Nuovo gasdotto
fra Iran e Turkmenistan

11/01/2010

Il 6 dicembre 2009 il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e la controparte turkmena Gurbanguly Berdimukhammedov hanno presenziato all’inaugurazione di un nuovo gasdotto che collega Turkmenistan e Iran. Alla cerimonia era presente anche il ministro dell’energia turco Taner Yildiz, che aveva già incontrato entrambi i leader ad Ashgabat.   Grazie al nuovo gasdotto le importazioni iraniane di gas passeranno dagli attuali 6 miliardi di metri cubi all’anno a 12 miliardi nel 2010 fino a raggiungere i 18-20 miliardi nel 2011. Il Turkmenistan, la cui economia si basa quasi esclusivamente dalle esportazioni di gas, è alla ricerca di nuovi mercati, specialmente da quando la Russia ha interrotto le importazioni nell’aprile del 2009 per il calo della domanda nei paesi europei (dovuto alla recessione). Recentemente è stato inaugurato anche un gasdotto diretto in Cina, della capacità di trenta miliardi di metri cubi all’anno.   La presenza del ministro dell’energia turco all’inaugurazione del gasdotto è importante. Ankara vorrebbe aumentare le importazioni di gas dall’Iran per rivenderlo all’Europa - che non vede l’ora di diversificare le fonti di approvvigionamento per non dipendere troppo dalla Russia. Vi sono però alcuni ostacoli a questo progetto: 1)      attualmente l’Iran, che possiede vaste riserve di gas (molte inesplorate) consuma praticamente tutto il gas estratto ed è quindi costretto ad importarne altro dall’estero; 2)      le trattative sulla questione del nucleare con la comunità internazionale hanno raggiunto una fase di stallo, e non è dunque possibile stringere un accordo di questo tipo al momento – anche se la situazione potrebbe cambiare in futuro.   Anche il Turkmenistan, che possiede vastissime riserve di gas, sarebbe senz’altro disposto a spedire il gas in Europa attraverso Iran e Turchia.   L’Europa al momento sta lentamente uscendo dalla crisi e la domanda di gas ha ripreso a salire. Di conseguenza la Russia il 9 gennaio ha ricominciato ad importare il gas dal Turkmenistan. Ashgabat però potrebbe non essere più in grado di far fronte alle esigenze russe, avendo deviato la maggior parte delle esportazioni verso Cina ed Iran.   Il Cremlino non rinuncerà tanto facilmente al controllo del gas turkmeno, e con ogni probabilità la competizione per l’energia in Asia centrale aumenterà nei mesi venturi.       A cura di Davide Meinero

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