Introduzione all’Africa Occidentale

09/11/2020

A cura di Alessandra Giuffrida

In quanto antropologa, propongo una lettura storica del movimento di popolazioni che, nella lunga durata (Braudel), sono migrate si sono insediate e hanno continuato a muoversi in Africa Occidentale, o sono state deportate come schiavi e rifugiati in dinamiche di espansione commerciale, di invasioni militari e guerre, di persecuzioni razziali e religiose.

La storia di questa regione ha un epicentro nell’attuale stato del Mali, attraversato dal fiume Niger, il cui corso singolare a mezza luna parte dallo stato della Guinea, sale a nord del Mali formando un’ansa conosciuta come il delta interno del Niger, per ridiscendere a sud attraverso lo stato del Niger al confine col Benin e sfociare nel delta del Golfo di Guinea in Nigeria. I confini del Mali sono sempre stati oggetto di contesa e sono mutati nel tempo. Il tema della mobilità umana servirà da ponte tra il contesto storico e geografico perché nella lunga durata la mobilità migratoria continua a essere una dinamica strutturante di questa come di altre regioni del mondo.

L’Africa Occidentale si configura ancora oggi come un mosaico di etnie poiché il modello dello stato nazione esportato dalle potenze coloniali non può corrispondere alle modalità di organizzazione sociale, politica ed economica africane. Con la colonizzazione francese del XIX secolo gruppi politico-territoriali a base etnica con una loro organizzazione politica interna sono stati divisi da frontiere artificiali. Questo ha scatenato resistenze nei confronti dell’esercito e dell’amministrazione coloniali e ha acceso nuovi conflitti tra etnie che tendevano a specializzarsi in diverse attività economiche, ognuna delle quali richiedeva diversi tipi di mobilità migratoria e diverso uso della terra, influendo perciò sul tipo di organizzazione interna a ogni etnia. Per esempio, i pescatori e gli allevatori di bestiame richiedevano maggiore mobilità per usufruire delle variazioni pluviometriche determinate dalla piena del fiume Niger e della disponibilità di pascoli.

Durante l’ultima guerra in Mali, in assenza dell’esercito dello stato maliano, molti gruppi armati si sono riorganizzati militarmente su base etnica, tra questi i Mauri, i Tuareg, i Dogon, i Songhay, i Fulani anche conosciuti come Peul. Questi gruppi occupano territori che attraversano diverse frontiere degli stati dell’Africa Occidentale. Ad esempio i Fulani o Peul, i Mauri che parlano Hassanya, i Tuareg che parlano vari dialetti di Berbero (Tamasheq, Tamajek, Tamajak) o i Diyula, la casta di commercianti Soninke e Bambara che si sono dispersi in una vera e propria diaspora a sud del fiume Niger dopo il declino del regno del Mali. La loro distribuzione geografica ha radici storiche che mostrano quanto sia difficile pensare a questa regione come uno stato delimitato da frontiere politiche per essere governato come uno stato-nazione.

Una caratteristica che accomuna tutte queste etnie è la stratificazione sociale che in passato era costituita da una maggioranza di schiavi, seguita dalla casta degli artigiani e dei tributari, nella quale rientravano tutti coloro che avevano uno statuto libero e prestavano il loro servizio e alleanza alla casta guerriera. Tra questi uomini liberi ma tributari rientrano anche i religiosi, i quali dopo l’islamizzazione formarono un nuovo strato sociale. Il loro ruolo spaziava dall’insegnamento del corano in arabo a quello di giudici che introdussero e applicarono l’ordinamento giuridico malekita tra tutte le etnie. La prima forma di islamizzazione dell’Africa Occidentale avvenne attraverso le migrazioni dei mercanti arabi e berberi dal nord-est dell’Africa verso sud-ovest attraverso il Sahara e il Sahel, e quelle meno citate e conosciute dei Wolof e dei Diyula dal sud del fiume Niger verso il golfo di Guinea. Nell’insieme queste migrazioni di carattere mercantile contribuirono alla diffusione pacifica dell’islam fino alla jihad dei Peul del XIX secolo, che imposero con la forza una versione radicale dell’islam sunnita dal Senegal fino all’attuale Nigeria. 

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