La Lituania contraria
ai progetti russi

24/03/2011

Nel bel mezzo del disastro nucleare nipponico, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko e il primo ministro russo Vladimir Putin hanno sottoscritto un accordo bilaterale per la costruzione di una centrale nucleare che, si stima, avrà una capacità di 2,4 gigawatts. Il progetto riguarda da vicino la Lituania, poiché il sito proposto per la costruzione della centrale è Astraviec, città bielorussa a 23 chilometri dal confine con la Lituania e a soli 50 dalla capitale Vilnius. La Lituania ha espresso la propria opposizione sia a questa centrale sia alla centrale nucleare russa di Kaliningrad, in costruzione dal febbraio 2010, della capacità di 2,34 gigawatts.

La Bielorussia ha presentato alla Lituania una valutazione di impatto ambientale, che il governo lituano non ritiene soddisfacente. In particolare la preoccupazione riguarda l’uso di reattori nucleari russi. Vilnius chiede all’Unione Europea di intervenire.

Non sono solo motivi di sicurezza a creare disagio alla Lituania. La Lituania vuole un proprio impianto nucleare per sostituire la vecchia centrale di Ignalina, chiusa nel 2010. Ne ha bisogno per rendersi almeno parzialmente indipendente dalla Russia per l’energia. Un impianto russo nella vicina Kaliningrad renderebbe superflua la costruzione di un’altra centrale in Lituania, a pochi chilometri. Sarebbe perciò difficilissimo trovare finanziamenti europei per un’altra centrale nei paesi baltici o in Polonia.

La Lituania teme anche la stretta collaborazione tra Russia e Bielorussia, dimostrata dalle recenti   esercitazioni militari Zapad in cui i due stati hanno simulato un’invasione della Polonia e dei Paesi Baltici.

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