola. Con la guerra di frontiera, lo ‘strappo’ della Crimea e le conseguenti sanzioni, l’economia ucraina si è fortemente contratta, ma non dipende più dalla Russia. Oggi l’Ucraina importa il gas (pur se di origine russa) tramite la Polonia, l’Ungheria e lo Slovacchia, non ha più contratti e gasdotti diretti con la Russia.

21
Aprile
2017
L’Alleanza Militare Islamica (sunnita)

A inizio aprile 2017 Sauditi e Pachistani hanno avviato la prima fase di una alleanza militare fra paesi islamici sunniti, la Islamic Military Alliance. L’Iran è stato informato dell’iniziativa dal Pakistan. Il generale Raheel Sharif, recentemente congedato dall’esercito pachistano, ha assunto il comando. È stato confermato che una brigata pachistana verrà stanziata permanentemente in Arabia Saudita. Non è la prima volta che unità dell’esercito pachistano vengono dispiegate in altri stati del Medio Oriente. 

20
Aprile
2017
MOAB in Afghanistan rivela la presenza dell’ISIS in Asia Centrale

Il lancio della bomba americana MOAB iI 13 Aprile 2017 sui nascondigli dell’ISIS nella provincia di Nangarhar in Afghanistan ha rivelato che la maggioranza di quei jihadisti proveniva dall’Asia Centrale. Un terzo dei 36 jihadisti uccisi di cui si conoscono le generalità erano Tagiki. Persino l’attuale capo militare dell’ISIS in Siria è un ex colonnello dell’esercito tagiko, che ha sostituito i capi iracheni precedenti, uccisi l’uno dopo l’altro da attacchi mirati. 

19
Aprile
2017
L’islamismo, o l’ideologia del ritorno a una realtà…. mai esistita

Tutti gli stati a maggioranza islamica fanno oggi il possibile per mostrare di essere buone realizzazioni statali dei principi morali islamici, anche se non tutti si auto-definiscono stati islamici né fanno esplicito riferimento alla sharia. Soltanto Iran, Afghanistan, Pakistan e Mauritania si definiscono ufficialmente repubbliche islamiche. Neppure l’Arabia Saudita fa esplicito riferimento alla sharia come diritto dello stato. La maggioranza degli stati di popolazione islamica contengono nel loro ordinamento l’affermazione che norme e leggi non saranno in contrasto con le norme del Corano e della vita del Profeta, ma non attribuiscono ai religiosi né il potere legislativo né quello esecutivo. Oggi gli islamisti predicano il ritorno al Califfato, descritto come stato basato sulla legge religiosa, perché non conoscono la storia: il Califfato si ispirava all’islam, ma il potere fu sempre secolare e dinastico. 

13
Aprile
2017
Turchia, atteniamoci alla realtà dei fatti

Erdogan è un personaggio dispotico che fa arrestare gli oppositori interni e non esita a bombardare i cittadini curdi quando si oppongono, ma il voto referendario della prossima domenica (16 aprile 2017) sarà una consultazione democratica, non l’imposizione violenta della volontà del despota. Il risultato sarà determinato dalla scelta dei cittadini turchi, per lo meno di quelli che si presenteranno al voto. Se i Turchi voteranno per dare maggiori poteri al Presidente, il Parlamento manterrà comunque il potere di destituirlo con una maggioranza di due terzi. L’opinione pubblica è divisa, i sondaggi dicono che l’esito è incerto, dunque che il confronto democratico è reale: non si tratta di un plebiscito formale, manovrato dall’altro, dal risultato scontato. 

12
Aprile
2017
Assad, le armi chimiche, gli USA e la Russia

Perché Assad ha attaccato la sua stessa gente con le armi chimiche? (Pare certo che l’abbia fatto). Probabilmente per dare un esempio. Dopo anni di guerra civile, nelle regioni riconquistate dall’esercito la popolazione di alcuni villaggi o quartieri cittadini è più che mai ostile ad Assad. Perciò Assad ha voluto mostrare che cosa può accadere a chi, pur non imbracciando apertamente le armi, non accetta di buon grado il suo governo. Perché i Russi non l’hanno fermato? Probabilmente perché non sapevano le intenzioni di Assad, non avendo il controllo delle azioni sul terreno. Il grande dispiegamento di potenza missilistica russa in Medio Oriente ha dato alla Russia l’immagine di grande potenza con cui occorre fare i conti per definire il futuro assetto della regione, ma non serve a dare ai Russi il controllo degli avvenimenti sul terreno, né a imporre la pacificazione a popolazioni che non la vogliono.