Cina e Israele in piena cooperazione

18/05/2016

La Cina e Israele stanno discutendo la firma di un accordo di libero scambio (FTA, Free Trade Agreement), cioè l’abolizione dei dazi e delle limitazioni alle esportazioni-importazioni fra i due paesi.

La Cina è il paese con il maggior numero di abitanti al mondo (poco meno di 1400 milioni), Israele uno dei più piccoli (poco più di 8 milioni, il 6 per mille di quella cinese!). Almeno venti città cinesi hanno ciascuna un numero di abitanti ben superiore a quello degli abitanti di tutto Israele. Cina e Israele sono locate alle due estremità dell’antica Via della Seta, cioè alle due estremità del continente asiatico. Oggi il commercio fra Cina e Israele è fiorente: nel 2015 ha sviluppato 50 miliardi di dollari, l’accordo di libero scambio lo incrementerebbe del 30% in tempi brevi. Questo incremento inciderebbe in modo insignificante sulla crescita dell’enorme economia cinese, ma sarebbe importante per l’economia d’Israele.

La Cina è interessata soprattutto alla tecnologia israeliana per la conservazione, il riciclo e la desalinizzazione delle acque, di cui Israele è leader mondiale (è stata costretta a diventarlo, dato che ha un territorio per lo più desertico, privo di fiumi). Nel 2013 è stata aperta una joint venture sino-israeliana per il trattamento delle acque a Dongguang (nel Guangdong, sull’inquinatissimo Fiume delle Perle), la Shunde Dowell Technological and Environmental Engineering Co. Ltd.

Gli investimenti cinesi in Israele sono importanti per il settore di ricerca e sviluppo, avendo raggiunto 1,77 miliardi di dollari nel solo 2015. Nello stesso anno l’investimento domestico in ricerca e sviluppo in Israele è stato di 11 miliardi di dollari. I Cinesi investono anche in start-up e in nuove aziende detentrici di brevetti tecnologici. Inoltre sono coinvolti nello sviluppo di infrastrutture logistiche: nel 2015 società cinesi hanno vinto appalti per costruire il porto di Ashdod e per gestire il porto di Haifa.

Sia per Israele sia per la Cina costruire rapporti di fiducia e di collaborazione rappresenta una alternativa alla dipendenza totale dagli attuali partner strategici in campo tecnologico e commerciale, cioè gli USA, l’Europa, il Giappone e la Corea. 

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