Microchip, la produzione è strategica

14/05/2020

Intel e la TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.) producono complessivamente quasi il 90% dei microchip di ultima generazione, ma li producono quasi tutti in Cina. Benché usi brevetti americani, la fabbricazione dei microchip per il globo è fatta sostanzialmente in Cina, il che pone in una posizione di dipendenza dalla Cina anche la produzione di tutte le macchine digitali, dai cellulari ai supercomputer. Le aziende venditrici non sono cinesi, i Cinesi stessi comprano i chip dalle aziende proprietarie dei brevetti, però sarebbero in grado di fermarne la produzione, o continuarla in proprio senza pagare royalties sui brevetti. Sembra una follia strategica, ma è così. Ora Intel e TSMC (sta per aggiungersi la Apple) sono in trattativa con il Pentagono e con il governo degli USA per costruire fabbriche di microchip negli stati Uniti. Il governo americano sta sondando anche la disponibilità della coreana Samsung a investire in fabbriche di chip negli USA.

La TSMC opera in società con la Huawei cinese, che perciò dovrebbe essere parte dell’accordo, a dimostrazione di quanto sia oggi difficile separare gli interessi nazionali nel campo dell’alta tecnologia, dopo decenni di integrazione. Per la TSMC è di importanza strategica lavorare con il governo americano, per aver maggiore possibilità di protezione da eventuali futuri attacchi cinesi all’indipendenza politica e militare di Taiwan. L’India, grande concorrente della Cina, ha fatto sapere al governo americano e alle aziende di essere pronta a far ottime condizioni a chi volesse aprire fabbriche di microchip sul proprio territorio.

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