L’Egitto separerà il grano dalla fuffa?

11/08/2016

L’ultimo grande scandalo pubblico in Egitto è scoppiato il 7 agosto 2016, quando è stato rivelato che 60 milioni di dollari destinati dal governo all’acquisto di grano sono spariti. Sono stati registrati acquisti di grano che in realtà non sono mai avvenuti e il denaro è finito nelle tasche di qualcuno. Scandali simili sono comuni e correnti in Egitto, visto il grande ruolo che le sovvenzioni di stato hanno nell’economia egiziana, che è ancora a pianificazione centralizzata. È stata nominata l’ennesima commissione di indagine, sono stati effettuati alcuni arresti di pubblici impiegati di basso livello, ma è probabile che, come al solito, i responsabili dell’organizzazione del furto non vengano individuati e il denaro non venga recuperato.

L’Egitto, che insieme alla Libia era il granaio dell’impero romano, è oggi il maggiore importatore di grano del mondo. Lo stato acquista grano all’estero a prezzi di mercato e lo rivende agli Egiziani a prezzi politici, molto inferiori a quelli pagati. Così diventa impossibile per gli Egiziani produrre e vendere grano a prezzi di mercato, guadagnandoci: coltivare il grano costa di più che comperarlo dallo stato! Lo stato compera grano anche dai coltivatori egiziani ‘ammanicati’ con la burocrazia pubblica a prezzi altissimi, di gran lunga superiori ai prezzi internazionali, o addirittura fa finta di comperarlo, come nel caso del recente scandalo. È uno spreco populista di denaro pubblico che porta alla rovina il paese e impedisce lo sviluppo dell’agricoltura egiziana, ma che continua da decenni, fin dall’epoca di Nasser. Ogni famiglia egiziana ha diritto a cinque forme di pane al giorno a prezzo (bassissimo) fissato dallo stato. Schiere di burocrati sono impiegati per comperare grano, immagazzinarlo in silos sotto controllo pubblico, distribuirlo, farlo panificare e dare cinque forme di pane al giorno per famiglia. A ogni passo di questo percorso si creano ovviamente opportunità di corruzione e di furto.

Il Fondo Monetario Internazionale da anni chiede all’Egitto l’abolizione di questo sistema, ma i governi egiziani hanno sempre rifiutato: questo sistema è la base del clientelismo che fonda il consenso per i governanti. Ora però l’Egitto non ha più denaro per importare il grano necessario, né per pagare gli stipendi pubblici, e ha bisogno urgente di prestiti dall’estero. Ma l’abolizione del sistema del ‘pane di stato’ toccherebbe gli interessi di milioni di persone, potrebbe causare proteste e rivolte e mettere in gravissima difficoltà il governo. 

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