Stoccolma
alla guida dell'Unione Europea

03/07/2009

Il primo luglio 2009 è stata affidata alla Svezia la presidenza di turno dell’Unione Europea. Sono molti i problemi da affrontare, dalla crisi finanziaria alla ratifica del Trattato di Lisbona, all’ampliamento dell’Unione, etc. Ma la soluzione dei problemi non è nelle mani della presidenza, che ha soltanto il potere di determinare l’agenda, il calendario degli argomenti da affrontare.    È probabile che la Svezia userà questo potere per promuovere i propri interessi nei paesi baltici.    Alcuni secoli fa la Svezia era una delle maggiori potenze d’Europa e dominava la regione del Mar Baltico, almeno fino alla guerra del 1809, quando la Russia si impossessò dell’attuale Finlandia trasformandola in un granducato russo. Ma a partire dalla Guerra Fredda la Svezia, grazie alla sua posizione di cerniera fra la NATO e la Russia, ha ricominciato a riconquistare influenza sugli stati baltici della regione attraverso  l’economia.     La Svezia vuole ridurre la totale dipendenza degli stati baltici dall’energia russa per liberarli dal potere di ricatto di Mosca. Quindi con ogni probabilità durante la sua presidenza cercherà di influenzare la Commissione Europea perché dia priorità al progetto, firmato il 17 giugno scorso, di costruire un sistema di distribuzione di elettricità e di gas dall’Europa centrale agli stati baltici. Questo ambizioso progetto, che dovrebbe costare 500 milioni di euro,  permetterà a Lettonia, Estonia e Lituania di essere parzialmente al riparo dalla minaccia russa di sospendere le forniture di energia in caso di cattivi rapporti politici.     Il difficile sarà convincere gli altri paesi dell’UE che in questo momento finanziare iniziative in favore dei paesi baltici è anche una loro priorità.   Stoccolma è vicina alla NATO e sta contemplando l’idea di entrare nell’Alleanza, il che ha irritato molto la Russia, che ha mantenuto salda la presa sul Baltico per quasi duecento anni e non vuole rinunciarvi.   Fonte: Strategic Forecast

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