Ruanda: storia e politica

04/02/2009

Il Ruanda è uno dei paesi più poveri dell’Africa sub-sahariana. La popolazione è composta principalmente da due gruppi etnici, i Tutsi (circa il 14%), economicamente e politicamente dominanti fino al 1961, e gli Hutu (85%) cui passò il potere al momento dell’indipendenza. Poco dopo l’indipendenza, molti Tutsi ruandesi lasciarono il Ruanda e si rifugiarono in Uganda. Per decenni il Ruanda ha sofferto a causa di scontri etnici periodici dove perirono centinaia di migliaia di persone. Nel 1990 il Fronte Patriottico Ruandese (FPR) lanciò un’offensiva militare dall’Uganda contro le truppe governative del Ruanda. Queste riuscirono a ricacciare indietro il FPR e lo costrinsero a scappare sulle montagne. Nel 1993, dopo una serie di tentativi falliti, il FPR e il governo del Ruanda raggiunsero finalmente un accordo in Tanzania, l’Accordo di Pace di Arusha. Nell’aprile del 1994, i presidenti di Ruanda e Burundi furono uccisi insieme ad altri membri del governo − il loro aereo venne abbattuto mentre atterrava a Kigali, capitale del Ruanda. L’esercito ruandese e le milizie Hutu iniziarono a massacrare i Tutsi e gli Hutu moderati dell’opposizione. Nelle prime dieci settimane vennero uccise circa 1.000.000 di persone, per la maggior parte Tutsi, che vennero trucidati dalle forze governative e dalla milizia Intehamwe. Dopo che le truppe del FPR ebbero preso il controllo di Kigali e cacciato il governo Hutu (luglio 1994), milioni di profughi Hutu scapparono nella vicina Repubblica Democratica del Congo (a quel tempo Zaire). Nel 1996 la maggior parte dei profughi ritornò a casa dopo che le truppe del FPR ebbero attaccato le milizie e le ex-truppe governative all’interno del Congo. In seguito all’intervento delle armate ruandesi in Zaire/Congo il presidente dello Zaire Mobutu Sese Seko venne cacciato. Il leader rivoluzionario Laurent Kabila divenne presidente del Congo con l’aiuto del governo del Ruanda, del FPR e dell’Uganda. Ma la violenza in Congo perdurò fino alla fine degli anni ’90. Il Ruanda è tuttora etnicamente diviso e il genocidio del 1994 è ancora ben presente nelle menti dei sopravvissuti – e dei carnefici. Ma l’odio dei Tutsi sembra essere diminuito, soprattutto grazie agli sforzi per la riconciliazione effettuati dal governo. Nel 2000 il presidente Hutu Pasteur Bizimungu, figura di rilievo del FPR al potere, diede le dimissioni protestando per la eccessiva presenza di Tutsi all’interno del governo. Ma la causa di Bizimungu non ebbe molto seguito. Nell’aprile del 2000, un mese dopo le sue dimissioni, la legislatura ruandese elesse alla presidenza il generale Paul Kagame, già ministro della difesa e vicepresidente dal luglio del 1994.  

 

Condizioni politiche  

Nel marzo del 2001 in Ruanda si tennero le prime libere elezioni dopo oltre 30 anni. Le elezioni vennero monitorate da 200 osservatori internazionali e la percentuale di votanti fu del 90%. Fra il maggio e l’agosto del 2002 il governo organizzò centinaia di incontri nel paese, cercando di spingere la popolazione ruandese a partecipare alla stesura di una bozza di costituzione. Tale bozza venne poi approvata da un referendum nel maggio del 2003. Nell’Agosto del 2003 si tennero le prime elezioni presidenziali multipartitiche dopo decenni: il presidente Kagame (foto a lato) ottenne il 95% dei voti, mentre il suo rivale, Faustin Twagiramungu, ottenne il 3,6%. Twagiramungu dichiarò che le elezioni erano state falsate da atti intimidatori. Anche gli osservatori dell’Unione Europea notarono le irregolarità e denunciarono le intimidazioni. Ma l’appoggio al presidente Kagame e al FPR era comunque diffuso, indipendentemente dall’appartenenza etnica. Il FPR era infatti ben organizzato e finanziato, mentre i partiti dell’opposizione non avevano un programma chiaro. Nel settembre del 2008 si tennero le elezioni dell’Assemblea Nazionale e il FPR conquistò la maggioranza dei seggi. Le donne ottennero la maggioranza (56,2%) e nell’ottobre del 2008 il parlamento ebbe così il primo portavoce donna. Le prossime elezioni presidenziali sono state fissate per il 2010.  Sicuramente il FPR è la forza politica dominante del paese, anche se vi sono altri partiti politici d’opposizione: il presidente Kagame rimane un leader forte e finora nessuno all’interno del partito lo ha mai sfidato. Ma diversi membri degli altri partiti politici ricoprono cariche governative rilevanti – ad esempio la carica di primo ministro, ministro della giustizia e ministro della sicurezza interna. Il Ruanda ha un parlamento con la più alta percentuale femminile del mondo e le donne ricoprono cariche importanti – anche quella di primo ministro. Nel 2008 il presidente ha effettuato un rimpasto di governo e ha confiscato la terra ai militari per ridistribuirla ai contadini.  

