Il Balucistan:
nazionalismo e ricerca dell'indipendenza

12/02/2009

Introduzione a “The Resurgence of Baluch Nationalism”, di Frederic Grare, Carnegie Endowment for Peace, a cura di Davide Meinero   10 febbraio 2009   La provincia del Balucistan, che si estende fra Iran, Afghanistan e Pakistan, è abitato da circa 8 milioni di persone ed è economicamente ricca, in quanto ospita una consistente quantità di risorse naturali, come carbone, oro, rame, argento, platino, alluminio e soprattutto uranio. La parte pakistana del Balucistan rappresenta il 43% del territorio del Pakistan. In questa provincia si produce il 36% del gas nazionale e in futuro potrebbero scorrere gasdotti di collegamento fra Turkmenistan, Iran e India.   Il Balucistan si trova in posizione strategica: la maggior parte delle operazioni militari degli Occidentali in Afghanistan vengono lanciate dalle basi di Pasni e Dalbandian in territorio baluco. In caso di maggiore difficoltà, Washington e i suoi alleati potrebbero fare leva sul nazionalismo dei Baluci, che si oppongono da sempre ai mullah e ai Talebani, per esercitare maggiore pressione su Islamabad e su Teheran.   Anche la costa del Balucistan si trova in posizione strategica: due delle tre importanti basi navali pakistane – Ormara e Gwadar – si trovano qui e Gwadar, situata sullo stretto di Hormuz -all’ingresso del Golfo Persico - presto dovrebbe essere dotata di un porto commerciale, che sarà costruito grazie agli investimenti cinesi. Sono inoltre in corso i lavori per la costruzione di strade e ferrovie che dovrebbero collegare Gwadar all’Afghanistan e all’Asia centrale.   I Baluci nutrono però un forte astio verso lo stato centrale pakistano e hanno combattuto in passato diverse battaglie per ottenere una maggiore indipendenza: nel 1948, 1958 e 1973. Negli ultimi anni la tensione è nuovamente cresciuta e i Baluci hanno ripreso la lotta contro il governo centrale. Sin dalla fondazione del Pakistan, i vari governi hanno cercato di reprimere le aspirazioni nazionaliste dei Baluci, che dal canto loro si lamentano per il mancato sviluppo economico e sociale della regione – nonostante la ricca presenza di risorse naturali – e criticano la leadership centrale per avere sempre escluso le autorità locali e la popolazione dalle decisioni riguardanti i principali progetti regionali – come la costruzione del porto di Gwadar.    Le aspirazioni di indipendenza degli ultimi anni di dominio del Raj britannico sono state disattese dopo la nascita del Pakistan e l’annessione al nuovo stato nel 1947. Negli anni ’60 il movimento nazionalista del Balucistan ha preso consapevolezza di sé stesso e si è radicalizzato, imitando altri movimenti di liberazione di stampo marxista-leninista. Fra il 1973 e il 1977 il Fronte di Liberazione della Popolazione Baluca ha dato vita ad una violenta insurrezione prima di essere sconfitto dall’esercito nazionale. Le tensioni sono cresciute nuovamente nel 2005 e tuttora i Baluci vogliono portare all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale la loro causa.   Sicuramente senza un aiuto dall’esterno i Baluci non riusciranno a prevalere sul governo centrale pakistano, che può contare sulla superiorità militare. Molti analisti ritengono che i nazionalisti Baluci stiano cercando di rafforzare la propria posizione per trattare con Islamabad e ottenere un certo livello d’autonomia. Per evitare lo scoppio di una nuova guerra civile il governo pakistano dovrà comunque venire incontro ad alcune rivendicazioni baluche.   Per visualizzare l’approfondimento sul nazionalismo dei Baluci cliccare qui: 
http://www.carnegieendowment.org/publications/index.cfm?fa=view&id=17865&prog=zgp&proj=zsa

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