Attacco nel Waziristan settentrionale

25/01/2010

Il 22 gennaio 2010, un giorno dopo l’arrivo del segretario della difesa statunitense Robert Gates a Islamabad, l’esercito pakistano ha scagliato un attacco contro la periferia di Miran Shah -capoluogo del Waziristan settentrionale – servendosi di un elicottero e di truppe di terra. Nell’assalto sono stati uccisi almeno due terroristi che probabilmente appartenevano ai Tehrik-i-Taliban.

 

Con questo attacco il Pakistan intende rassicurare Gates e ricordargli che Islamabad continuerà a cooperare con gli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo. Il portavoce dell’esercito pakistano però ha subito dichiarato che non sono previste ulteriori operazioni nel Waziristan settentrionale e che nei prossimi mesi le truppe si limiteranno a stabilizzare il Waziristan meridionale (vedi mappa a lato). Islamabad finora ha evitato accuratamente di scagliare attacchi nel Waziristan del Nord per via degli accordi di non aggressione stipulati fra l’esercito pakistano e i terroristi di Hafiz Gul Bahadur e di Sirajuddin Haqqani,  che operano quasi esclusivamente in Afghanistan.

 

L’esercito pakistano ha preferito un assalto di terra ad un bombardamento aereo per diverse ragioni:

1)      per raccogliere maggiori informazioni di intelligence sul terreno;

2)      per evitare di causare troppe morti fra i civili;

3)      per non inimicarsi troppo i jihadisti presenti nel Waziristan settentrionale ed evitare che imbraccino le armi  contro il governo pakistano.

 

Questa mossa presenta comunque i suoi rischi: i jihadisti  potrebbero fare leva sull’attacco per convincere gli islamisti più moderati a rivoltarsi contro il governo pakistano, il che innescherebbe una spirale di violenza che Islamabad vuole scongiurare – almeno per ora.

 

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