La Cina coglie opportunità economiche a basso costo in Afghanistan

16/01/2023

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Il 5 gennaio il governo afgano ha annunciato la firma di un accordo per l'estrazione di petrolio con una società cinese, alla presenza dell'ambasciatore cinese in Afghanistan, Wang Yu, e del ministro delle miniere e del petrolio dell'Afghanistan, Shahbuddin Dilawa. In base all'accordo, Xinjiang Central Asia Petroleum and Gas Co. (CAPEIC) estrarrà petrolio dal bacino dell'Amu Darya. È il primo grande investimento in Afghanistan da quando i talebani sono tornati al potere, ad agosto 2021. L'accordo rimarrà in vigore per 25 anni e prevede investimenti cinesi fino a 540 milioni di dollari. I primi tre anni saranno una fase di esplorazione. Secondo quanto riferito, la Cina costruirà anche una raffineria in Afghanistan. Le tre province settentrionali dell'Afghanistan di Sar-e-Pol, Jowzjan e Faryab fanno parte del progetto. Secondo il governo guidato dai talebani, il progetto creerà 3.000 posti di lavoro nella regione. Nonostante sia un investimento minore da parte della Cina, è un risultato importante per ridurre l’isolamento internazionale dell’Afghanistan talebano.

Le riserve di petrolio nel bacino del fiume Amu Darya sono stimate a 87 milioni di barili di greggio, una quantità modesta rispetto a quella dei giacimenti di altre parti del mondo. La società statale cinese China National Petroleum Corp. (CNPC) aveva firmato un accordo simile con il precedente governo afgano, sostenuto dall'Occidente, nel 2011. Il progetto non è mai decollato a causa di problemi logistici e di sicurezza, che permangono anche oggi. La China Metallurgical Group Corp. (MCC) si è assicurata i diritti per estrarre il rame nella provincia di Logar in Afghanistan, che si trova a soli 30 chilometri a sud di Kabul, fin dal 2008, ma il progetto è ancora bloccato da vincoli logistici e di sicurezza.

L'Afghanistan ha una significativa ricchezza mineraria che rimane inesplorata a causa dell’insicurezza e dell'instabilità politica. Ha giacimenti di minerale di ferro, rame, litio, oro, pietre preziose e idrocarburi. Le riserve di litio dell'Afghanistan pare siano maggiori di quelle della Bolivia, che attualmente detiene il primato. La Cina è particolarmente interessata a rame, minerale di ferro e litio, che hanno applicazioni critiche per le batterie di accumulo e i veicoli elettrici. Inoltre l'Afghanistan è il nodo di collegamento fra Asia occidentale, Asia centrale e Asia meridionale.

La Cina è l'unico contendente per gli investimenti in Afghanistan grazie alle sue capacità economiche e ad esperienze simili in altri paesi in via di sviluppo, in particolare nel sud del mondo. Pakistan e Cina hanno discusso il potenziale ingresso dell'Afghanistan nel corridoio economico Cina-Pakistan, che è il progetto di punta della BRI (Belt and Road Initiative).

Il gruppo armato dello Stato islamico Khorasan (ISKP) è il pericolo maggiore per Kabul, perché ha condotto attacchi per tutto il 2022 e pare che stia aumentando di capacità. Un'altra potenziale minaccia per gli investimenti cinesi potrebbe derivare da gruppi come il National Resistance Front, composto da alleanze di minoranze etniche nelle regioni settentrionali, che combattono per un Afghanistan democratico e decentralizzato. A febbraio del 2022 i militanti dell'ISKP rivendicarono l’attacco a un hotel a Kabul frequentato da Cinesi, che ferì cinque persone. L'attacco aveva lo scopo di spaventare gli investitori stranieri in Afghanistan e mettere a repentaglio gli sforzi dei talebani per governare il paese. Diversi progetti cinesi hanno subito ritardi e interruzioni anche in Pakistan a causa di minacce simili da parte di gruppi armati. I frequenti scontri che provocano la chiusura delle frontiere tra Afghanistan e Pakistan complicano la sicurezza delle operazioni di trasporto terrestre.

L'Afghanistan è un paese senza sbocco sul mare, con una topografia difficile; non ha un sistema ferroviario funzionale oltre al tratto di Mazar-el-Sharif, nella provincia di Balkh, vicino al confine con l’Uzbekistan. Il paese inoltre non dispone di centrali elettriche ed è quasi completamente dipendente dalle importazioni di elettricità dai paesi vicini. Pertanto i progetti di estrazione mineraria che richiedono il trasporto di minerali e macchinari richiederanno molto tempo per essere attuati. 

A causa di questi vincoli, la Cina eviterà di impegnare risorse umane e monetarie su larga scala. A breve termine investirà in progetti ridotti e a basso rischio per studiare la fattibilità di investimenti su scala più ampia. L’inizio degli investimenti cinesi potrebbe però spingere i paesi della regione a sviluppare progetti di connettività attraverso l'Afghanistan, che rafforzerebbero sia le finanze sia l’immagine del governo talebano. 

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