La Russia
corteggia i vicini

17/03/2010

Negli ultimi mesi Mosca persegue attivamente una politica di corteggiamento di Germania, Francia, Turchia e Polonia. Il Cremlino infatti è consapevole che i due attori che possono ostacolare la sua ascesa sono la Polonia e la Turchia, e che buoni rapporti di collaborazione con la Germania e con la Francia sono necessari per sviluppare rapporti positivi con l'intera Europa.   La Russia e la Turchia.   La principale arma con cui Mosca può ricattare Ankara è l’energia. La Turchia importa il 65% del gas dalla Russia - che peraltro di recente ha dichiarato di voler investire nella costruzione di nuove raffinerie e impianti nucleari in Turchia.   Inoltre il Cremlino negli scorsi mesi ha favorito i colloqui fra l’Armenia  – tuttora nella sfera d’influenza russa – e Ankara –  che hanno creato una spaccatura fra Turchia e Azerbaigian. Baku sin dall’indipendenza intrattiene pessime relazioni con l’Armenia a causa della disputa sul Nagorno-Karabakh. Visto l’avvicinamento della Turchia all’Armenia, l’Azerbaigian ha deciso di rinunciare al tradizionale sostegno turco per cercare l’appoggio economico e militare di Mosca. L’Azerbaigian potrebbe decidere di riavvicinarsi alla Turchia soltanto su esplicita  richiesta della  Russia. Recentemente Mosca ha anche preso in considerazione l’idea di fornire alla Turchia i suoi sistemi di difesa aerea, gli S-400.   La Russia e la Polonia.   La Polonia ha una notevole influenza su Ucraina e  Bielorussia, e cerca attivamente di espandere  l’UE a est. Inoltre l’esercito statunitense potrebbe tranquillamente servirsi della Polonia come base per minacciare l’enclave russa di Kaliningrad, la Bielorussia, l’Ucraina, e per controllare i paesi baltici.   Il Cremlino però possiede diversi mezzi per tenere a bada la Polonia: Varsavia importa il 57% del suo gas dalla Russia e in base al nuovo accordo russo-polacco dello scorso gennaio la quantità  salirà al 70%. La Polonia fa parte della NATO e dunque gode della protezione degli USA, anche se più volte ha dichiarato di sentirsi tutt’altro che al sicuro. La Russia mantiene ancora 200 aerei, 23.000 soldati e metà della flotta baltica a Kaliningrad e in passato ha organizzato imponenti manovre militari – come quelle di Zapad dello scorso settembre – per esercitare maggiore pressione sulla Polonia e sugli stati baltici.   Di recente però il premier russo Vladimir Putin ha teso la mano a Varsavia, specialmente al primo ministro Donald Tursk. Mosca infatti ha riconosciuto in più occasioni i danni che la Polonia ha subito durante la seconda guerra mondiale per il patto Molotov-Ribbentrop e ha espresso rimorso per la strage di Katyn.   La Russia e la Francia.   La Russia deve necessariamente avere l’appoggio di Francia e Germania per evitare di essere ostacolata nel suo processo di espansione nell’Europa dell’est e nel Caucaso.  Mosca considera la Francia il leader politico dell’UE e per questo da anni sta cercando di stabilire legami amichevoli con Parigi, servendosi di qualunque mezzo. Recentemente ad esempio il Cremlino ha firmato un patto da $700 milioni per l’acquisto di portaelicotteri francesi di classe Mistral – attraverso cui potrà aumentare la pressione sui paesi baltici e sul Caucaso.   La Russia inoltre è riuscita a coinvolgere la Francia in diversi progetti energetici. GDF Suez il 2 marzo 2010 ha firmato un accordo con Gazprom per acquisire una quota del 9% nel progetto North Stream. La Societe Generale e la Renault sono particolarmente legate alla Russia, che possiede parte delle loro azioni, mentre recentemente l’azienda di treni Alstom ha deciso di investire nell’azienda russa Transmashholding.   La Russia e la Germania.   Negli ultimi anni la Berlino ha aumentato  i rapporti con Mosca per l’energia: infatti con il nuovo gasdotto North Stream la Germania non soltanto otterrà una maggior quantità di gas, ma diventerà anche il crocevia del gas russo diretto in altri paesi europei. La Germania infatti vorrebbe distribuire in proprio il gas russo nei paesi dell’est europeo per aumentare notevolmente la propria influenza nella regione.   La Russia ha più volte corteggiato gli imprenditori tedeschi invitandoli ad investire in Russia, e l’anno scorso si è offerta di rilevare la Opel dopo il mancato accordo con la General Motors, pur di favorire la rielezione del cancelliere Angela Merkel - con cui intrattiene ottime relazioni.   Inoltre recentemente il colosso tedesco Siemens ha deciso di interrompere la collaborazione con il gigante nucleare francese Areva e ha firmato un accordo con l’azienda energetica russa Atomenegoprom per la costruzione di centrali nucleari in Russia, Germania e in altri paesi.

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