Virus e ordigni, paesaggi contaminati

22/07/2020

Registrazione del primo incontro in presenza dopo i lunghi mesi del lockdown (16 giugno 2020)

 

Alberto Cavaglion, docente di storia e letteratura, esperto di cultura ebraica, delinea le mutazioni nella percezione e descrizione dei paesaggi da parte degli ebrei italiani dalla emancipazione in poi, mettendole in relazione con le nuove contaminazioni cui abbiamo dovuto far fronte negli ultimi mesi.
 
Diventati cittadini liberi nell’Ottocento gli scrittori ebrei italiani hanno manifestato un particolare tipo di patriottismo: il patriottismo del paesaggio. Alberto Cantoni, Angiolo Orvieto, Sabatino Lopez ci hanno donato scorci meravigliosi di luoghi idilliaci e incontaminati, scoperti all’apertura dei cancelli del ghetto. La contaminazione, la metamorfosi definitiva del paesaggio avviene con il fascismo e la narrazione delle persecuzioni razziali. Prima con Svevo, poi con Bassani il “giardino” diventa luogo di morte e di desolazione, ma l’incanto era svanito già tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando nei testi degli scrittori ebrei italiani iniziano a comparire segni che preannunciano le future ombre.

Le indicazioni bibliografiche relative ai testi citati durante la conferenza si trovano nel pdf in calce.

Buona visione!

 

 

 

 

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