Biofuel, siccità
e problemi alimentari

06/09/2012

La siccità dell’estate 2012 ha fatto aumentare i prezzi dei prodotti agricoli, e riaperto la discussione sull’uso del mais per produrre etanolo, soprattutto negli USA. 

La stragrande maggioranza del mais coltivato negli USA non è del tipo usato per l‘alimentazione umana, ma per quella animale e per la produzione di etanolo. Una legge federale impone che la produzione di etanolo aumenti ogni anno di una percentuale minima. Ecco il risultato di tale legge attraverso gli anni (vedi tabella).

Oggi il 23% del mais coltivato negli USA viene destinato alla produzione di etanolo per il mercato domestico. Il Brasile è il maggiore produttore di etanolo al mondo, avendo iniziato a usarlo in sostituzione della benzina fin dagli anni ’70. Il Brasile produce etanolo non dal mais ma dalla canna da zucchero, che nel clima del Brasile può essere coltivata e tagliata costantemente in qualunque stagione, ed ha un processo di trasformazione meno costoso. Si stanno sperimentando varie tecnologie in tutto il mondo per ricavare etanolo dalla cellulosa – ma il costo di produzione è ancora troppo alto. Il vantaggio sarebbe costituito dal non dover destinare  pianure fertili a coltivazioni per produrre energia anziché cibo. L’aumento dei prezzi di grano e mais ha conseguenze gravi per l’alimentazione delle popolazioni dei paesi poveri.

A fine agosto Messico, Francia e USA hanno tenuto un incontro trilaterale per discutere come contenere l’aumento dei prezzi dei cereali questa stagione di siccità. Ne sono scaturite alcune raccomandazioni, ma non è stata ancora intrapresa nessuna azione.

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