L’Uganda cerca lo sbocco al mare per il suo petrolio

02/04/2016

Il governo ugandese ha bisogno di iniziare a esportare petrolio ma, non avendo sbocchi sul mare, deve necessariamente costruire oleodotti che attraversino i paesi vicini per raggiungere le coste dell’Oceano Indiano. Per farlo sono stati individuati tre possibili tracciati: due attraverserebbero il Kenya, uno la Tanzania (mappa a lato).

In Kenya il futuro oleodotto potrebbe attraversare la parte meridionale del paese per raggiungere il porto di Mombasa, oppure la parte centrale del Kenya e arrivare al porto di Lamu. Quest’ultimo progetto è sostenuto dal governo keniota e dall’inglese Tullow Oil, ma soprattutto dalla Total francese, che però teme l’attuale instabilità politica del Kenya, a causa degli attacchi del gruppo terroristico somalo al Shabaab. Se venisse realizzato, l’oleodotto diventerebbe probabilmente l’obbiettivo primario del gruppo jihadista. Prende dunque sempre più piede l’ipotesi di un accordo con la Tanzania. La Tanzania Petroleum Development ha annunciato di voler chiudere entro agosto le trattative con lo stato ugandese per costruire un oleodotto che porti il petrolio dai giacimenti del Lago Alberto al porto di Tanga. Questa sarebbe la via più breve e più sicura, almeno al momento, e non manca l’appoggio della Total.

In ogni caso l’Uganda non riuscirà a esportare petrolio almeno fino al 2020, visti i tempi minimi di realizzazione degli impianti.

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