L’Algeria vuol fare da sé

26/10/2015

L’Algeria, funestata da stragi islamiste già negli anni ’90, è oggi un paese stabile e sicuro, se paragonata agli altri stati della regione. L’ultimo grande attentato avvenne nel 2013 nel bacino estrattivo di Ain Amenas, al confine con la Libia. La ricetta di sicurezza dell’Algeria consiste nel forte controllo dei confini, che però comporta anche la rinuncia a sviluppare il turismo e a sollecitare investimenti stranieri. Si veda la tabella cliccabile a fianco, che mostra come il turismo contribuisce davvero poco al PIL nazionale, rispetto alle sue grandi potenzialità. Fino agli anni ’80 l’Algeria fu invece la principale destinazione del turismo internazionale in Nord Africa.

Autosufficienza economica ai limiti dell’autarchia e stretto controllo dei confini, oltre che delle attività interne: ecco la ricetta con cui l’Algeria tiene a bada i fondamentalisti e mantiene la sicurezza interna. Sul fronte politico, in Algeria gli islamisti armati e irriducibili sono stati perseguiti e distrutti, ma i gruppi più flessibili − e più numerosi – sono stati cooptati e sono diventati parte dell’élite al potere.  

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