La morte di Yaradua
e il futuro delle Nigeria

07/05/2010

Il 5 maggio 2010 il presidente nigeriano Umaru Yaradua è morto dopo una lunga malattia. Yaradua, che era andato a farsi curare in Arabia Saudita per una grave forma di pericardite acuta il 23 novembre scorso, di fatto non era più nella condizione di governare e aveva quindi passato il testimone al vicepresidente Goodluck Jonathan.   In Nigeria esiste un patto segreto secondo cui il potere deve ruotare fra il Nord, prevalentemente musulmano, e il Sud a maggioranza cristiana ogni due mandati (otto anni). L’accordo, non menzionato nella costituzione, era stato deciso dalle élite del Partito Democratico del Popolo – che governa il paese da 11 anni - durante la transizione democratica nel 1999. Ora che Yaradua, che proveniva dal Nord, è morto, la presidenza passerà temporaneamente  nelle mani del vicepresidente Goddluck Johnatan, che proviene dalla regione del Delta del Niger a Sud.   Jonathan, che ha assunto la guida dello stato da ormai sei mesi, è considerato una figura debole anche dalla sua base elettorale Ijaw del Delta del Niger.  In ogni caso è probabile che resti in carica fino alle prossime elezioni, previste per l’aprile del 2011 – anche se i vertici del PDP stanno cercando di anticiparle a gennaio del 2011.   Il Nord non è disposto a rinunciare al secondo mandato, e con ogni probabilità candiderà un presidente settentrionale alle prossime elezioni.  Resta da capire se Goodluck Jonathan sarà disposto a farsi da parte e aspettare il suo turno nel 2015, oppure se cercherà di insediarsi al potere già a fine mandato.      A cura di Davide Meinero  

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