La gaffe dell’ONU per il Sahara Occidentale

03/05/2016

Fra il 1975 e il 1991 il Marocco combattè la ribellione armata del Fronte Polisario nel Sahara Occidentale, regione che fino al 1973 era rimasta divisa e contesa fra Spagna, Marocco e Mauritania. Quando gli Spagnoli se ne andarono la regione fu contesa fra Mauritania e Marocco, ma un insieme di gruppi politici e militari formò il Fronte Polisario e chiese l’indipendenza. Nel 1976 il Polisario proclamò unilateralmente la Repubblica Democratica Araba del Sahrawi (vedasi la mappa), riconosciuta da alcuni stati, prevalentemente africani, inclusa la Mauritania, l’Algeria e la Libia, ma non dall’ONU, che non riconosce mai confini dichiarati unilateralmente, senza il consenso dei confinanti. I Sahrawi sono una popolazione largamente berbera, intrecciata con i Tuareg.

Dal 1991 fra il Marocco e il Fronte Polisario vige il cessate fuoco. Il Marocco ha costruito una muraglia di sicurezza fra la zona desertica controllata dal Fronte Polisario e la parte abitata, amministrata dal Marocco. L’unica ricchezza del territorio sono i fosfati, che vengono estratti ed esportati dal Marocco. Il Sahara Occidentale è formalmente ‘territorio conteso’ per l’ONU e per gli stati che non hanno riconosciuto la Repubblica del Sahrawi. È lo stesso status giuridico dei territori palestinesi, che pure vengono spesso definiti ‘territori occupati’ da giornalisti e politici filo-palestinesi.

Lungo il muro costruito dal Marocco l’ONU ha dal 1991 un gruppo di 216 osservatori e 26 uomini di scorta, oltre a un gruppo di funzionari civili, che operano nell’ambito dell’operazione MINURSO (missione ONU per l’organizzazione del referendum nel Sahara Occidentale), in attesa che il Polisario e il Marocco trovino l’accordo sulle condizioni per indire un referendum fra la popolazione Sahrawi. Gli osservatori ONU non hanno il compito di mantenere la pace, ma di controllare che continui il cessate-il-fuoco.

Dal 1991 la situazione è sostanzialmente calma. Ma ora una gaffe di Ban Ki Moon, che in un discorso ha chiamato il Sahara Occidentale ‘territorio occupato’ anziché ‘territorio conteso’, ha riacceso le tensioni. Ban Ki Moon ha chiesto scusa, ma il Marocco ha espulso i funzionari civili dell’ONU (non gli osservatori), il Polisario ha ripreso discorsi minacciosi, così come alcuni gruppi politici in Algeria. L’Algeria è sempre stato lo sponsor politico del Polisario, fornendo anche addestramento militare ai suoi combattenti, mentre l’Arabia Saudita sostiene i diritti del Marocco. Il mondo arabo in questo momento non ha certo bisogno di un nuovo oggetto di contesa al proprio interno, perciò è sperabile che l’incidente venga  tacitato.

Il Sahara Occidentale è formalmente ‘territorio conteso’ per l’ONU e per gli stati che non hanno riconosciuto la Repubblica del Sahrawi. È lo stesso status giuridico dei territori palestinesi, che pure vengono spesso definiti ‘territori occupati’ da giornalisti e politici filo-palestinesi

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