Un inverno al gelo
in Europa

09/01/2009

8 gennaio 2009 La Russia ha rinnovato la sfida sul gas naturale chiudendo completamente i rubinetti del gas diretti verso l’Ucraina – e di conseguenza verso l’Europa. La battaglia dura ormai da una settimana e diversi paesi dell’Europa orientale e occidentale iniziano a pagarne le conseguenze.   Nel 2006 Mosca tagliò i rifornimenti all’Ucraina, ma non completamente, e la sfida durò solo pochi giorni, così l’impatto fu minore. La Russia di fatto voleva dare un avvertimento a Kiev ed all’Unione Europea: l’Ucraina doveva ritornare sotto il controllo di Mosca.   L’attuale crisi è simile, ma più grave: alcuni paesi europei - Serbia, Bulgaria, Macedonia e Bosnia – hanno chiuso i complessi industriali e hanno tagliato il riscaldamento, proprio ora che un fronte artico è arrivato sul continente. Per ora l’interruzione dei rifornimenti di gas ha colpito solo i paesi europei meno influenti, ma presto anche i paesi continentali come la Germania potrebbero risentirne.   L’Europa non può sopportare un taglio simile molto a lungo: nonostante siano stati studiati diversi piani per la diversificazione delle fonti approvvigionamento, in realtà l’Europa continua a dipendere dal gas russo e la situazione non cambierà a breve termine. Dopo diverse minacce e accuse da parte dei paesi europei alla Russia, nulla è cambiato.   L’Europa sa che per venire incontro alla Russia dovrà rinunciare all’Ucraina. Probabilmente Mosca in futuro si spingerà oltre, in quanto ha ancora molta strada da fare per emergere come potenza in grado di controbilanciare gli Stati Uniti. Ma al momento ha un unico obiettivo e quasi certamente riuscirà a raggiungerlo.   Fonte: Strategic Forecast

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