Le sanzioni alla Russia, gli USA e l’UE

29/07/2017

Le nuove e più aspre sanzioni alla Russia approvate dal Congresso americano a luglio 2017, che il Presidente non potrà revocare, pongono gravi problemi anche all’Unione Europea e costituiscono un bruciante fallimento per la politica di Putin nei confronti degli USA.

Il Congresso e il presidente USA non possono dimostrare accondiscendenza e disponibilità verso la Russia, neppure volendolo, data la straordinaria campagna mediatica costruita sul sospetto che la Russia abbia non soltanto inquinato le elezioni americane ma anche in qualche modo corrotto la famiglia del Presidente. Nessun politico americano può oggi mostrarsi soft nei confronti della Russia, o per timore di essere creduto al soldo di Putin, o per rabbia nei confronti delle operazioni di intelligence e di hacking condotte dai Russi. Se Putin intendeva seminare zizzania e sfiducia nei confronti dei politici americani e del Presidente con le campagne di disinformazione e di hackeraggio dello scorso anno, il suo successo si ritorce ora contro gli interessi russi. Come reagirà la popolazione?

Le sanzioni colpiscono anche le aziende e gli enti che collaborano con aziende ed enti russi, cioè le grandi aziende energetiche dei paesi dell’Unione Europea che hanno investito in joint venture con i Russi in progetti di distribuzione di energia in Europa, incluse aziende tedesche e francesi e l’italiana ENI. Queste sanzioni fanno però piacere ai paesi dell’Europa dell’est aderenti all’Iniziativa dei Tre Mari o Trimarium, che si oppongono ai progetti congiunti fra Russia e Germania per la distribuzione del gas in Europa, perché sono esclusi dalle negoziazioni. Questi paesi continuano a opporsi alla realizzazione del raddoppio del Nordstream (Nordstream 2) che invece sta a cuore alla Germania e alla Francia.

Difficilmente Germania e Francia potranno opporsi efficacemente alle sanzioni denunciandole a qualche corte internazionale come illegali, non soltanto perché i tempi di giudizio o di arbitrato sarebbero lunghissimi, ma soprattutto perché questo approfondirebbe ulteriormente il solco di diffidenza che si è andato creando fra i paesi del Trimarium e i paesi occidentali dell’Unione.

A meno di non avviare una guerra diplomatica e commerciale con gli USA, che danneggerebbe in modo significativo le esportazioni tedesche, la Germania e la Francia non hanno molte armi per opporsi alle sanzioni americane: qualunque mossa è piena di rischi.

 

 

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