L’importanza strategica di Cipro

21/08/2020

Da un saggio apparso su Geopolitical Futures

 

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Cipro ha un posto di rilievo nella politica estera non solo degli stati che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche di potenze lontane. Perché tanto interesse per questa piccola isola? La risposta risiede nella sua geografia, nella sua posizione strategica e nelle risorse naturali di cui dispone.

Situata all’angolo nordorientale del Mar Mediterraneo, Cipro si trova lungo importanti rotte commerciali e accanto ai principali choke point della regione, tra cui lo Stretto del Bosforo e quello dei Dardanelli (che collegano il Mediterraneo al Mar Nero) e il Canale di Suez (che collega il Mediterraneo al Mar Rosso e all’Oceano Indiano). I monti Trodos circondano la capitale Nicosia e le pianure sulla costa, rendendo Cipro un’isola facilmente abitabile e facilmente difendibile.

 

Nel 2011 sono stati scoperti grandi depositi di gas naturale nei fondali del suo mare, dunque Cipro ora fa parte del “triangolo dell’energia” con Israele e la Grecia e partecipa al progetto del gasdotto EastMed che dovrebbe portare il gas naturale del Mediterraneo orientale ai mercati europei.

 

Nonostante la superficie modesta, l’isola è sempre stata al centro delle mire di vicini ambiziosi e potenze rivali: Greci, Fenici, Assiri, Egizi, Romani, Persiani, Achemenidi, Macedoni, Bizantini, Ottomani, Veneziani, Inglesi, Turchi, Russi e Americani.

 

Per le potenze dell’Anatolia Cipro era ed è un baluardo per proteggersi dai Greci dell’Egeo e dalle flotte del Sud Europa, oltre che una potenziale base per operazioni navali nel Mediterraneo occidentale. Avere il controllo di Cipro permise all’Impero Ottomano di diventare una potenza navale in grado di far concorrenza ai Portoghesi e di acquisire il controllo di territori in Africa, nel Golfo Persico e nei Balcani.

 

Per potenze occidentali come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti Cipro è stata un centro logistico essenziale per operazioni militari in Medio Oriente e nel Nord Africa, specialmente in chiave anti sovietica, durante la Guerra fredda. L’interesse russo per Cipro deriva invece dalla necessità di avere libero accesso ai porti chiave Mediterraneo, per questo Mosca ha sempre cercato di stabilire fortissimi legami economici con Cipro.

 

La popolazione cipriota è il risultato di secoli di dominazioni da parte di potenze diverse. I Ciprioti della parte meridionale dell’isola parlano greco, mentre quelli a nord parlano turco. Dal punto di vista religioso, la popolazione è un misto di cristiani ortodossi e musulmani sunniti. Questa varietà demografica ha reso l’isola particolarmente permeabile a influenze esterne. In effetti Cipro non è mai stata davvero autonoma. È indipendente dal 1960, ma soltanto sulla carta. Oltre al Trattato di indipendenza che istituì la Repubblica di Cipro, venne firmato un Trattato di Garanzia che affidò la difesa della sua indipendenza agli stati firmatari: Grecia, Gran Bretagna, Turchia e la stessa Cipro. Alla Gran Bretagna fu anche concesso di mantenere due basi militari, usate per operazioni di intelligence e di logistica e come punto di partenza per operazioni in Medio Oriente e Nord Africa. La competizione tra i diversi garanti raggiunse l’apice nel 1974, quando la giunta militare greca organizzò un colpo di stato insieme alla Guardia Nazionale Cipriota contro il presidente Makarios III. La Turchia reagì invadendo l’isola sulla base dell’impegno assunto nella difesa dell’indipendenza di Cipro. Ne risultò la divisione dell’isola e la nascita della Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC).

 

Ancora oggi Cipro è divisa tra la Repubblica di Cipro a sud, filo-greca, e la TRNC filo-turca a nord. Attraverso la TRNC la Turchia è riuscita a ristabilire l’influenza che un tempo gli Ottomani avevano sull’isola, e la usa per accrescere il proprio potere commerciale, navale, economico e politico sulla regione. La Turchia usa i legami con la TRNC per difendere i suoi interessi nel mercato degli idrocarburi e nelle attività di trivellazione al largo delle coste di Cipro, fatto che il governo greco cipriota considera una violazione della propria sovranità. Ankara ha fatto leva sulla sua influenza a Cipro per aumentare la presenza delle sue navi nel Mediterraneo e sostenere le sue operazioni militari in Libia e in Siria.

 

Anche la Grecia cerca di sfruttare Cipro a favore della propria strategia regionale. Da quando Cipro è diventata membro dell’Unione Europea nel 2004, la Grecia usa l’argomento dell’indebita presenza turca sull’isola per vietare l’accesso della Turchia all’Unione Europea e seminar zizzania tra Ankara e Bruxelles. Atene teme fortemente le conseguenze che una Cipro controllata dai Turchi potrebbe avere sulle sue rivendicazioni marittime, sui suoi progetti energetici e sulla sovranità sulle isole dell’Egeo.

 

Oltre che per lo scontro tra Grecia e Turchia, Cipro ha assunto grande importanza anche per altre questioni regionali. È base logistica essenziale per l’intelligence occidentale e le operazioni militari e antiterrorismo in Medio Oriente. Partecipa a esercitazioni navali congiunte nel Mediterraneo con membri della NATO come Francia, Italia e USA e ha firmato un accordo di difesa bilaterale con la Francia, permettendo alla base navale Evangelos Florakis di ospitare navi da guerra francesi.

 

La Russia cerca di controbattere: ha concesso a Cipro un prestito miliardario e ha fatto grandi investimenti diretti sull’isola. Grazie a questi legami oggi le navi russe possono pattugliare indisturbate le acque cipriote e usare i porti ciprioti a sostegno delle operazioni militari in Siria e in Libia, oltre che per tenere d’occhio le attività americane e turche nella regione.

 

Da secoli Cipro è un’isola piccola e frammentata, contesa tra attori ben più grandi di lei, che cercano maggiore profondità strategica nel Mediterraneo orientale.

 

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