La Via della Seta

22/12/2018

Le lunghe carovane potevano percorrere più di trenta chilometri al giorno, oppure in una notte, se si era nella stagione più calda. Poiché i cammelli non avevano bisogno di strade lastricate, i capi delle carovane potevano cambiare percorso in qualsiasi momento, a seconda dei mutamenti atmosferici o della prossimità di mercati, oppure per ragioni politiche. La straordinaria flessibilità del commercio carovaniero ha reso pressoché vani i numerosi tentativi fatti in epoca recente di definire con precisione i percorsi più battuti sulle grandi strade sviluppatesi lungo gli assi est-ovest e nord-sud. Nel contempo, e in misura molto maggiore di quanto potremmo oggi immaginare, i mercanti centroasiatici spostavano le loro merci su solide chiatte di grandi dimensioni che navigavano lungo i tre fiumi maggiori della regione.

Questo groviglio di percorsi e varietà di trasporto è ciò che un geografo tedesco del XIX secolo ha impropriamente chiamato la «Via della Seta». Il barone Ferdinand von Richthofen (1833-1905), a cui si deve questo termine, non aveva senza dubbio sbagliato nel notare che tra il 100 a.C. e il 1500 d.C. la seta veniva trasportata verso ovest dalla Cina proprio lungo questi percorsi, ma lasciare intendere che la seta fosse l’unico prodotto, o il principale, a essere commercializzato era un errore.

 

S. F. Starr, L’illuminismo perduto. L’età d'oro dell’Asia Centrale dalla conquista araba a Tamerlano, Einaudi, Torino, 2017.

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