L’ingresso spettacolare dell’ISIS
nel teatro yemenita

08/10/2015


Il 6 ottobre 2015 un complicato attacco terroristico compiuto con una serie di veicoli esplosivi ha semi-distrutto l’hotel al Qasr nella provincia di Aden, dove pare fosse acquartierato temporaneamente il governo dello Yemen. L’hotel è un largo complesso isolato su di un promontorio facilmente difendibile, ed era difeso dall’esercito e dalle forze di sicurezza. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico. Se la rivendicazione è vera (tutto lascia pensare che lo sia, perché l’altra forza terroristica attiva nella regione, alQaeda, ha raggiunto un accordo con il governo e con i Sauditi e ha cessato gli attacchi), significa non soltanto che lo Stato Islamico ha deciso di attaccare − per la prima volta − direttamente e apertamente forze alleate dell’Arabia Saudita, ma anche che ha raggiunto un tale livello di capacità operativa in Yemen da far pensare che il paese sarà travagliato ancora a lungo dalla guerra civile, anche se il governo dovesse trovare un accomodamento con gli Houthi ribelli, con la mediazione dell’ONU (le trattative sono in corso).

Da mesi è attivo in Yemen un gruppo che si presenta in internet come lo Stato Islamico del Wilayat di Aden-Abyan e sostiene di combattere contro gli Houthi sciiti. Video di esecuzioni di Houthi da parte di questo gruppo circolano in rete da più settimane.

 

Lo stato islamico ha raggiunto un tale livello di capacità operativa in Yemen da far pensare che il paese sarà travagliato ancora a lungo dalla guerra civile, anche se il governo dovesse trovare un accomodamento con gli Houthi ribelli, con la mediazione dell’ONU.


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