L'importanza strategica del Caucaso

10/06/2013

Azerbajian, Armenia, Da un articolo di George Friedman pubblicato su Strategic Forecast il 7 luglio 2010.

Il Caucaso è un importante crocevia dove si incontrano/scontrano gli interessi di Russia, Iran e Turchia. Per quasi tutto il XIX secolo le tre potenze hanno lottato per il controllo della regione, e a parte un momentaneo periodo di calma obbligata quando la regione venne invasa dall’URSS – la disputa non è mai terminata. Infatti dopo il crollo dell’Unione Sovietica le tre repubbliche caucasiche – Georgia, Armenia e Azerbaigian – dichiararono l’indipendenza costringendo i Russi a ritirarsi.

Il Caucaso collega il Mar Caspio e il Mar Nero, ed è formato due catene di monti, il Caucaso Maggiore e il Caucaso Minore. La regione include due pianure, una in Georgia sul Mar Nero, l’altra nella parte orientale dell’Azerbaigian, lungo il fiume Kura. Le due pianure sono collegate fra loro da una piccola e stretta valle che attraversa la Georgia.

Il Caucaso Maggiore delimita il confine meridionale della Russia, e storicamente ha svolto la funzione di baluardo contro l’espansionismo turco e persiano. Mosca controlla ancora il Caucaso settentrionale - dove si trovano Cecenia, Inguscezia, Daghestan – dove però imperversa una ribellione islamica che dai primi anni ‘90 causa grandi problemi.

Ma la vera spina del fianco della Russia è la Georgia. Il Cremlino sospetta che Tbilisi abbia aiutato i ribelli ceceni sin dall’inizio degli anni ’90. Inoltre con la Rivoluzione delle Rose (2003) la Georgia è entrata apertamente nel campo occidentale alleandosi con gli USA e voltando le spalle alla Russia. In risposta Mosca nel 2008 appoggiò la secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia invadendo e bombardando le infrastrutture georgiane, per dimostrare a Tbilisi l’inconsistenza dell’alleanza con gli Stati Uniti - che non mossero un dito a favore dell’alleato caucasico.

La Russia ha sempre mantenuto un’alleanza con l’Armenia, dove stazionano più di tremila soldati russi. Recentemente Armeni e Turchi hanno avviato negoziati per normalizzare le relazioni, arenatisi però nell’arco di breve tempo sia per l’interferenza russa che per la risoluzione del Congresso USA a marzo 2010 che accusa la Turchia del genocidio degli Armeni nel 1914-1920.

L’importanza dell’Azerbaigian

L’Azerbaigian si trova in una posizione delicata: intrattiene pessime relazioni con l’Armenia, che nel 1994 ha occupato il Nagorno-Karabakh – un’enclave all’interno del territorio azero – e deve difendersi anche dall’espansionismo dell’Iran - a Sud.

L’Azerbaigian è molto diverso dall’Iran: pur essendo di religione islamica, è del tutto secolarizzato, mantiene solide relazioni con Israele, e ha appoggiato la guerra in Afghanistan permettendo agli Stati Uniti di servirsi delle proprie infrastrutture militari. Baku ha più volte lamentato che l’Iran invia fondamentalisti in Azerbaigian con l’obiettivo di fondare scuole islamiche e destabilizzare il governo azero.

L’Azerbaigian è un importante produttore di petrolio e recentemente ha iniziato a esportare gas dai giacimenti di Shah Deniz in Turchia attraverso un gasdotto che attraversa la Georgia. La Russia vorrebbe avere il controllo delle risorse azere e assorbirle all’interno della propria rete di distribuzione di gas e di petrolio, in modo da avere la fedeltà certa dell’Azerbaigian. Recentemente la Russia ha offerto di comprare il gas azero allo stesso prezzo dell’Europa. Chiaramente i Turchi si oppongono, perché non intendono rinunciare al ruolo di crocevia dell’energia diretta in Europa.

L’Iran ha almeno due buone ragioni per voler l’egemonia sull’Azerbaigian: accedere alle risorse energetiche azere, e tenere sotto pressione i Russi per ottenerne concessioni e favori.

Anche gli USA guardano con attenzione all’Azerbaigian, sia per la sua posizione strategica in mezzo a Russia e Iran, sia per le sue risorse: stringendo un’alleanza con Baku, Washington si insedierebbe in una regione strategica da cui potrebbe esercitare maggiore controllo sia sull’Iran sia sulla Russia .

 

 

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