16
Ottobre
2017
La Russia e il futuro assetto di potere in Siria

Iran, Turchia e Russia sono in primo piano nel conflitto fra le fazioni in Siria, oltre che contro l’ISIS. Ora la sconfitta dell’ISIS apre una nuova fase, che potrà vedere la situazione stabilizzarsi e pacificarsi, oppure nuovi conflitti erompere. Nel gioco siriano la Russia ha mostrato grande abilità e si è guadagnata il rispetto degli attori regionali, che son dovuti venire a patti con Mosca. Persino l’Arabia Saudita ha organizzato la prima visita di stato in Russia e per la prima volta ha stretto accordi militari ed economici diretti. La strategia russa in Medio Oriente è riassumibile nella formula: fare in modo di essere più vicina a ogni singolo attore regionale di quanto gli attori regionali siano vicini fra di loro. 

16
Ottobre
2017
Ottobre 2017 - Inizia la battaglia per Kirkuk

L’ISIS è in rotta in quasi tutto l’Iraq, ma ora comincia la battaglia fra i gruppi etnici, religiosi e politici per il controllo delle risorse del paese. La battaglia più importante sarà quella fra lo stato Iracheno e il Governo regionale Curdo (KRG, capitale Arbil) per la provincia di Kirkuk, ricchissima di petrolio e gas. Il 16 ottobre il governo iracheno ha ufficialmente mobilitato esercito, polizia e servizi di sicurezza contro i Peshmerga curdi. Fino all’avanzata dell’ISIS su Mosul e su Hawjia la provincia di Kirkuk era sotto il controllo del governo iracheno e le risorse (300000 barili di petrolio al giorno) venivano estratte e vendute dalla North Oil Company e dalla North Gas Company. 

16
Ottobre
2017
La strana alleanza

Nella prima settimana di ottobre il presidente Recep Tayyip Erdogan si è recato in Iran, storico avversario regionale della Turchia, in visita ufficiale. Alla conferenza stampa dopo l’incontro il presidente iraniano Hassan Rouhani ha dichiarato che Turchia, Iran e Iraq lavoreranno insieme per assicurare che i confini politici regionali non vengano modificati. Il giorno seguente il portavoce del Ministro degli Esteri iracheno ha ufficialmente chiesto a Iran e Turchia di chiudere le frontiere e ogni tipo di transazione con la regione curda dell’Iraq, dopo che i Curdi hanno votato in favore dell’indipendenza. Il disordine in Iraq ha raggiunto tali livelli che Baghdad chiede l’aiuto di Turchia e Iran per controllare la propria popolazione curda! Che questi tre paesi possano fare davvero causa comune è poco credibile. Iran, Turchia e Iraq hanno caratteristiche religiose, etniche e storiche diverse, che continueranno a incidere sui loro rapporti. 

12
Ottobre
2017
Libia: il controllo di Sabrata e dei migranti passa di mano

Dopo settimane di combattimento, l’AIOR ha assunto il pieno controllo della città di Sabrata, celebre per le maestose rovine romane. AIOR significa Anti-Islamic State Operations Room, coordinamento operativo contro lo Stato islamico, e ne fanno parte una serie di milizie, in parte legate al GNA, cioè al Governo di Accordo Nazionale attualmente riconosciuto dall’ONU, in parte legate allo LNA, l’Esercito Nazionale Libico del generale Haftar (che non riconosce l’autorità del GNA). Fra le milizie che controllavano Sabrata prima dell’AIOR predominavano la Brigata al-Dabashi, la brigata Abu e il 48° Battaglione, che si sostenevano col contrabbando e con il traffico di migranti dal Niger verso l’Europa. Con queste milizie il governo italiano aveva raggiunto negli ultimi mesi un accordo per frenare l’esodo, oltre che con il Governo di Accordo Nazionale. 

09
Ottobre
2017
Il ruolo della Russia nel cessate il fuoco in Siria

L’entrata della Russia nel conflitto siriano nell’autunno del 2015 ha cambiato le sorti della guerra e gli equilibri nella regione. Il governo di Assad ha riconquistato larga parte del terreno perduto, grazie all’aiuto dei Russi e soprattutto degli Iraniani, che combattono sul terreno con l’esercito. L’esercito e la burocrazia siriana hanno retto, non si sono sfaldati, e tramite loro Assad riesce a gestire lo stato. La Russia ora intende ricorrere alla strategia del dividere i rivali per arrivare alla vittoria finale: offre ai ribelli la possibilità di ritirarsi da specifiche ‘aree di raffreddamento’ del conflitto durante un periodo di cessate il fuoco, per farvi tornare le forze regolari o forze esterne (la Turchia ad esempio nella regione di Idlib) a ripristinare l’ordine. Dopo di che da queste zone pacificate si potranno lanciare attacchi contro le ultime sacche di resistenza dell’ISIS. 

09
Ottobre
2017
L’ennesimo giro di valzer della Turchia, ora con i Russi

L’esercito turco sta per entrare nell’area di Idlib, nel nord della Siria, che da tempo è stata liberata dall’ISIS ed è controllata da un mix di forze ribelli anti-Assad. Le forze turche sarebbero appoggiate da alcune milizie ribelli di Aleppo, da tempo sostenute da Ankara. Inoltre avrebbero la protezione aerea della Russia, secondo quanto ha dichiarato un portavoce del governo turco. I Turchi avevano già inviato militari in Siria a sostegno dell’operazione ‘scudo dell’Eufrate’ contro l’ISIS, ma ne avevano approfittato per condurre attacchi soprattutto contro i combattenti curdi del Rojava, impegnati a combattere l’ISIS. La Turchia ha sostenuto per anni alcune forze ribelli a Idlib. Nel corso del 2016 le ha abbandonate e ora pare aver raggiunto un accordo con i Russi, che invece sostengono Assad. 

La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre di Michel Kichka
05/08/2017
Storia autobiografica a fumetti che indaga ed esprime le emozioni, i condizionamenti, le paure e la forza dei figli della Shoah, i figli dei sopravvissuti. A cavallo fra vita e morte, fra Europa e Israele, fra ossessione e speranza, fra la sfida della memoria e la sfida di un futuro normale, fra fede e scetticismo, la seconda generazione ha caratteristiche psicologiche ormai largamente indagate dalla psicologia, che si osservano particolarmente in Israele, terra di figli e nipoti della Shoah. Il carattere nazionale israeliano è ancora oggi largamente segnato dalla mentalità e dalle emozioni della ‘seconda generazione’. Kichka le racconta in modo chiaro, con poche parole asciutte e con un disegno ricco di sfumature e di dettagli che commuovono – e anche qu...
Territori e potere. Un nuovo ruolo per gli stati? di Sabino Cassese
29/12/2016
"L’affermazione che lo stato è sovrano viene criticata da molto tempo come non vera, come un’ipocrisia” scrive Cassese. E procede a elencare una serie di legami, di condizionamenti, di regolamentazioni sovranazionali e locali che danno pienamente credito a tale affermazione. Gli organi sovranazionali che legano gli stati non sono solo l’Unione Europea e l’ONU, cui subito tutti pensiamo, ma il WTO, l’OCSCE e migliaia di enti che stabiliscono le norme globali per i domini internet, per i velivoli, per i motori marini, per i mercati finanziari, per la sanità, per i prodotti alimentari, per pesi e misure, per le assicurazioni, per l’educazione, per la translitterazione delle lingue, per la ricerca, per la circolazione stradale, pe...