Cuba e Brasile partner per lo sviluppo

23/04/2014

Cuba sta facendo grandi passi nel riformare la propria economia. Una recente legge sugli investimenti abbassa dal 30 al 15% le tasse sui profitti per le società a partecipazione straniera e le esenta totalmente per i primi otto anni dall’avvio dell’impresa. Vantaggi ancora più significativi sono già stati accordati alla zona industriale del porto di Mariel, su cui Cuba punta per attrarre investimenti nell’industria manifatturiera che consentano di produrre nuovi posti di lavoro e diversificare l’economia.

Il Brasile ha già una storia di buona collaborazione con Cuba: proprio il potenziamento del porto di Mariel ha avuto un ruolo centrale nei rapporti tra i due paesi. A gennaio la società brasiliana Odebrecht ha ultimato la prima fase dei lavori, che sono costati 927 milioni di dollari, 681 dei quali sono stati forniti dalla Banca di Sviluppo Brasiliana. La Banca ha promesso che metterà a disposizione altri 290 milioni di dollari per finanziare ulteriori opere infrastrutturali. Secondo fonti brasiliane, Odebrecht sarebbe inoltre pronta a investire nell’industria dello zucchero e in un impianto chimico nella zona industriale di Mariel.

Se per la debole economia cubana gli investimenti brasiliani rappresentano una boccata d’aria fresca, per il Brasile è importante inserirsi nell’economia cubana. Cuba può essere la via per espandere la propria influenza nella regione caraibica attraverso investimenti e aiuti diretti, senza allarmare i paesi vicini. Il Brasile sta intessendo un rapporto privilegiato con Cuba, che gli assicurerà un vantaggio sugli altri paesi nel momento in cui l’economia dell’isola verrà liberalizzata.

Cuba ha urgente bisogno di costruire un sistema economico interno sostenibile. La precarietà della situazione economica del Venezuela sta mettendo in forse i futuri rifornimenti di petrolio venezuelano a prezzo sussidiato per la popolazione di Cuba. Per la propria sicurezza interna Cuba deve diventare più indipendente dagli aiuti economici esterni.

Oltre a essere una zona economica speciale per gli investimenti industriali, il porto di Mariel dovrebbe diventare un centro di trasbordo delle merci per la regione Caraibica e il Golfo del Messico. Gli USA non permettono alle grandi navi transoceaniche provenienti da altri continenti di entrare nelle acque interne del Golfo del Messico. Perciò tutte le merci vengono sbarcate alle Bahamas o in altre isole, quindi trasportate da navi locali di piccola stazza. Cuba per ora non potrebbe trasbordare le merci destinate al mercato USA, perché è ancora soggetta a embargo.  

 

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