L’affare Israilov
ennesimo omicidio politico

30/01/2009

tratto da un saggio di Fred Burton e Ben West per Strategic Forecast   22 gennaio 2009   Umar Israilov, rifugiato politico ceceno di ventisette anni che viveva a Vienna, è stato assassinato da due sicari il 13 gennaio scorso. La polizia austriaca ha fermato un uomo legato alla malavita locale, ma è probabile che i criminali abbiano agito per ordine del presidente ceceno Ramzan Kadyrov - con l’approvazione del Cremlino. Israilov era un duro critico di Kadyrov e del primo ministro russo, Vladimir Putin, e in passato aveva espresso più volte preoccupazioni per la propria sicurezza e per quella della sua famiglia.    Israilov aveva combattuto durante la seconda guerra cecena contro le truppe russe. Successivamente divenne guardia del corpo di Kadyrov, che al tempo guidava la milizia di suo padre, Akhmed Kadyrov, poi futuro presidente della Cecenia. Nel 2004 Israilov ruppe con il suo capo, che decise di punirlo torturandolo con scariche elettriche. Riuscì a scappare in Occidente e trovò rifugio in Austria.    Una volta in Europa, Israilov rilasciò numerose interviste in cui denunciava i barbari metodi di governo di Ramzan Kadyrov, e si rivolse anche alla Corte dei Diritti Umani di Strasburgo.   Il presidente ceceno ha preso le distanze dall’omicidio, asserendo che Israilov non era una minaccia per la Cecenia. Tuttavia l’assassinio potrebbe servire da esempio per gli oppositori che vivono all’estero. In Cecenia i dissidenti di solito scompaiono in circostanze misteriose, ma questa è la prima volta che viene assassinato un oppositore all’estero. Tale atto efferato mira probabilmente a mettere in evidenza la vulnerabilità dei dissidenti ceceni.   L’uomo trattenuto per l’omicidio è un Ceceno che vive in Austria da diversi anni, sotto il nome di Otto Kaltenbrunner. Per ora non è stato accusato di nulla, ma l’auto con cui sono fuggiti i sicari era registrata a suo nome: si può quindi dedurre che l’omicidio sia opera del crimine organizzato ceceno, che ha una rete piuttosto sviluppata in Europa e nel Caucaso.   Le guerre cecene sono un argomento tabù sia per i Ceceni che per i Russi. Coloro che rievocano i torti passati vengono accusati di minare la stabilità di Cecenia, che dipende dall’alleanza fra Putin e Kadyrov, e spesso vengono assassinati. Qui di seguito pubblichiamo una serie di morti sospette:   Anna Politkivskaya, ottobre 2006, giornalista, critica del Cremlino, stava per pubblicare una serie di documenti un cui accusava la politica del governo in Cecenia; Alezander Litvinenko, novembre 2006, ex agente del KGB fuggito nel Regno Unito, aveva pubblicato un libro sulle attività dei servizi segreti volute da Putin, fu avvelenato con il Polonio 210; Ivan Safronov, marzo 2007, giornalista critico dell’esercito russo, accusato di aver dato informazioni militari ai partiti stranieri, morì suicida dopo essersi gettato dal quinto piano di un palazzo – alcuni testimoni sostengono di aver visto qualcuno che lo gettava nel vuoto; Oleg Zhukovsky, dicembre 2007, amministratore della banca VTB che al momento della sua morte stava per essere rilevata dal governo, annegò nella sua piscina in circostanze misteriose; Arkady Patarkatsishvili, febbraio 2008, ricco uomo d’affari russo-georgiano, attivista politico in Georgia, morì di complicazioni coronariche in Inghilterra. La famiglia e il governo georgiano hanno accusato i servizi segreti russi di averlo avvelenato; Leonid Rozhetskin, marzo 2008, finanziere internazionale e avvocato, possedeva azioni in aziende strategiche, come nel colosso telefonico MegaFon. Scomparve in Lettonia dopo aver perso il sostegno del Cremlino in un’operazione di vendita di beni a diversi ministri, fra cui figuravano ex-agenti dei servizi segreti russi; Paul Klebnikov, marzo 2008, editore della versione russa di Forbes, ucciso da un colpo d’arma da fuoco mentre si recava in una stazione della metropolitana; Rusland Yamadayev, settembre 2008, leader militare ceceno ed ex-membro della Duma, ucciso nella sua auto mentre si recava al Cremlino; Stanislav Markelov, gennaio 2009, prominente avvocato russo che aveva processato un colonnello ceceno colpevole di aver ucciso una donna cecena, assassinato insieme a un giornalista in pieno giorno in una strada vicina al Cremlino. Si occupava del caso Politkovskaya.  

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