Siria, tutti pronti per la prossima mossa

23/05/2018

Dopo anni di guerra civile la Siria è un ‘area vagamente definita in cui altri paesi avanzano i loro interessi. Le potenze coinvolte sono Russia, Iran, Turchia, Stati Uniti, Israele e lo stesso governo siriano. Cercano di ritagliarsi spazi anche gruppi senza stato come lo Stato Islamico e i Curdi Siriani, i cui territori ora si espandono ora si contraggono. La realtà di base è che la Siria è nel caos e nel caos ci sono accordi taciti.

Potenze diverse, ognuna con propri obiettivi in gioco, hanno turbinosamente forgiato e rotto alleanze dal 2011 in poi. Nessuno voleva, tanto meno poteva, fermare il conflitto. Nessuno voleva pagare il costo politico di un ritiro. La vecchia frase della Mafia “se entri una volta, entri per sempre” può essere applicata a tutte le parti in gioco.

A prima vista l ‘Iran sembra il paese preminente in Siria. La sua priorità strategica è il controllo dell ‘Iraq, territorio a maggioranza sciita che dai tempi dei Babilonesi a quelli dei Baatisti è sempre stato un pericolo per i governi persiani. L ‘Iran deve neutralizzare i potenziali pericoli che possono provenire da ovest e lo Stato Islamico è certamente un pericolo, perciò l ‘Iran ha aiutato il governo iracheno a sconfiggerlo. Ora lo Stato Islamico è in ritirata, l’Iran è presente in tutta la regione fino in Libano, dove Hezbollah è ben trincerato, e fino allo Yemen, dove Teheran sostiene la ribellione degli Sciiti. L’Iran ha esteso il suo potere proprio a causa della guerra civile siriana, che ha creato vuoti di potere statale e ha cambiato gli equilibri regionali. Ma il nuovo potere dell’Iran non è radicato. Le sue forze sono troppo estese e un po’ ovunque vulnerabili ad attacchi di altri stati eccetto che in Libano. Inoltre il governo dell’Iran è afflitto in patria da instabilità politica ed economica.

Che cosa vogliono gli Iraniani? Vogliono rimanere in Siria e assoggettare il governo di Assad, allinearlo militarmente ai propri interessi e usarlo sul Mediterraneo e contro Israele. Vogliono anche rafforzare la difesa siriana a nord per bloccare la Turchia. Per gli Iraniani i Russi servono come forza aggiuntiva per proteggerli dagli Americani e fornir loro una copertura politica per trasformare la Siria in un protettorato di fatto.

La nuova realtà strategica del Medio Oriente ha cambiato il comportamento di Israele, che nei decenni passati si è disimpegnato dal Libano e dalla Siria e non è mai intervenuto nella guerra civile alle sue porte. Ora però gli Israeliani pensano di dover respingere gli Iraniani lontani dai propri confini il più rapidamente possibile. Se aspettano, gli Iraniani consolideranno le strutture delle loro basi. Perciò Israele ha lanciato una serie di attacchi aerei contro le basi iraniane in Siria, mentre il suo Primo Ministro visitava Mosca per cercare di persuadere Putin a ritirare la sua copertura politica agli Iraniani. I Russi non condividono interessi a lungo termine con l’Iran, ma tendono a essere storicamente rivali, particolarmente nel Caucaso. Ma a breve termine l’esercito russo non può imporre il suo volere sulla Siria, quindi ha bisogno dell’aiuto dell’Iran. Una Siria favorevole all’Iran non è proprio ciò che vogliono i Russi, ma al momento è il male minore.

Gli attacchi di Israele comportano rischi. Hezbollah può lanciare missili dal Libano, Hamas può lanciare razzi da Gaza. Israele ha un eccellente sistema di difesa, ma qualsiasi difesa può essere saturata da troppi attacchi contemporanei. La strategia militare di Israele pertanto consiste nel risolvere il problema Iran prima che anche il Libano e Gaza vengano coinvolti. Gli Stati Uniti si sono allineati con Israele. La revoca dell’accordo nucleare, lo spostamento dell’ambasciata a Gerusalemme, l’approvazione degli attacchi aerei alle basi iraniane in Siria: tutto parte di uno sforzo sistematico per intimidire l’Iran. Se Israele dovesse unirsi agli Stati Uniti in un attacco all’Iran in Siria, tutti i vantaggi che l’Iran ha ottenuto sul terreno verrebbero vanificati.

Gli Stati Uniti non vogliono entrare in guerra, Trump ha ripetuto che gli USA debbono lasciare la regione, ma gli interlocutori oggi considerano poco prevedibile il suo comportamento. Nel dubbio, l’Iran non sembra disposto a rischiare troppo. Israele spera che Teheran continui a dubitare e non ordini a Hezbollah e Hamas di attaccare.

L’Iran sta cercando di crearsi una posizione sostenibile dai Monti Zagros al Mediterraneo. Israele vuole impedire all’Iran di farlo. La Russia cercherà di sostenere l’Iran a breve termine e minare gli interessi iraniani a lungo termine. Gli Stati Uniti creano incertezza e incoraggiano Israele ad attaccare. La Turchia continua a stare alla finestra, sperando di avere il tempo di sistemare alcuni problemi interni e rafforzare l’esercito prima impegnarsi di più in Siria.

L’Iran ha fatto le sue mosse e ora gli interessi di ognuno iniziano a cristallizzarsi. Siamo ancora nella fase politica in cui l’obiettivo è minare la determinazione iraniana e alimentare tensioni a Teheran. Ma la guerra regionale che le ‘primavere arabe’ ventilavano è ora di tutt’altra natura.

L’Iran sta cercando di crearsi una posizione sostenibile dai Monti Zagros al Mediterraneo. Israele vuole impedire all’Iran di farlo. La Russia cercherà di sostenere l’Iran a breve termine e minare gli interessi iraniani a lungo termine. Gli Stati Uniti creano incertezza e incoraggiano Israele ad attaccare. La Turchia continua a stare alla finestra, sperando di avere il tempo di sistemare alcuni problemi interni

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