Il dopo-elezioni
in Germania

07/10/2009

Alle elezioni del 27 settembre scorso sono usciti vincitori la CDU di Angela Merkel (34% dei voti) e la FDP di Guido Westervelle (oltre il 14% dei voti), che ha raddoppiato le preferenze rispetto a quattro anni fa.   Il FDP (Freie Demokratische Partei) sin dalla nascita si è sempre battuto per introdurre in nel paese un sistema economico liberale simile a quello del Regno Unito e degli Stati Uniti. Ma in Germania il legame fra governo e imprese – specialmente le grandi banche e le grosse aziende – è molto forte. I due principali partiti politici – il Partito Social Democratico (SPD) e l’Unione Cristiano Democratica (CDU) – hanno sempre puntato sulle grandi imprese ed hanno più volte fatto ricorso agli aiuti di stato - anche se esistono comunque differenze sostanziali fra i due sui metodi  e sulla gestione del welfare. Invece il FDP difende le piccole e le medie imprese e si oppone all’intervento dello stato nell’economia, specialmente se in favore della grande impresa.   La maggior parte dei Tedeschi è favorevole all’intervento dello stato nell’economia, ma solo una minoranza si oppone al liberalismo di mercato. Per questo il FDP è il partner ideale di entrambi i partiti – infatti sia SPD che CDU sono stati entrambi più volte in coalizione con il FDP. Il cancelliere Helmut Kohl ad esempio è stato alleato del FDP dal 1982 al 1988.   Durante la campagna elettorale la Merkel ha dichiarato pubblicamente che il FDP era il miglior partner di governo possibile. Ma il FDP ha espresso numerose critiche all’operato del governo all’indomani della crisi economica. Il governo tedesco infatti, per evitare il collasso del sistema finanziario, ha salvato le banche dalla bancarotta prestando loro una cifra astronomica e accollandosi i titoli tossici, e per frenare la recessione (il PIL tedesco ha raggiunto un picco di -3,5%), nel gennaio del 2009 ha varato un piano di stimolo da 82 miliardi di euro che comprendeva varie misure di sostegno ai consumi, fra cui anche incentivi alla rottamazione. Grazie all’aumento dei consumi nel secondo quarto del 2009 il PIL è cresciuto di un modesto 0,3%. Anche la disoccupazione è rimasta piuttosto bassa (8,3%) grazie alla riduzione delle ore di lavoro e all’intervento dello stato, che integra lo stipendio ai lavoratori per sopperire ai tagli dovuti alla recessione. Si è calcolato che per salvare 500.000 posti di lavoro lo stato ha speso circa 5,1 miliardi di euro.   L’incoraggiante crescita e il basso tasso di disoccupazione della Germania - paragonato al resto dell’Eurozona - hanno favorito la Merkel alle elezioni. L’economia dovrebbe continuare a crescere nei prossimi mesi, soprattutto grazie alle grandi opere infrastrutturali incluse nel piano di stimolo. Tuttavia le banche sono ancora piuttosto restie ad erogare prestiti, quindi difficilmente la curva della crescita si impennerà.   Con l’ingresso del FDP sulla scena politica la CDU dovrà cambiare strategia per il 2010, dato che il partito di Westerwelle non ama erogare denaro a pioggia e preferisce che sia invece il mercato a determinare i vincitori ed i vinti.   I leader del FDP hanno già annunciato di voler riformare il codice tributario tedesco – uno dei più complicati in Europa – e di voler abbassare le tasse introducendo solo tre aliquote al 10%, al 20% ed al 35%, ma secondo le ultime indiscrezioni Westerwelle avrebbe acconsentito a lavorarci su gradualmente nei prossimi quattro anni in accordo con la CDU. Secondo i liberali le riforme dovrebbero essere accompagnate a un programma di tagli della spesa pubblica per una cifra di circa 35 miliardi di euro. La Merkel però ha una base elettorale decisamente più ampia dei liberali del  FDP,  inclusi molti pensionati che recentemente hanno ricevuto un aumento, e quindi non intende tagliare più di 15 miliardi di euro.   Durante la campagna elettorale Westerwelle ha criticato aspramente la politica del governo nei confronti delle banche,  ribadendo che è “scandaloso che ad un anno dalla crisi il sistema finanziario non sia stato riformato e che non vi siano ancora adesso organi di supervisione”. Il FDP vorrebbe semplificare il sistema di regolazione bancaria e porlo sotto la supervisione della Bundesbank (attualmente il controllo spetta alla Bundesbank ed all’Autorità di Supervisione Finanziaria Federale).  I liberali inoltre cercheranno di riformare le banche regionali e di stringere legami con le amministrazioni locali.    CDU e FDP hanno visioni discordanti su diversi temi e non è escluso che si scontreranno più volte nei prossimi mesi. Con ogni probabilità quindi le politiche adottate dalla coalizione di governo saranno il frutto di un lungo e strenuo dibattito fra le due anime al potere.   A cura di Davide Meinero

Lascia un commento

Vuoi partecipare attivamente alla crescita del sito commentando gli articoli e interagendo con gli utenti e con gli autori?
Non devi fare altro che accedere e lasciare il tuo segno.
Ti aspettiamo!

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati

I vostri commenti

Per questo articolo non sono presenti commenti.