Distensione
fra Sudan e Ciad

27/02/2010

Il 23 febbraio 2010 il Governo Sudanese e il Movimento Giustizia e Uguaglianza (JEM) hanno firmato la bozza di un accordo di pace a Doha, in Qatar. Con questa mossa Khartoum intende neutralizzare la più pericolosa  milizia del Darfur per dispiegare nuovamente le forze armate lungo il confine meridionale del paese, dove si trovano le principali risorse petrolifere del Sudan.    Nel 2011 si terrà il referendum sull’indipendenza del Sudan meridionale e Khartoum ha preferito giocare d’anticipo, bloccare subito la minaccia sul fronte occidentale in modo da concentrare l’attenzione sul sud, per evitare che il Darfur si appropri delle risorse petrolifere dopo il referendum.   Siglando la pace il Sudan ha voluto inoltre inviare un messaggio al vicino Ciad, che da anni finanzia ed equipaggia i ribelli del JEM. Il Sudan e il Ciad da oltre un decennio si servono di milizie  per combattersi a vicenda. Ancora all’inizio del 2008 una milizia ciadiana appoggiata dal Sudan – la Forza Unita per la Democrazia e lo Sviluppo (UFDD) – ha effettuato un’incursione in Ciad raggiungendo la capitale N’Djamena, ma è stata costretta a ripiegare dopo l’arrivo delle forze di peacekeeping dell’UE. In risposta il JEM nel maggio del 2008 è avanzato fino a Omdurman, un paese lungo il Nilo. Da allora gli scontri lungo il confine fra Ciad e Sudan non sono mai cessati.   Tuttavia un mese fa il Khartoum e N’Djamena hanno annunciato di voler normalizzare le relazioni e stabilire forze militari congiunte lungo il confine. Il presidente ciadiano Idriss Deby si è anche dichiarato favorevole al ritiro della forza di peacekeeping delle Nazioni Unite che staziona tuttora in Ciad, il che significa che Khartoum ha rassicurato N’Djamena sulla volontà di interrompere le ostilità – almeno per ora.   A cura di Davide Meinero

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