Un rapido cambio di passo per gli alleati degli USA

16/11/2019

Dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi i costi del sistema difensivo dell’Occidente sono stati sostenuti soprattutto dagli USA. Le basi americane nei vari paesi del mondo hanno costi che ricadono soltanto in piccola parte sulle spalle del paese ospitante, che ne è protetto. Ora che si prospettano nuovi enormi costi per il controllo dello spazio, gli USA vogliono che gli alleati si facciano carico della difesa del proprio territorio e della propria indipendenza, iniziando dai paesi sulla sponda occidentale del Pacifico, di fronte alla Cina. Questo pone ogni paese di fronte alla necessità di adottare una politica chiara e decidere se vuole uno scudo protettivo o se vuole giocare su entrambi i tavoli, ricavando il massimo profitto possibile dal mantenere buoni rapporti con entrambe le parti in quella che si profila come una nuova lunga guerra fredda tecnologica ed economica fra gli USA e la Cina, con i loro rispettivi alleati.

Secondo alcune indiscrezioni, il presidente Trump ha chiesto un aumento del 400% per il mantenimento delle basi militari americane in Corea del Sud! I due paesi ovviamente troveranno un accordo temporaneo su di una cifra molto inferiore, ma la mossa di Trump vuole spingere la Corea ad assumersi il peso del costo della propria difesa. La conseguenza (indesiderata) potrebbe essere che la Corea del Sud finisca col preferire un accordo con la Corea del Nord (che si è dotata di armi nucleari ed è armata sino ai denti) per una difesa comune, anche a rischio di una riunificazione forzosa ben poco appetibile ai suoi cittadini e alla sua industria. Ma nell’ottica di un braccio di ferro di lungo periodo con la Cina è chiaro che una Corea unificata avrebbe sicuramente un maggior timore della vicina e possente Cina che dei lontani USA, perciò concorrerebbe più efficacemente al contenimento della potenza cinese di due mezze Coree, l’una contro l’altra armata. 

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