"Come una chioma"
un piccolo grande progetto

02/03/2016

Nell’anno scolastico 2014-2015 l’IC di Druento è risultato il vincitore, per la sezione della Scuola Primaria, del Concorso Nazionale “I Giovani ricordano la Shoah” con l’opera: “Come una chioma…”, un albero realizzato su un grande pannello in legno, raffigurante una chioma composta da 1001 foglie fatte di materiali semplici − stucco per piastrelle, cordino e scotch di carta − a simbolo di quel milione e mezzo di bambini ebrei morti durante la Shoah. L’elaborato era accompagnato da una lettera, scritta dai bambini ad altri bambini, per spiegare il senso più profondo dell’opera: sono necessarie la convivenza, la vicinanza, la conoscenza e il rispetto di ogni “foglia-individuo”, affinché come una chioma si possa crescere insieme.

L’immagine dell’opera e la lettera sono state adottate come copertina del diario scolastico di quest’anno, per esplicitare l’intenzione della scuola di dare spazio alla tematica della Shoah e alle riflessioni collaterali, non solo in prossimità del Giorno della Memoria, ma durante tutto l’anno scolastico. Questa manifestazione di intenti ha già trovato concretizzazione: è stato formato un dipartimento di Cittadinanza e Costituzione, che ha organizzato un’intera “Settimana della Memoria”, in cui gli alunni – dalla primaria alla secondaria di I grado − hanno lavorato al tema della Shoah, con attività strutturate e adatte all’età degli studenti. Tutte queste iniziative hanno avuto come filo conduttore nell’anno 2015-16 l’arazzo dell’Albero della Memoria: ogni studente ha prodotto materialmente una foglia in stoffa e l’ha incollata su un grande arazzo su cui in precedenza erano stati dipinti un tronco e i rami di un albero, andando così a formare “la chioma del ricordo”, che rende visibile l’impegno e la partecipazione di tutti. A incollare la prima foglia – rossa come i suoi capelli da bambina – è stata Susanne Raweh, sopravvissuta con la famiglia ai campi di lavoro nazisti in Moldavia e Ucraina, che ha raccontato la sua storia ai ragazzi. Da quel momento, l’arazzo è andato “in tour” per i plessi dell’IC, cioè a Druento, San Gillio e Givoletto, arricchendosi sempre più di foglie, fino a completare la chioma di 1100 foglie. Ora l’arazzo è diventato patrimonio del territorio, esposto in mostra itinerante nei tre Comuni dell’IC, che ne organizzano a turno l’esposizione al pubblico.

Questo progetto nasce da un’idea semplice ma grandiosa, cui hanno lavorato tante piccole mani e, soprattutto, tante piccole teste. Progetti come questi mostrano che la scuola può riuscire a guardare al passato – anche a uno così atroce – per educare i giovani alla cittadinanza attiva, alla tolleranza, alla non violenza e al riconoscimento della diversità come valore. Per farlo, serve un percorso formativo sulla Shoah che implica un impegno di squadra, progettuale e continuo, volto non tanto alla “commemorazione a comando” del 27 gennaio, ma ad ampliare gli orizzonti e accrescere lo spirito critico dei cittadini di domani, qualunque sia la loro età oggi.

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