 

Diritti umani  

Secondo diversi analisti le condizioni dei diritti umani sono piuttosto arretrate, nonostante i recenti miglioramenti. Nel 2001 il governo decise di istituire un sistema giudiziario di nome Gacaca per risolvere i casi legati al genocidio del 1994. Molti sospettati sono stati rilasciati, ma il lavoro non è ancora terminato. Nel marzo del 2008 il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda ha firmato un accordo con il governo sicché i sospettati del genocidio del 1994 venissero rimpatriati e processati in Ruanda. A giugno del 2008 la Gran Bretagna ha concesso l’estradizione di quattro Ruandesi accusati di genocidio. A novembre del 2008 le autorità tedesche hanno rilasciato il segretario generale delle Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda (FDLR), Callixte Mbarushimana, arrestato a Francoforte nel 2008. Il FDLR, composto da ex-ufficiali dell’esercito ruandesi e da altri miliziani, è stato accusato di essere la mente dietro al genocidio del 1994.  Il dipartimento di stato statunitense ha deplorato il rilascio e ha accusato il gruppo di essere responsabile anche dell’instabilità del Congo orientale. Una settimana dopo le autorità tedesche hanno arrestato un membro ufficiale del governo ruandese, Rose Kabuye, dopo che un giudice francese aveva emesso un mandato di cattura per alcuni leader ruandesi, accusati di aver abbattuto l’aereo dove erano presenti i presidenti di Ruanda e Burundi nel 1994. Rose Kabuye, colpevole di aver partecipato al genocidio nella sua ultima fase, ha ricoperto diverse cariche di rilievo nel governo ruandese. Il governo del Ruanda ha condannato l’arresto e ha espulso l’ambasciatore tedesco. Nel novembre del 2008 Rose Kabuye è stata trasferita in Francia per l’inizio del processo.  

 

Condizioni economiche  

L’economia ruandese si basa principalmente su un’agricoltura di sussistenza: più dell’85% della forza lavoro è impiegata nel settore agricolo. Nel 2007 l’agricoltura contribuiva per il 36,2% al PIL e le esportazioni per il 40,2%. Nel 2008 il tasso di crescita era del 6% circa, secondo le previsioni dovrebbe raggiungere il 6,3% nel 2009 e il 6,5% nel 2010.  Il governo del Ruanda negli ultimi anni ha messo in atto una serie di riforme economiche, specialmente nel settore bancario, e diverse aziende governative sono state vendute ai privati, compresa la compagnia telefonica del Ruanda.   

 

Implicazioni regionali: i rapporti con il Congo  

Le relazioni fra il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo sono migliorate negli ultimi anni e i due paesi cooperano su diverse tematiche, fra cui la sicurezza. Il Ruanda ha cercato di facilitare i rapporti fra il governo Kabila e alcuni gruppi politici del Congo su questioni riguardanti le elezioni del 2006. Nel novembre del 2007 i governi della Repubblica Democratica e del Ruanda hanno firmato un accordo in Kenya per un “approccio comune alla minaccia contro la pace e la stabilità” nella regione dei Grandi Laghi. Tutti i partiti decisero di bloccare gli aiuti politici e militari ai gruppi armati della regione: il governo della RDC acconsentì a disarmare l’ex-FAR (Forze Armate del Ruanda) e la milizia Interhamwhe e a consegnare alcuni individui al governo del Ruanda. Secondo l’accordo coloro che non volevano rientrare in Ruanda sarebbero stati sistemati in un campo lontano dal confine fino a soluzione definitiva.  

Nell’ottobre del 2008 le forze del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo Congolese (CNDP), guidate dal generale Laurent Nkunda, hanno lanciato un’offensiva contro le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC) nel Congo orientale. Il generale si considera alleato del Ruanda e sostiene di essere intervenuto per proteggere la sua comunità dalle FDLR e dalle forze congolesi. In pochi giorni il CNDP ha conquistato alcune piccole città e le forze congolesi si sono ritirate. Anche l’ONU ha ritirato le sue forze da alcune zone, deviandole verso Goma. Alla fine di ottobre il generale Nkunda ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale e si è fermato alle porte di Goma. A parte alcune scaramucce, il conflitto non si è esteso in altre parti del Congo. All’inizio il governo di Kinshasa ha accusato il Ruanda di appoggiare Nkunda, che nel 1994 aveva combattuto a fianco del FPR, ma ha poi ritrattato: infatti le truppe ruandesi, collocate lungo il confine con la Repubblica Democratica del Congo, hanno immediatamente affermato di non essere penetrate in territorio congolese – notizia confermata dagli Stati Uniti e dall’ONU. La vicenda si è conclusa il 23 gennaio 2009: con un’operazione congiunta gli eserciti di Congo e Ruanda hanno arrestato il leader dei ribelli Tutsi mentre fuggiva in territorio ruandese.  

 

I rapporti con gli Stati Uniti  

Le relazioni fra Stati Uniti e Ruanda sono piuttosto buone. Nel febbraio del 2008 il presidente Bush ha fatto visita al Ruanda e ha aperto una nuova ambasciata a Kigali. Inoltre ha lodato il paese per gli sforzi effettuati in Darfur e per la lotta contro il terrorismo. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno aiutato considerevolmente il Ruanda, specialmente nel settore sanitario: nel 2007 hanno versato al Ruanda 140,4 milioni di dollari, mentre nel 2008 ne hanno versati 152,7 milioni. Grazie ai contributi statunitensi sono stati avviati di recente nuovi programmi per l’estensione dei diritti politici e della libertà civile, e le riforme di cui il Ruanda ha ancora bisogno.

 

Fonte: Ted Dagne, Human Security Gateway, curato da Meinero Davide

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