02
Luglio
2020
Frizioni all’interno della NATO a causa della Turchia

La NATO ha nella Turchia uno dei suoi cardini storici. La Turchia ne approfitta per imporre agli altri membri alcune decisioni che non vorrebbero prendere. Per sette mesi la Turchia ha posto il veto al piano di difesa della Polonia e dei Paesi baltici perché voleva che gli stati membri della NATO riconoscessero come organizzazione terroristica lo YPG, organizzazione curda del nord della Siria che ha duramente lottato contro l’ISIS e per questo ha avuto il sostegno degli USA. Ora il piano è stato approvato, ma il contenuto degli accordi raggiunti è stato secretato, perciò non si sa in che cosa la NATO abbia ceduto alle richieste turche.

30
Giugno
2020
Il Ceasar act rimette in discussione equilibri o squilibri in Medio Oriente

A dicembre 2019 il presidente Trump ha ratificato un atto approvato dal Congresso con una larga maggioranza bipartisan, il Caesar Syria Civilian Protection Act. Il presupposto politico dell’Atto è che Assad non abbia ancora vinto la guerra, né possa pretendere di rappresentare il popolo siriano, perciò è personalmente responsabile di tutte le atrocità commesse dai suoi soldati per reprimere l’insurrezione. A giugno 2020 l’Atto è diventato operativo e chiede che Assad rispetti la risoluzione ONU 2254 del 2015, che a sua volta chiede libere elezioni e il rientro dei profughi in Siria. L’Atto autorizza il presidente americano a imporre sanzioni anche agli enti o ai governi che appoggiano il governo di Assad, incluso Hezbollah in Libano.

24
Giugno
2020
Il senso della decenza e la Storia

Da bambino ho imparato che la Storia può evolvere dolcemente o bruscamente, ma sempre al di fuori della nostra possibilità di controllo. Ho sentito raccontare della Shoah e degli orrori del comunismo e ho imparato che non accaddero perché Hitler o Stalin erano mostri, ma perché la Storia fa il suo corso, prendendo talvolta pieghe mostruose. Ho visto la mia vita e quella dei miei genitori finire intrappolata, assieme a quella di milioni di altre persone, e mi sono chiesto perché mio padre non avesse imbracciato le armi per combattere i demoni che la Storia aveva posto sul suo cammino. La sua risposta è stata pressapoco questa: ‘il coraggio è una forma di auto inganno, ti dà soltanto l’illusione di poter controllare la Storia’. Le sue alternative si limitavano a due − cercare di sopravvivere o decidere come morire − e la paura fu la sua unica guida.

10
Giugno
2020
Nuove opportunità per l’India

Le tensioni politiche e commerciali fra gli USA e la Cina, nonché la nuova consapevolezza che le filiere produttive internazionali non possono dipendere soltanto dalla Cina, perché in caso di crisi (come quella causata dall’attuale pandemia) possono venir a mancare beni di prima necessità (come le mascherine, ma non solo), stanno inducendo molte aziende occidentali a cercare una alternativa alla Cina. Deve trattarsi di un paese con vaste riserve di manodopera efficiente ma a basso prezzo, dove paia possibile e conveniente fare investimenti a medio e lungo termine. 

02
Giugno
2020
Neom, sogno fantascientifico

L’Arabia Saudita sogna da decenni di sviluppare un’economia moderna con l’ennesima soluzione irrealistica, destinata a fallire per l’ennesima volta. Ora però l’economia saudita ha davvero bisogno di sviluppo, perché la rendita del petrolio non potrà continuare a sostenerla come negli scorsi cinquant’anni. L’esportazione di petrolio rappresenta per l’Arabia Saudita l’87% di tutte le esportazioni, il 70% degli introiti fiscali, il 46% del PIL nazionale. Ma nel 2020 i ricavi petroliferi sono calati a picco, su base annua il calo sarà del 33% circa e quasi certamente ci sarà un ulteriore calo nel 2021. L’offerta di energia è quintuplicata in pochi anni, mentre i consumi risentono sia delle crisi economiche in corso nel mondo, sia dello sviluppo di tecnologie che ottimizzano la resa. 

01
Giugno
2020
Salvare l’Italia: come fare?

L’Unione Europea ha mosso un passo in avanti, spinta dal timore di reazioni popolari eccessivamente negative all’emergenza economica causata dalla pandemia di coronavirus. Per la prima volta la Commissione e la maggior parte degli stati membri accettano ora il principio di offrire una garanzia comune ai mercati a fronte di debiti contratti in comune. Il debito verrà contratto per finanziare iniziative che saranno gestite dai singoli stati, in base a criteri che sono ancora oggetto di discussione, così come l’ammontare totale del debito da contrarre.