La Francia e le ex colonie in Africa

15/12/2013

Il governo francese ha recentemente dichiarato di voler raddoppiare gli scambi commerciali con l'Africa nel giro di 5 anni. La mappa in alto mostra le colonie francesi in Africa all’inizio del 1900. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Parigi considerò di importanza strategica il mantenimento di stretti legami economici, politici e militari con le sue ex-colonie africane. La strategia si articolò in tre obiettivi: mantenere l’accesso privilegiato alle materie prime delle ex colonie; mantenere un ruolo di peso sulla scena internazionale grazie alle alleanze con le ex colonie; mantenere una presenza militare nelle ex colonie per difendere i propri interessi politici ed economici.

La Francia ha una presenza militare costante in Costa d'Avorio, Chad, Senegal, Gabon, Gibuti e le isole Mayotte e Réunion (tutt'ora territori francesi). Inoltre ha accordi di difesa con 8 nazioni (Camerun, Repubblica Centrafricana, Comore, Costa d'Avorio, Gibuti, Gabon, Senegal e Togo) e 16 accordi di cooperazione tecnica. Secondo i dati del Ministero della Difesa francese, la maggioranza del personale militare francese di stanza all'estero è in Africa. La Francia è anche in prima linea per gli aiuti allo sviluppo, ed ha una fitta rete di ambasciate e consolati.

La Francia è il primo partner commerciale dell'Algeria per le importazioni e il quarto per le esportazioni. Anche economie più piccole come il Mali e la Repubblica Centrafricana  paesi in cui la Francia è intervenuta militarmente negli ultimi mesi  importano quasi tutto dalla Francia. Il Franco CFA − oggi usato in 14 stati africani da più di 135 milioni di persone − è garantito dal tesoro francese e ha un tasso di cambio fisso con l'euro. Imprese francesi come Total, Alstom e Schneider Electric hanno un ruolo di primo piano nel mercato dell'energia in Sud Africa, Egitto e Algeria. Orange, società di telecomunicazioni, è presente in Kenya, Niger, Camerun, Mauritius, Repubblica Democratica del Congo e Senegal. Molte imprese francesi operano nel settore dei trasporti.

Ma le imprese francesi si trovano a competere contro altre potenze che stanno guadagnando terreno. Secondo un recente studio del Ministero dell'Economia francese, la quota delle esportazioni della Francia verso l'Africa sub-sahariana è scesa dal 10,1% del 2000 al 4,7% del 2011, mentre il volume delle importazioni è raddoppiato. Dieci anni fa, la Francia era il principale esportatore nella regione, oggi è il quinto dopo Cina, India, USA e Germania. Le banche francesi forniscono il 16% dei crediti concessi all'Africa occidentale, rispetto al 37% di dieci anni fa. Questa tendenza è dovuta a diversi fattori, inclusa la mancanza di infrastrutture e la perdurante insicurezza in molti paesi africani. Dopo il passaggio all'Euro però le piccole e medie imprese francesi hanno perso competitività. Il costo del lavoro e delle esportazioni è aumentato, le quote di mercato sono diminuite.

Oggi il principale partner commerciale dell'Africa è la Cina. Anche India e Brasile stanno guadagnando terreno. Un tempo la Francia era l'unica potenza autorizzata a sfruttare l'uranio del Niger, adesso anche altri paesi possono ottenere concessioni. La Cina ha appena ottenuto una licenza di sfruttamento.

Anche se Parigi fa fatica a mantenere ed intensificare la propria presenza commerciale nel continente africano, in generale i legami politici ed economici rimangono piuttosto stabili. I legami culturali tra Africa e Francia sono fortissimi: più di 100 milioni di Africani parlano francese. In Francia circa 4 immigrati su 10 arrivano dall'Africa, soprattutto dal Maghreb, e la maggior parte degli studenti africani scelgono la Francia per i loro studi all’estero.

Il mantenimento dei legami politici ed economici tra la Francia e le ex colonie passa anche attraverso gli interventi militari. Dagli anni Novanta è cambiata la struttura delle forze armate francesi, che ora sono più specializzate ma hanno pochi uomini. Il recente intervento in Mali e nella Repubblica Centrafricana dimostra che Parigi è ancora disposta a intervenire, ma soltanto quando sono in gioco i suoi interessi strategici, e soltanto in operazioni che abbiano legittimazione internazionale. L'attuale intervento francese in Repubblica Centrafricana, per esempio, ha avuto inizio soltanto dopo che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha approvato l'operazione all'unanimità.







Lascia un commento

Vuoi parteipare attivamente alla crescita del sito commentando gli articoli e interagendo con gli utenti e con gli autori?
Non devi fare altro che accedere e lasciare il tuo segno
Ti aspettiamo!

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati

I vostri commenti

Per questo articolo non sono presenti commenti.