La politica internazionale del Vietnam

13/06/2012

Dopo la fine dell’occupazione francese del Vietnam nel 1945 e la stabilizzazione del confine con la Cina a nord, il Vietnam bada a difendersi da eventuali nemici sul mare.

Il Vietnam è un paese sottile e lungo, con la popolazione raggruppata alle due estremità del paese, sul fiume Rosso a nord e sul Mekong a sud, dove si trovano le grandi città: Hanoi e Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon.  

L’unità del paese è garantita solo dalla sottile striscia di terra, scarsamente popolata, che si estende fra le due regioni. 

Il Laos e la Cambogia, stati economicamente deboli e incapaci di confrontarsi con il Vietnam, funzionano da stati cuscinetto sul confine occidentale del Vietnam. A est la costa vietnamita  si apre sul Mar Cinese meridionale, dove si trovano due arcipelaghi importanti per  la difesa del Vietnam sul mare: le isole Paracelso e le Spratly. 

Nel 1974 le truppe sud vietnamite vennero sconfitte dai Cinesi durante un tentativo di  conquistare le isole Paracelso. Ma poco tempo dopo fu il Vietnam del Nord ad invadere le  Spratly e ad annetterle per tener lontani i Cinesi.

I due arcipelaghi sono importanti anche perché le acque adiacenti sono ricche di giacimenti di petrolio. Il Vietnam con gli introiti dell’esportazione del greggio – $5 miliardi nel 2010 – riesce quasi a coprire i costi dell’importazione del petrolio già raffinato che deve importare. Anche la pesca nel Mar Cinese meridionale è un’importante fonte di reddito per il Vietnam: nel 2010 Hanoi ha esportato frutti di mare – per lo più gamberi – per $3,6 miliardi.

La riserva petrolifera offshore di Bach Ho, scoperta nel 1975, è la maggiore del paese, ma  ha quasi esaurito il suo potenziale, perciò Hanoi deve esplorare nuovi giacimenti per evitare il calo delle entrate. Le navi militari cinesi però ostacolano costantemente le attività del Vietnam nelle acque della regione. Il Vietnam è uno degli stati  più forti nella regione, ma le sue potenzialità sono limitate:  ha un PIL di circa $122 miliardi (dati del 2011), pari al PIL di una piccola provincia cinese,  inferiore al PIL del Chongqing, meno della metà del PIL delle province di Pechino e Shanghai nonostante la popolazione vietnamita sia pari a quella delle tre provincie cinesi messe insieme.

Questa condizione di tensione con la Cina induce il Vietnam a intessere legami politici e militari con gli USA, che mirano a insediare la propria marina militare presso la baia di Cam Rahn. Hanoi coltiva anche i legami con la Russia, l’India e i paesi dell’ASEAN. I legami con la Russia sono di vecchia data: l’equipaggiamento bellico del Vitenam è di fabbricazione russa. Con l’India i legami sono migliorati al punto che i due paesi organizzano esercitazioni militari congiunte nella giungla e sugli oceani.

Il Vietnam è al centro di interessi globali che si intersecano nel sudest asiatico: solo sfruttando la sua posizione vantaggiosa e mantenendosi in equilibrio con tutti gli attori regionali ha la possibilità di ritagliarsi un certo margine di indipendenza e accrescere la propria forza economica.

Davide Meinero

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