Scandalo in Brasile: che cosa potrà cambiare?

21/04/2016

La reazione dei Brasiliani al grande scandalo che coinvolge tutta la classe dirigente del paese potrebbe forse portare a qualche riforma, necessaria ma non risolutiva. Lo scandalo ha mostrato che i politici, i dirigenti dell’azienda pubblica per gli idrocarburi Petrobras e i suoi fornitori e consulenti privati hanno l’abitudine consolidata di concordare un sovrapprezzo sugli appalti, che poi viene distribuito ai politici e agli alti burocrati di stato. Il sovrapprezzo ovviamente viene pagato con le finanze dello stato, cioè con le tasse pagate dai cittadini. Il sistema di corruzione è quello tipico di tutte le aziende pubbliche o semi-pubbliche, in tutte le parti del mondo, Italia inclusa. Il Brasile ha una lunga storia di corruzione e scandali politici - ma questa volta la reazione è diversa. La popolazione è molto più indignata, perché la crisi economica ha reso molto più difficile la vita dei cittadini contribuenti e non si vede la possibilità di miglioramento. Lo scandalo non ha coinvolto direttamente il capo del governo Dilma Rousseff, che di Petrobras è stata presidente per anni. Roussef è però accusata di aver manipolato i conti pubblici per farli apparire meno gravi in periodo elettorale.

Il territorio del Brasile è denso di contraddizioni: ha grandi ricchezze sprecate da alcune caratteristiche geografiche. Nel nord del Brasile l’Amazzonia è un territorio selvaggio, ricco di potenziali risorse che però non si riescono a sfruttare. Un altro tratto di territorio (il cerrado) è savana arida, difficilissima da coltivare. Il Rio de la Plata a sud collega il Brasile all’Argentina e al Paraguay e attraversa la regione più ricca del Paese, sia per l’agricoltura sia per i commerci. Ma si tratta soltanto del 7% del territorio. Eccetto che per brevi tratti, le coste del Brasile sono scoscesi bordi di altipiani da cui i fiumi cadono quasi perpendicolarmente in mare, perciò i fiumi non sono navigabili fino al mare e le coste non ospitano porti. Il trasporto delle merci dall’interno ai pochissimi porti deve avvenire per migliaia di chilometri via terra, perciò è molto costoso. Questa geografia pone severe limitazioni allo sfruttamento delle risorse del territorio, favorendo lo sviluppo del latifondo, delle monocolture agricole e dell’industria estrattiva, purché di dimensioni tali da poter produrre profitti nonostante gli alti costi delle infrastrutture. Non riescono invece a svilupparsi le piccole e medie aziende. Questa struttura economica lega l’economia del paese ai prezzi delle materie prime e di pochi prodotti agricoli. La richiesta cinese aveva fatto aumentare i prezzi e la quantità delle esportazioni agricole dalla metà degli anni ‘90 fino al 2011, e il Brasile in quegli anni veniva considerato la nuova ‘tigre’ economica, ma dal 2012 il calo dei prezzi ha fatto entrare in recessione l’economia brasiliana. Con la recessione e la riduzione della spesa pubblica torna ad accentuarsi la forte ineguaglianza fra le élite e il resto della popolazione.

Il Brasile non ha soltanto una struttura economica che favorisce élite ristrette, ha anche una tradizione politica di dittatura. L’attuale democrazia è iniziata soltanto nel 1985. Il governo di Dilma Roussef ha puntato molto su programmi di assistenza o welfare per la popolazione più povera, soprattutto al nord, ma non ha potuto o saputo controllare e ridurre la corruzione. Ora rischia la rimozione dall’ufficio per via giudiziaria, l’impeachment.

La forte reazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni allo scandalo dimostrano che le istituzioni democratiche del Brasile, benché giovani, sono forti e funzionano. Il prossimo governo potrebbe finalmente poter affrontare ed attuare una serie di riforme necessarie per agevolare la creazione di piccole e medie imprese, semplificare il sistema fiscale, privatizzare le aziende di stato sia per renderle più efficienti sia per ridurre le possibilità di corruzione, e destinare tutte le risorse che si potranno reperire al potenziamento delle infrastrutture di base, per sviluppare un’economia più variegata e più moderna.

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