Il conflitto in Mali:
un'analisi

10/07/2012

Le notizie recenti confermano il coinvolgimento di attori esterni nel conflitto nel Mali settentrionale. I paesi vicini riuniti nell’ECOWAS (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale) stanno valutando un possibile intervento militare. AQIM, al Qaeda nel Maghreb Islamico, ha fornito armi e addestramento ai due gruppi islamisti attivi nella ribellione. Il terzo gruppo ribelle al governo  centrale è il MNLA, Movimento Nazionale di Liberazione di Azawad,  che a differenza dei due precedenti è di orientamento secolare nazionalista.

La ribellione e secessione nel nord del Mali ha avuto inizio dalla fuoriuscita incontrollata di uomini e armi dalla Libia dopo la caduta di Gheddafi, ed è stata  facilitata dal ritiro delle forze malesi dal nord del Mali dopo il colpo di stato a Bamako il 21 marzo. La ribellione tuareg è composta di gruppi diversi che hanno differenti obbiettivi, differenti ideologie e aree di operazione diverse .

AQIM è stanziata nel Sahel, al confine tra l’Algeria meridionale, la Mauritania e il nord del Mali. I gruppi islamisti più attivi all’interno sono Ansar Eddine, con base a Timbuktu, e il Movimento per l’Unità e il Jihad dell’Africa Occidentale, basato a Gao.  Ensar Eddine è più interessato al controllo del territorio del Mali,   mentre il secondo gruppo sembra più interessato ad attaccare target algerini. Ma i due gruppi possono formare un’alleanza strategica. Il 28 giugno hanno rilasciato una dichiarazione congiunta rivendicando il controllo di Kidal, Gao e Timbuktu, le tre principali città del Mali settentrionale. La loro dipendenza da AlQaeda per i rifornimenti e l’intelligence attirano l’attenzione internazionale. Ci sono voci che alcune potenze occidentali siano già entrate - seppur silenziosamente - nel conflitto.

 

 

 

Il  MNLA inizialmente sembrava il gruppo più forte, ma ha perso il controllo di Kidal e Gao e ora ha una posizione difensiva nei confronti delle milizie islamiste. È probabile che l’ECOWAS  cercherà di utilizzare il MNLA per contrastare i gruppi islamisti, prima che diventino un vero pericolo. In circostanze diverse le mire autonomiste del MNLA lo metterebbero in contrasto con l’ECOWAS, ma in questo momento è  il pericolo minore, preferibile al trionfo degli islamisti. Bilal Ag Acherif, capo del MNLA, è stato evacuato nel Burkina Faso con l’aereo di qualche  potenza straniera, dopo esser stato ferito in uno scontro con  gli islamisti a fine giugno. 

Il 2 luglio i paesi dell’ECOWAS hanno deciso di inviare 3000 soldati a Bamako, in aiuto al governo centrale. Ulteriori interventi  potrebbero venir decisi se il governo del Mali non riesce a disarmare e fermare gli islamisti, che rappresentano un pericolo anche per gli stati che confinano con il Mali.

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