Da un ipotetico manuale di storia dell’anno 2250

30/12/2019

La crisi dell’inizio del terzo millennio

Dopo la crisi economica e finanziaria del 2008, che in alcuni paesi pesò sull’economia per decenni, l’Occidente Democratico, uscito vincitore da un secolo di guerre — calde e fredde — con l’Occidente Autoritario (guidato dapprima dal Reich tedesco, poi dall’Unione Sovietica) e i suoi alleati in Asia (dapprima il Giappone, poi la Cina), dovette ripensare il proprio modello di sviluppo e di gestione dell’ordine globale, così come era stato pensato alla fine della Seconda guerra mondiale, perché era diventato insostenibile. 

I sistemi multinazionali e sovranazionali creati per mantenere l’equilibrio internazionale e la sicurezza dei mari e dei cieli per gli scambi globali (NATO, WTO, World Bank, agenzie ONU) addossavano sulle spalle degli USA, leader ed egemone dell’Occidente Democratico, troppe responsabilità e troppi costi. Soltanto la finanziarizzazione dell’economia e il primato nello sviluppo tecnologico permettevano all’Occidente Democratico di mantenere ancora l’egemonia militare e culturale e un alto tenore di vita. Ma l’impetuosa crescita economica e tecnologica della Cina e lo sviluppo demografico dell’India, dell’Africa e del mondo islamico (società in cui aver molti figli era ancora valore d’importanza primaria) rendevano necessari e urgenti alcuni cambiamenti che rafforzassero l’Occidente Democratico in termini concreti e distribuissero l’onere del mantenimento dell’ordine globale in tutti i suoi aspetti (tecnologia ed ecologia inclusa) su molti paesi.

Dapprima gli USA decisero di ridurre drasticamente il loro coinvolgimento nelle guerre in Medio Oriente, tanto più che nuove tecnologie davano agli USA l’indipendenza dal petrolio della regione. Poi, sotto la presidenza Trump, il sistema di istituzioni multilaterali venne messo in mora e gli USA iniziarono a restringere i canali che avevano agevolato la rapidissima crescita della Cina e dei paesi che durante la Guerra fredda avevano fatto parte del cosiddetto ‘terzo mondo’, non schierato né con l’Occidente Democratico né con l’Occidente Autoritario.

Gli altri paesi dell’Occidente oscillarono per qualche tempo, ma furono costretti a scelte di campo di fronte a due eventi cruciali:

-          la rivalità aperta, di natura geostrategica e tecnologica, fra la Cina e l’Occidente Democratico, che si rivelò appieno nel 2020;

-          il caos di guerre civili, stragi, rivalità incrociate, migrazioni di massa in Nord Africa, che resero il bacino del Mediterraneo la regione più instabile e perciò più pericolosa del mondo negli anni 2022-2030 e obbligarono l’Europa a ricompattarsi e darsi priorità strategiche chiare.

Furono gli eventi del bacino del Mediterraneo (tragici soprattutto per il Medio Oriente, la Grecia e l’Italia) a spingere la Russia ad avvicinarsi all’Occidente Democratico, rinunciando a porsi come ago della bilancia fra l’Occidente e la Cina, di fronte alla prospettiva di perdere il controllo del Mar Caspio, del Mar Nero e del Mediterraneo orientale. La Russia riuscì a guardarsi le spalle nei confronti della Cina grazie all’accordo stretto con i paesi dell’Asia Centrale ex sovietica, che temevano l’espansionismo della Cina più di quello russo. La guerra fu lunga, ma nel 2030 l’Occidente, benché spossato, ritrovò compattezza geostrategica e nel 2050 finì col vincere la Grande guerra del Mediterraneo, o Terza guerra mondiale, che aveva visto la partecipazione di quasi tutti i paesi d’Eurasia, del Nordafrica e del Nordamerica.

L’Europa riacquistò così la configurazione deli tempi dell’Impero Romano d’Oriente. Anche la Cina si frantumò, non potendo mantenere alta l’egemonia militare, tecnologica ed economica in tutte le direzioni: nello spazio, sul mar Cinese Meridionale, sull’Oceano Indiano e in Africa, e contemporaneamente via terra nell’Asia Centrale, in Pakistan e in Iran, per avere influenza fin sul Mediterraneo. Anche la Cina perciò finì col riacquistare la configurazione dell’epoca Qing della seconda metà del 1600.

 

Cosa pensate si racconterà tra due secoli di questi anni e dei prossimi decenni su un manuale di storia della scuola media? Scriveteci per suggerirci altri scenari possibili, li pubblicheremo sul sito e sulla nostra pagina Facebook, in modo da condividerli con altri lettori. 

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