Il Tagikistan
e i rapporti con Mosca

26/02/2009

24 febbraio 2009   Il presidente tagiko Rakhmon e il presidente russo Medvedev si incontrano oggi a Mosca. I rapporti fra i due capi di stato non sono buoni. Probabilmente la Russia tenterà di tranquillizzare il Tagikistan promettendo assistenza finanziaria nella costruzione della diga di Rogun. Rakhmon si aspetta inoltre che i Russi inizino a pagare un affitto per la base militare che si trova su suolo tagiko.   Recentemente Mosca è riuscita a riportare nella propria orbita il Kirghizistan, che sta pensando di chiudere la base militare statunitense sita all’interno del paese, e ora rivolge la sua attenzione al Tagikistan.     Il Tagikistan è sull’orlo del collasso economico ed ha un disperato bisogno di liquidi. Dopo che la Russia e l’Uzbekistan avevano firmato a gennaio alcuni accordi che minavano gli interessi tagiki, Rakhmon si è rivolto agli Stati Uniti offrendo loro la possibilità di far passare nel paese i rifornimenti diretti in Afghanistan.   Per evitare uno scenario simile Mosca ha deciso di correre ai ripari e ricucire con il governo tagiko. La diga Rogun è considerata dal leader del Tagikistan un’opera indispensabile per lo sviluppo economico del paese. Al momento i lavori proseguono lentamente a causa della mancanza di capitali, ma con l’aiuto dei Cremlino la situazione potrebbe migliorare.   I Russi hanno da poco concluso accordi lucrosi con gli Stati Uniti sui rifornimenti diretti in Afghanistan, offrendo loro basi nella stessa Russia e in Uzbekistan, paese che il Tagikistan considera ostile sin da quando Stalin sparpagliò popolazioni uzbeke (di ceppo turco) e popolazioni tagike (di ceppo persiano) in due stati diversi e attribuì all'Uzbekistan confini geografici e risorse naturali vantaggiose, penalizzando il Tagikistan. I rifornimenti (non militari) per gli Stati Uniti raggiungeranno l'Afghanistan attraverso la Lettonia, la Russia, il Kazakistan e l’Uzbekistan. Il Tagikistan è l'unico paese della regione al momento escluso dai possibili benefici economici della collaborazione con gli Stati Uniti.
Fonte: Radio Free Europe/Free Liberty & Strategic Forecast

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