I legami fra Israele e Azerbaigian
e il pericolo iraniano

30/06/2010

Da un saggio di Alexander Murinson per il BESA Center, 23 giugno 2010

 

Poco dopo aver ottenuto l’indipendenza nel 1991 l’Azerbaigian stabilì relazioni diplomatiche con Israele. Negli ultimi anni i legami politici, economici e militari si sono moltiplicati – come testimonia la visita del presidente Shimon Peres nel giugno del 2009. L’Azerbaigian è il principale partner commerciale di Israele nel mondo islamico – il volume degli scambi commerciali nel 2008 si aggirava intorno ai 3,5 miliardi di dollari – e Israele è il secondo maggiore acquirente di petrolio azero, dopo la Russia.

L’Iran percepisce questi legami come una minaccia e una sconfitta, proprio ai confini.

Da quando gli stati dell’Asia Centrale – Tagikistan, Azerbaigian e Turkmenistan – sono indipendenti il regime dei mullah persegue una campagna di esportazione della ‘rivoluzione islamica’, e invia chierici fondamentalisti nelle capitali e nelle principali città per promuovere l’Islamismo più conservatore. La Repubblica Islamica ha anche creato organizzazioni sociali, finanziato scuole e ospedali e fornito appoggio ai partiti religiosi locali.

Dopo le elezioni del 2009 Teheran ha aumentato il numero dei campi di addestramento per terroristi stranieri e ha moltiplicato il numero dei propri agenti nella regione, specialmente nei paesi alleati di America e Israele – fra cui l’Azerbaigian. […]

 

La penetrazione iraniana in Azerbaigian

L’Azerbaigian è particolarmente vulnerabile all’influenza iraniana perché la sua popolazione è sciita, e perché la minoranza azera dell’Iran è perfettamente integrata nell’elite rivoluzionaria iraniana – tant’è che il leader supremo Ali Khamenei è azero. Dopo l’indipendenza le autorità iraniane hanno inondato le moschee azere di mullah rivoluzionari, specialmente ad Astara, Lankaran e Massale nelle regioni più conservatrici immediatamente al di là del confine. […]

La fondazione caritatevole iraniana Imdad, dedicata all’Ayatollah Khomeini, ha aperto una filiale in Azerbaigian nel 1993. Secondo le più recenti informazioni dal 1993 al 2002 Imdad ha sborsato oltre 25 milioni di dollari – cifra enorme per un paese così povero – in favore di famiglie indigenti e studenti, per ottenerne l’appoggio.

L’Iran ha operato con particolare intensità nella  cittadina conservatrice di Nardaran, vicina a Baku.  Nel 2002-2006 la popolazione, scontenta della distribuzione poco trasparente degli aiuti economici, si sollevò contro le autorità governative ribellandosi anche contro la costituzione secolare dello stato.  Si è poi scoperto che le proteste erano state organizzate da gruppi finanziati ed armati dall’Iran. […] I fondamentalisti iraniani inoltre hanno cercato di penetrare l’Azerbaigian finanziando  partiti e movimenti religiosi azeri. […]

Per contrastare la crescente influenza iraniana il governo dell’ex presidente Heydar Aliyev alla fine degli anni ’90 ha fatto espellere i mullah iraniani dalla moschee azere.

Nel 2000 la polizia azera ha arrestato numerosi terroristi finanziati da Teheran, e  nel 2007 il Ministero per la Sicurezza Nazionale ha arrestato alcuni membri di un’organizzazione legata ai servizi segreti iraniani. […] Inoltre il 4 luglio del 2009 sono stati arrestati quattro cittadini azeri e due libanesi appartenenti a Hezbollah al soldo dell’Iran, accusati di voler organizzare attentati in diversi siti strategici dell’Azerbaigian, fra cui la stazione radar anti-missile di Gabala. […]

 

Conclusioni

I legami fra Israele e Azerbaigian sono particolarmente invisi all’Iran, che moltiplica i tentativi di  destabilizzare il paese. Israele invece ha accuratamente coltivato la propria immagine presso la popolazione dell’Azerbaigian.

È probabile che Israele intenda coinvolgere Baku nella costruzione del Med Stream, un gasdotto nel Mediterraneo che dovrebbe trasportare il gas dalla Turchia a Israele e oltre, fino in India. Inoltre Gerusalemme potrebbe ricordare all’Azerbaigian l’importanza delle riforme economiche e politiche per prevenire eventuali rivolte popolari – che verrebbero sfruttate dai fondamentalisti a proprio vantaggio.  

 

Traduzione: Davide Meinero

 

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