Continua la guerra civile in Sud Sudan

28/01/2016

Da dicembre 2013 si è riaccesa la guerra civile nel Sudan del Sud fra il governo ufficiale presieduto da Salva Kiir Mayardit, con sede a Juba, e l’opposizione guidata da Riek Machar, acquartierata a Pagak, vicino alla frontiera con l’Etiopia, con un esercito numeroso e ben addestrato, capace di tener testa a quello del governo ufficiale. Una lunga mediazione internazionale dovrebbe annunciare entro gennaio 2016 i risultati raggiunti per l’accettazione di un governo unificato, ma i risultati non ci sono.

Il Sudan del Sud è composto di più gruppi etnici, alcuni tradizionalmente in conflitto fra di loro (vedasi mappa sopra), ed è una federazione fra più staterelli. Il governo di Juba intende creare altri 28 nuovi staterelli, pensati in modo tale da indebolire l’opposizione e rafforzare l’esecutivo. L’opposizione ovviamente non è d’accordo. 

L’unica risorsa del paese è il petrolio. I bassi prezzi del petrolio e l’impossibilità di esportarlo direttamente, ma soltanto attraverso oleodotti che attraversano altri paesi, spingono alla composizione del dissidio per affrontare unitariamente i problemi di mercato e i rapporti con i vicini, ma le antiche rivalità etniche spingono invece al frazionamento politico e agli scontri armati. 

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